La vera sorpresa, quella al secondo turno degli Australian Open, si chiama Lorenzo Sonego. Il 29enne torinese ha vinto una lunga battaglia contro il brasiliano Joao Fonseca, 18 anni, che in questi giorni in molti hanno ribattezzato l’anti-Sinner per le sue capacità tecniche e fisiche. L’azzurro, invece, ha spento ogni velleità dell’astro nascente, battendolo al quinto set (punteggio 6-7 (8) 6-3 6-1 3-6
6-3) e portando a casa l’accesso al terzo turno dove troverà l’ungherese Fábián Marozsán.
Una splendida prestazione di Sonego, reduce già dall’impresa di aver battuto Stan Wawrinka. Il torinese, oggi numero 55 del ranking Atp, è sembrato quello di qualche anno fa, quello che ha battuto Novak Djokovic (quando era ancora Nole) e che sfiorato la top 20.
Piccola falsa partenza per Jannik Sinner, che perde il primo set contro la wild card australiana Tristan Schoolkate, n. 173 al mondo. Ma poi mette il turbo e supera il tennista aussie al quarto set: 4-6, 6-4, 6-1, 6-3 in 2 ore e 46 minuti di gioco. Un incontro che per almeno un’ora è stato più complicato del previsto per Sinner: lento nell’approccio al match, l’azzurro è stato sorpreso dalla tattica aggressiva di Schoolkate che ha interrotto la serie di 29 set consecutivi vinti dal n. 1 al mondo. Poi, però, è arrivato il cambio di marcia dal settimo
gioco del secondo set, quando Sinner ha conquistato (e convertito) la prima palla break del match. Da quel momento la
partita si è messa in discesa. Il numero 1 affronterà ora l’americano Marcos Giron, n. 46 al mondo, che ha battuto in cinque set l’argentino Etcheverry dopo più di 4 ore di gioco.
“Non ho giocato tanti tornei juniores, non ci eravamo mai affrontati – ha detto Sinner in conferenza post match – All’inizio ha giocato bene, molto meglio di me. C’è stata una grande atmosfera del pubblico, sono felice della mia prestazione. Non dò le cose per scontate, devo
ragionare così anche nel prossimo turno. Ero preparato al tennis di Schoolkate, ma ha giocato molto bene. Capita in ogni torneo, tutti i turni sono difficili e devi essere sempre presente. Posso migliorare, ho avuto difficoltà con il vento ma anche l’onore di giocare qui in sessione serale. E’ stato molto bello. Ho faticato all’inizio con il vento, ma almeno qui non sei esposto come sui campi esterni. Sono contento di essere al 3° turno, ora vediamo cosa potremo fare. E’ una sensazione diversa rispetto a 12 mesi fa, questo è un posto fantastico ma la prendo come una sfida per provare a ripetermi. Ma c’è ancora tanta strada da fare, so che il mio livello deve salire e mi auguro di giocare un altro grande torneo”.
Esce invece di scena, ma a testa alta, Matteo Berrettini, non fortunato nei sorteggi. Il romano – numero 34 del ranking – ha ceduto in quattro set al danese Holger Rune (n.13) dopo tre ore e mezzo di gioco. 7-6, 2-6, 6-3, 7-6 i parziali per il danese che ora affronterà il serbo Kecmanovic.
