Jannik Sinner vince ma non convince il primo incontro dell’ATP 500 di Halle. Il n. 1 al mondo si impone in due set, 7-5, 6-3 al tedesco Hanfmann in un’ora e mezza di gioco. Non è stata una passeggiata per l’altoatesino, soprattutto nel primo set. Facendo la tara con quanto successo ieri nel doppio, perso al supertiebreak facendosi rimontare, appare evidente che Sinner ha pagato la sconfitta di Parigi forse più di quanto in Italia ci vogliamo illudere.
Che il ritorno alla vittoria non sarebbe stato facile, dopo la sosta di tre mesi per il caso clostebol, era nelle logica delle cose. Nessuno pensava che potesse tornare così velocemente in vetta. Invece la finale di Roma e poi il percorso netto fino alla finale di Parigi avevano illuso che tutto fosse passato. I tre match point malamente sprecati hanno aperto una voragine che adesso è difficile colmare con le scampagnate e le grigliate casalinghe.
Troppo spesso si è favoleggiato sul carattere di ghiaccio di Sinner. Lui stesso, in una delle tante interviste, aveva detto: “Simulo bene, perché in realtà dentro di me succede di tutto durante una partita.” Oggi il campione di San Candido ha giocato incerto e timoroso per buona parte del match, sbagliando troppo per l’avversario che aveva di fronte. Ha giocato al suo livello per tutto il primo set, riuscendo a portarlo a casa solo grazie ad un gioco, il 12, nel quale il tedesco ha pagato la pressione e calato improvvisamente con la prima di servizio. Ci sono voluti tre set point per spuntarla. Nel secondo parziale il tedesco ha ceduto progressivamente alla pressione dell’italiano, il quale però ha continuato a giocare impreciso.
L’unica nota positiva, i 10 ace che sul campo in erba sono sempre un ottimo viatico. Adesso l’altoatesino incontrerà Bublik, che ha già battuto 4 volte (contro 1 sconfitta), l’ultima delle quali nei quarti a Parigi. Il gioco talentuoso del kazako e il servizio saranno sicuramente un problema maggiore di quello affrontato oggi. Domani scopriremo se Jannik ha ritrovato la fiducia dei tempi migliori e il feeling con l’erba.

