Matteo Berrettini supera lo scoglio Zverev, n. 2 al mondo, con il punteggio di 2-6, 6-3, 7-5, ai sedicesimi del Master 1000 di Montecarlo e fa un grande regalo all’amico Sinner, che con la sconfitta del tedesco acquisisce la matematica certezza di scendere in campo, a Roma, da n. 1. Al termine di un incontro duro, a tratti drammatico (uno scambio di 48 colpi di una durezza incredibile) il tennista romano ritrova il successo del tempo che fu e per la prima volta coglie lo scalpo di uno dei due più forti giocatori del ranking.
Le statistiche al termine del match parlano di una sostanziale parità: due punti di differenza e maggiori errori non forzati da parte di Berrettini, frutto soprattutto nel primo set che ha affrontato in maniera non lucida dal punto di vista tattico. Nel secondo set si è affidato più al rovescio lavorato che ha messo in difficoltà il tedesco.
“Ho cambiato il piano del gioco – dirà al termine -, e ho cercato di essere più aggressivo. Sono cresciuto sulla terra, è una delle superfici preferite e quindi non mi sorprendo di questa prestazione che è forse la migliore della mia carriera. In passato ho mancato diversi tornei sulla terra e adesso voglio recuperare. E’ stata una partita pazzesca: all’inizio molto dura. Poi ho iniziato a credere di più al mio gioco, anche se non mi sentivo al meglio. Sono fiero di come ho gestito il terzo set e i giochi decisivi.”
La partita
Primo set in cui Berrettini è molto falloso e Zverev gioca sul velluto; con due break porta a casa il set 6-2. Nel secondo set Berretti migliora le percentuali, soprattutto con la seconda, e limita gli errori. Questo basta per mandare in tilt Zverev, che perde il sesto gioco con ben 4 errori non provocati. Sul 4 a 2 Berrettini gioca praticamente a zero i propri turni di battuta e chiude 6 a 3 in 1h20’.
Nel terzo i due limitano notevolmente gli errori. Berrettini cresce ancora e nei propri turni di battuta; Zverev si rimette in carreggiata, soffrendo comunque sempre il rovescio liftato del romano.
La svolta nel settimo gioco. Il romano aumenta la pressione: un passante incredibile di dritto sulla riga lo porta a giocare tre palle break che profumano tanto di match. La prima la sciupa con una demi volée che il tedesco è bravo a fargli trovare sui piedi. La seconda il romano la butta in rete con un dritto non all’altezza. La terza è quella buona, ancora grazie ad un passante che incontra Zverev a metà campo, nella terra di nessuno.
L’ottavo gioco diventa fondamentale: il romano consolida il vantaggio annullando una palla del contro-break, che il tedesco sciupa con un passante fuori di un nulla. Quando Berrettini si presenta a servire per il match, Zverev tira fuori dal cilindro una serie di risposte incredibili e si porta velocemente sullo 0-40. Alla seconda palla break raddrizza la sua partita e raggiunge 5 pari il romano.
L’inerzia sembra ormai a favore del n. 2 al mondo. Però dopo due palle per un nuovo vantaggio non sfruttate dal romano nell’undicesimo gioco, uno scambio infinito concede la terza palla break al romano (48 colpi!). Ed è la palla decisiva per strappare il servizio e servire nuovamente per il match.
Questa volta Berrettini non fallisce e al primo match point chiude e vola agli ottavi.


Cobolli parte forte: Lajovic ko in due set
Flavio Cobolli comincia col piede giusto la sua avventura al Masters 1000 di Montecarlo, prolungando il buon momento vissuto dopo il titolo conquistato a Bucarest. L’azzurro supera con autorità il serbo Dusan Lajovic, finalista nel Principato nel 2019, con un netto 6-4 6-2 in appena un’ora e 12 minuti di gioco. Ad attenderlo ora ci sarà il vincente della sfida tra l’olandese Tallon Griekspoor e il francese Arthur Fils, in programma subito dopo sul Campo dei Principi.
Il match prende subito una piega favorevole per l’italiano: nel primo game Lajovic spreca un vantaggio di 40-0 e cede il servizio, sotto la pressione costante di Cobolli. Nonostante qualche errore che consente al serbo di rientrare temporaneamente, Flavio ritrova subito il break – stavolta a zero – e prende il largo. Sul 5-1 sembra tutto facile, ma un leggero calo gli costa un turno di battuta e tre set point sprecati. Alla quinta occasione, sul 5-4, è un comodo smash a chiudere i conti del primo set.
Nel secondo parziale la partita si trasforma in un dominio dell’azzurro. Dopo un inizio equilibrato, sul 2-2 Cobolli cambia marcia: ottiene un break a 15 che di fatto indirizza il set, imponendo poi il proprio gioco fino al termine senza particolari ostacoli.
I numeri raccontano bene la prestazione del romano: 19 vincenti contro 10, a fronte di 23 errori gratuiti da entrambe le parti – un dato consueto sulla terra battuta. Ma ciò che impressiona è la gestione del servizio: Lajovic mette in campo il 74% di prime contro il 52% di Cobolli, ma è l’italiano ad essere più efficace, vincendo il 68% dei punti con la prima contro il 48% del serbo. Un’efficienza che ha fatto la differenza.
foto @BrigitteGrassotti

