
Non c’è partita, questa volta a favore di Sinneri, che nell’ATP 1000 di Parigi si sbarazza di Alexander Zverev con irrisoria facilità e approda alla finale del torneo contro Félix Auger-Aliassime. Ci deve essere un virus che gira per Parigi e colpisce, a giorni alterni, tutti i giocatori. Il virus della stanchezza. Due giorni fa aveva quasi immobilizzato Sinner che, fortuna per lui, si è trovato difronte un Cerundolo troppo tenero anche per un n. 2 a mezzo servizio.
Oggi è toccato a Sascha che ad un certo punto ha esclamato: “Non mi reggo in piedi.” Colpa, sicuramente, della maratona di ieri con Medvedev e forse anche di una stagione lunga e massacrante. Gaudenzi e tutti i capoccioni del circuito dovrebbero iniziare a domandarsi se questo che stiamo vedendo in questi giorni a Parigi sia tennis. La stanchezza, i crampi, in alcuni casi le condizioni pessime degli impianti, hanno creato una selezione che colpisce a caso. A Shanghai abbiamo visto i crampi di Sinner e il vomito di Djokovic. Qui a Parigi un giocatore che si è trascinato per oltre un’ora, incassando un umiliante 6-0, 6-1. La differenza tra i due non è quella che si è vista oggi. Il bilancio di 5 vittorie a 4 a favore del ragazzo di San Candido sicuramente fotografa al meglio la distanza tra i due. Ricordiamo che solo una settimana fa Sinner ha battuto Zverev al terzo set 7-5.
Tutto questo non toglie i meriti a Jannik, ma serve per raccontare bene un match a senso unico, in cui la condizione fisica (anche se non ottimale) della ‘volpe rossa’ ha fatto la differenza rispetto ai movimento al rallentatore del tedesco. Lo score è impietoso: nessuna palla break concessa, un gioco solo lasciato all’avversario, 30 punti vinti in risposta su ben 54 complessivi, 6 break su 9 palle concesse, il 90% dei punti vinti con la prima dentro. Si, insomma, questo non è tennis spettacolo.
Come sempre sincero Sinner, ha commentato: “Sono contento di essere in finale, ma oggi Sascha non era al 100%, in difficoltà dal punto di vista fisico. Ha vinto ieri e mentalmente è stato difficile recuperare, sono stati mesi intensi. Spero si rimetta per Torino. Dal mio punto di vista sono molto felice. Auger è migliorato molto negli ultimi mesi, ha provato i suoi schemi e affrontarci è una grande occasione. E’ una finale, sarà bella. E’ un giocatore forte e una persona gentile, ma cercherò di spingermi al limite per vincere. Poi finalmente avrò due giorni libero per recuperare”. Il tema della stanchezza torna sempre…
Domani sarà sicuramente un’altra partita, contro un avversario, il canadese Félix Auger-Aliassime che superando Bublik (7-6, 6-4) ha messo fuori Musetti dalle Finals di Torino (il carrarino giocherà ad Atene per raccogliere punti). Il canadese, nona testa di serie, ha giocato con grande lucidità nei momenti chiave, rimontando da 1-4 nel secondo set e imponendosi con 31 vincenti, di cui 17 di diritto.
Grazie a questo successo, Auger-Aliassime si assicura un posto nella sua seconda finale Masters 1000, dopo Madrid 2024. Se dovesse vincere il titolo a Parigi, conquisterebbe definitivamente l’ultimo posto disponibile; in caso contrario, arriverà a Metz con un margine di 90 punti sull’azzurro, impegnato ad Atene.
«Sono felicissimo, una finale Masters 1000 suona davvero bene – ha dichiarato Auger-Aliassime –. Contro questi avversari devi essere perfetto tatticamente e disciplinato. Domani sarò pronto a dare il massimo».
