
Flavio Cobolli, testa di serie numero cinque, supera il cinese Wu Yibing 7-6(4) 6-1 e conquista la semifinale dell’ATP 500 di Acapulco, confermandosi il giocatore con il ranking più alto ancora in tabellone (n. 20 del mondo).
La partita è stata molto più complicata di quanto racconti il punteggio del secondo set. Il romano ha messo in campo appena il 49% di prime, ma quando la prima è entrata ha raccolto l’83% dei punti (30 su 36), dato che fotografa l’efficacia del suo tennis nei momenti chiave. Soprattutto, ha annullato tutte e otto le palle break concesse, sei delle quali nel secondo parziale. Emblematici gli ultimi tre turni di servizio: sempre sotto 15-40, sempre capace di risalire la corrente.
«Quando non giochi come vuoi ma resti positivo, è una grande cosa per me», ha spiegato a fine match. Parole che certificano un salto di qualità mentale. Dopo la semifinale della scorsa settimana a Delray Beach, Cobolli centra così il secondo penultimo atto consecutivo e continua la rincorsa al terzo titolo ATP in carriera.
Ora lo attende Miomir Kecmanovic, reduce dal colpo a sorpresa contro Alexander Zverev e dal successo netto sul francese Atmane. Un test severo, contro un giocatore in fiducia e capace di alzare il livello contro i big.
Non arrivano invece buone notizie dall’altra parte del tabellone per l’Italia. Mattia Bellucci si arrende a Frances Tiafoe 6-3 6-4. L’americano, alla sua prima semifinale ad Acapulco in otto partecipazioni, ha gestito con maggiore lucidità i passaggi decisivi del secondo set: dopo aver mancato un diritto comodo sul 5-3 che gli avrebbe dato il match, ha subito reagito, strappando il servizio all’azzurro e chiudendo al terzo match point.
