Carlos Alcaraz ha superato senza troppi problemi Arthur Fils con un netto 6-2, 6-4 nella semifinale dell’ATP 500 di Barcellona mettendo alle spalle i fantasmi della semifinale di Monte Carlo quando il francese lo impegnò ben più del previsto. Una vittoria solida nonostante condizioni di gioco rese complicate dal vento.
“Per prima cosa dobbiamo essere grati al sole,” ha scherzato Alcaraz a fine match. “Non pioveva, ma il vento era davvero forte. Oggi non si trattava di giocare un tennis spettacolare, ma di fare quello che serviva, senza strafare.”
Davanti al pubblico di casa, il murciano ha gestito il match con autorevolezza, disinnescando i colpi di Fils, soprattutto puntando sul suo rovescio e sfruttando le variazioni per conquistare campo. Il numero uno del seeding arriva alla terza finale stagionale, dopo quelle di Rotterdam e Monte Carlo, e porta a nove la sua striscia di vittorie consecutive. Domenica andrà a caccia del tris a Barcellona, dopo i successi del 2022 e 2023, affrontando Holger Rune.
“Essere di nuovo in finale qui è speciale. Da piccolo venivo a vedere le finali la domenica, adesso ci gioco. Ci sono i miei amici venuti da Murcia, c’è il pubblico di Barcellona… è stata una settimana bellissima, spero di concluderla con un trofeo.”
Rune ritrova il sorriso e la Top 10
Holger Rune è tornato, lasciandosi alle spalle il ritiro a Monte Carlo per un’intossicazione alimentare. Il danese ha dominato Karen Khachanov, chiuso con un secco 6-3, 6-2 in poco più di un’ora, staccando il pass per la sua seconda finale stagionale dopo Indian Wells.
Un risultato, questo, che gli apre le porte per la Top 10 nella classifica ATP live, risalendo fino al numero 9 e le chiude contemporaneamente a Musetti, che è fermo per i postumi di Montecarlo. “All’inizio della settimana non ci pensavo troppo,” ha raccontato. “Era il mio primo torneo sulla terra quest’anno, volevo usarlo per fare ritmo. Alla fine è diventata una settimana fantastica, e tornare nei primi dieci è una bella sensazione.”
Contro Khachanov, Rune ha dato spettacolo: sei drop shot su sei vincenti nel primo set e un perfetto equilibrio tra potenza e variazioni. Ha chiuso il match proprio con una smorzata seguita da un passante in scioltezza, perfetta sintesi del suo tennis creativo. “Sapevo che dovevo cambiare ritmo, lui è forte con il servizio e con entrambi i fondamentali. Ho cercato di confonderlo con palle alte, tagliate, smorzate… e oggi ha funzionato.”

