
Il tabellone femminile degli Australian Open si presenta come uno dei più interessanti degli ultimi anni. Per l’Italia l’attenzione è concentrata soprattutto su Jasmine Paolini, n. 7 del ranking, mentre Elisabetta Cocciaretto dovrà fare i conti con un sorteggio decisamente più severo.
Paolini, settima testa di serie, è inserita in uno spicchio impegnativo ma non proibitivo. I primi turni le offrono avversarie esperte ma gestibili (subito con la qualificata Aliaksandra Sasnovich ed eventualmente, al secondo turno, la vincente tra Victoria Mboko (17) e Emerson Jones), in un percorso che può condurla con legittime ambizioni alla seconda settimana. Il vero banco di prova, come spesso accade negli Slam, arriverà tra ottavi e quarti, dove il livello sale bruscamente e il margine d’errore si riduce. In prospettiva, un eventuale incrocio con Coco Gauff rappresenterebbe un test di altissimo profilo, ma anche la misura della maturità raggiunta dalla giocatrice azzurra.
Diversa la situazione di Cocciaretto, penalizzata da un tabellone che la porta rapidamente verso una delle grandi favorite. Superare il primo turno sarebbe già un risultato importante, utile soprattutto in termini di fiducia e continuità, ma il sorteggio non le concede margini di gestione.
Guardando al quadro generale, il torneo ruota attorno a tre nomi su tutti. Aryna Sabalenka arriva a Melbourne da vincitrice di due edizioni e sconfitta lo scorso anno in finale, come numero uno del tabellone: potenza, servizio e sicurezza nei momenti chiave la rendono la giocatrice da battere. Iga Swiatek, seconda testa di serie, continua a inseguire il titolo australiano che gli manca: il cemento resta la superficie meno naturale per lei, ma i progressi degli ultimi mesi la collocano stabilmente tra le candidate al titolo. Coco Gauff completa il trio di favorite principali, forte di una solidità atletica e mentale che ormai la rende una presenza costante nelle fasi decisive degli Slam.
Alle loro spalle, però, il tabellone è tutt’altro che chiuso. Elena Rybakina, se in buone condizioni fisiche, è forse la giocatrice più pericolosa sul veloce di Melbourne, mentre Jessica Pegula rappresenta una certezza di rendimento. Attenzione anche alla vincitrice della passata edizione, Madison Keys e alle outsider di lusso, da Mirra Andreeva ad Amanda Anisimova, capaci di cambiare l’inerzia del torneo con una settimana di alto livello.
Il risultato è un Australian Open femminile aperto, denso di contenuti e potenzialmente ricco di sorprese. Un contesto ideale per misurare ambizioni, conferme e nuove gerarchie, con l’Italia che può legittimamente sperare di essere protagonista almeno fino alla seconda settimana.
