Aschieri: “Cresce la concorrenza, ma noi ci siamo”

Aschieri: “Cresce la concorrenza, ma noi ci siamo”
Mondiali Karate, Aschieri

Da sin. Sara Battaglia, Michela Pezzetti, Clio Ferracuti, Laura Pasqua, il DT nazionale Pierluigi Aschieri, Sara Cardin, Greta Vitelli, Viviana Bottaro, Roberta Sodero.

La parola ora al Direttore tecnico nazionale del settore karate della Fijlkam, il professor Pierluigi Aschieri, la persona cui va il merito di aver saputo intuire con largo anticipo le future evoluzioni della disciplina, introducendo metodologie di preparazione scientifiche ed all’avanguardia, cui indubbiamente si devono i tanti successi colti negli anni dagli azzurri. “A Brema – ci racconta – si è assistito ad un’ulteriore crescita generale dei livelli tecnici e delle prestazioni fisiche. Non esistono più match “scontati”, ogni incontro va disputato dall’inizio alla fine, e la preparazione fisica gioca un ruolo determinante per mantenere tali livelli. Oltre alle tecniche di pugno, se ne sono apprezzate molte di calcio e di proiezione, nella ricerca di azioni che garantiscano i punteggi di gara più elevati. E’ da registrare il grande ritorno del Giappone, i cui atleti si sono adattati a dei cambiamenti grazie ai quali si sono significativamente avvicinati ai modelli di prestazione europei, alla stessa stregua dei paesi arabi, della Turchia e dell’ Egitto.
Le partite sui quadrati di gara non vengono decise da astratte “filosofie”, tutti sono protesi alla vittoria. Il livello qualitativo dell’arbitraggio d’altra parte è notevolmente migliorato, con l’aiuto per la valutazione del combattimento rappresentato dalle telecamere; per il kata, occorre approfondire i regolamenti di gara. Più in generale siamo stati penalizzati, è il caso di dirlo, da una serie di infortuni ed incidenti di varia entità che non hanno consentito la partecipazione,ad esempio, di un agonista di spicco quale il plurititolato campione e capitano della squadra nazionale Stefano Maniscalco.

Mondiali karate, kata

Squadra maschile di kata e kumite: da sin: Luca Maresca, Alessandro Iodice, Nello Maestri, Mattia Busato, Mauro Scognamiglio, Luigi Busà, Nico Armanelli, Alfredo Tocco.

Per Luigi Busà, devo confessare che mi sarei aspettato anche da lui l’oro. Era infatti partito molto bene nell’incontro di finale, poi nemmeno io saprei dire cosa sia successo: il nostro atleta è apparso improvvisamente diverso, è calato, e l’avversario ha potuto prendere il sopravvento. Studieremo i filmati, faremo le più approfondite ed opportune considerazioni su quella che è stata comunque una bellissima gara. Sara Cardin da parte sua ha mostrato una tenuta fisica eccezionale, senza alcun calo. Sotto il punto di vista tecnico e tattico non ha sbagliato niente, ha dimostrato da subito di poter puntare diritta all’oro, come Busà del resto. Negli incontri eliminatori entrambi non hanno subito tecniche, se non nelle finali. Si sono visti all’opera due atleti semplicemente straordinari. Laura Pasqua ha fornito un bel segnale di una sua nuova crescita, e ci auguriamo prosegua su questa strada. Mattia Busato nel kata individuale ha dovuto affrontare subito il grande Diaz, e pur di fronte ad un tale avversario il punteggio di 2-3 ci fa capire come il giudizio abitrale non fosse poi così netto a nostro sfavore. Viviana Bottaro altro elemento di spicco, reduce anch’essa da infortuni, non ha potuto rendere al meglio e ciò si è ripercosso sulla squadra, che non è potuta andare oltre il già ragguardevole terzo posto a spese della Spagna. Nella squadra maschile si sono evidenziati errori di sincronizzazione che occorrerà correggere. Per quanto riguarda lo svolgimento del primo campionato per disabili, si sono mossi i primi, sperimentali passi: mi sembra sia lecito prevedere un buon lavoro, con ottime prospettive, per le disabilità cognitive e per i non vedenti per un recupero funzionale con il kata, mentre per le paraplegie i limiti sono evidenti, ma il cammino imboccato comunque prosegue.”
A marzo 2015, in anticipo, avremo l’Europeo seniores che consentirà di staccare il biglietto di ingresso per i Giochi olimpici di Baku nel mese di maggio, riservato ai soli primi sei classificati continentali per ogni categoria di peso. Avremo da sostenere sia l’europeo che il mondiale giovanile, per i quali abbiamo ottime chance grazie al fatto che i nostri giovani rappresentanti stanno crescendo velocemente. Analizzeremo anche in questo caso tutte le esperienze utili per adottare le più opportune contromisure rispetto agli avversari. Lo sport, e concludo, ha questo di bello: che ogni sabato ed ogni domenica ci si rimette, tutti, in discussione, si affrontano prima le gare di verifica, poi i campionati veri e propri che rappresentano l’obiettivo ultimo…”
L.S.
continua con l’intervista a Sara Cardin

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