Torino – Ci ha provato fino alla fine. Ha dato tutto, ma non ha fatto l’impresa. Non per suo demerito, quanto per l’avversario – veramente troppo più forte. Lorenzo Musetti fa sognare il pubblico dell’Inalpi Torino per un set, poi crolla davanti a un Carlos Alcaraz indomabile.
Terzo match delle Atp Finals. L’azzurro sogna le semifinali. Serve ‘solamente’ una vittoria contro il numero 1 del mondo. Scende in campo, Musetti, concentrato e determinato. Non ha nulla da perdere. Carlito invece ha qualcosa da perdere. L’eventuale sconfitta lo rifilerebbe secondo nel suo girone e in semifinale sarebbe costretto a vedersela – presumibilmente – contro Jannik Sinner. In palio c’è anche qualcosa in più. Giusto un ‘numero’, ovvero la prima posizione del ranking mondiale. Una vittoria dello spagnolo lo porterebbe matematicamente a chiudere l’anno al vertice della classifica.


Insomma, la tensione è alle stelle. Entrambi si giocano qualcosa di importante. Il primo set fila in equilibrio, fino al 5-4 quando Musetti deve servire per allungare il set. Ma Carlos è pronto per il primo break. In poco più di mezz’ora lo spagnolo archivia la prima frazione di gioco.
Il murciano sale in cattedra, cresce ancora. Le prime sono dei razzi; a rete non lascia scampo; le palle corte sono sempre vincenti. L’azzurro accusa la stanchezza e subisce un doppio break. Finisce 6-4/6-1 in 83 minuti. Alcaraz chiude il girone da imbattuto, incontrerà il vincente tra Zverev e Auger Aliassime. Di sicuro una semifinale almeno sulla carta più difficile di quella tra Sinner e De Minaur, che si gioca domani nella sessione diurna. In compenso, da stanotte lo spagnolo potrà godersi il numero 1 del ranking. Sempre domani, alle 14, la cerimonia sul campo centrale dell’Inalpi. Il 2025 si chiude nel segno di Alcaraz.
ALCARAZ: NUMERO 1 SIGNIFICA TUTTO
“Questo traguardo rappresenta per me tutto – ha detto Alcaraz a fine match –. A inizio anno non mi sarei aspettato di raggiungere questo risultato, a metà stagione ho intravisto invece la possibilità di avvicinare Sinner. E alla fine ci sono riuscito, coronando il lavoro che insieme al mio team facciamo tutti i giorni”.
La partita con Musetti? “Conosco Lorenzo da quando avevamo 14-15 anni, siamo cresciuti insieme. Sono contento di averlo visto alle Finals per la sua prima volta – ha concluso Carlito –. Il primo set è stato duro, poi nel secondo io sono cresciuto e lui è un po’ calato fisicamente. Sono soddisfatto della mia prestazione”.
MUSETTI: BATTERE ALCARAZ SOLO CON UN MIRACOLO
“Sono super orgoglioso. Abbiamo due semifinale da giocare (Sinner, Vavassori-Bolelli), e anche nel femminile. E’ stato un anno fantastico per l’Italtennis. E spero che il futuro sia sempre più sorprendente – ha detto Musetti -. La partita con Alcaraz è stata difficile, lui ha servito molto bene, mi ha messo pressione. E’ stato solido, ha avuto una prestazione continua e buona in tutto il match. nel secondo set si è fatta sentire in me la stanchezza. Sapevo che era difficile smaltire le battaglie delle ultime settimane in un giorno. Specialmente perché il match con De Minaur era stato stancante. Sapevo che con Carlos avrei dovuto fare un miracolo”.
Foto di Brigitte Grassotti

