Baku 2015, tre argenti sfavillanti dal karate

Le medaglie del karate sono al momento le uniche vinte dall'Italia a questi Giochi Europei. Il commento del DT professor Pierluigi Aschieri.

Baku 2015, tre argenti sfavillanti dal karate

A Baku 2015 il primo atleta italiano a calcare il tatami è stato Luca Maresca, GS FF.OO, allievo originariamente del maestro Mario Cicchella, per la categoria 60 kg. L’azzurro ha superato il primo incontro aggiudicandoselo per 8 a 0 ai danni dell’albanese Marqeshi Halil; al secondo, contrapposto all’azero Farzaliyev Firdovsi, ha perso per 4 a 2. Nello “spareggio” con lo spagnolo Gomez Garcia Matias, campione europeo 2012 e bronzo mondiale 2010, ha vinto con un 2 a 1 e, grazie a questa vittoria, si è classificato al 2° posto del suo girone approdando così alle semifinali, in cui ha superato il serbo Marko Antic, bronzo mondiale 2012 ed europeo junior 2009, con uno splendido 6 a 0. In finale purtroppo un 4 a 0 inflittogli dal padrone di casa ha spento le sue fondate velleità per il podio più alto.

Luigi Busà, G. S. Forestale, categoria 75 kg. Dopo aver sconfitto, nell’ordine, il cipriota Panayiotis Loizides (1-0), il francese Logan Da Costa (2-0) ha perso per 0-2 un combattutissimo incontro con il tedesco Noah Bistch, bronzo mondiale 2014 e bronzo europeo 2012. Nella semifinale, si è misurato con il turco Eltemur Erman, oro alla coppa del mondo 2013 e vicecampione europeo giovanile 2010, terminando il match in parità (4 – 4): l’hantei ha decretato un “plebiscito” a favore dell’azzurro, che ha così staccato il biglietto per la finale contro l’avversario di sempre, l’azero Rafael Aghayev.E’ stato quest’ultimo ad annettersi poi la posta per l’oro, con un risicatissimo vantaggio di 1-0. Diciamo subito che l’azero non ci ha mai particolarmente entusiasmati per il suo karate, sin dai tempi che lo vedemmo a Bratislava, 2009, competere all’ Europeo addirittura con il nostro Stefano Maniscalco, nella categoria open…ed ha continuato a non entusiasmarci anche in questa finale. Ci sarebbe da chiedersi come mai il nostro Luigi abbia affidato le sue fortune essenzialmente per non dire esclusivamente a delle tecniche di mawashi geri, non “riconosciute” dagli arbitri (anche contro ogni evidenza, almeno per una chiaramente andata a segno), e che hanno offerto il destro all’azero di improvvisarsi in degli arruffati tentativi di proiezione ai danni dell’azzurro, appannate e scomposte imitazioni del judoistico ushiro goshi, arrivando poi ad una plateale scorrettezza: approfittare di una sosta del match per proiettare l’azzurro, giustamente sanzionata dall’arbitro. Un combattimento che avrebbe dovuto scandire piuttosto una vittoria di Busà sul 2-1…ma tant’è!

Sempre nel kumite (combattimento) il terzo italiano in gara, il quotato Nello Maestri (C.S. Esercito Italiano), in lizza per la categoria 84 kg, è stato protagonista di un ottimo avvio, dettando la sua legge al polacco Camil Warda (2-0), ma poi non ha avuto accesso alle qualificazioni essendo stato fermato sia nell’incontro con il kosovaro Alvin Karaqi (0-3), sia nell’incontro che lo ha visto competere con il turco Aktas Ugur, campione europeo giovanile 2012 e 2013 (2-11).

Ultima nota positiva per i colori azzurri nel kata (forma), con l’unico rappresentante in gara, Mattia Busato, già allievo alle origini del maestro Stefano Valotto, ora in forza al Karate Castelfranco Veneto, c he nel suo percorso di gara ha sconfitto il turco Mehmet Yakan, settimo al mondiale 2014 e terzo all’ Europeo 2013, per 3-2. Nello scontro in finale con lo spagnolo Hugo Damian Quintero Capdevila, campione europeo 2013 e vice campione europeo 2011, ha dovuto purtroppo soccombere per un tranciante 5-0 a favore dell’avversarlo iberico…

Ma sentiamo ora alcune considerazioni del direttore tecnico nazionale del karate Fijlkam professor Pierluigi Aschieri, appena rientrato in Italia.

– Che “aria” si respirava a Baku, professore?

“A Baku erano presenti tutti gli sport, tutti olimpici eccetto il karate ed un altro paio di discipline, e l’aria era decisamente una grande aria olimpica, che ha anche rappresentato un’occasione unica per scambiare pareri ed esperienze.E’ emerso chiaramente che l’Europa in termini di presenza, articolazioni, dirigenza rappresenta oggi la struttura portante dell’ olimpismo. Pur tenendo conto dell’assenza di Stati Uniti, Russia e Cina, si è assistito ad un livello decisamente superiore a quello, ad esempio, dei Giochi del Mediterraneo in un evento che è da considerarsi un test importantissimo in vista delle Olimpiadi 2016 di Rio. Per quanto riguarda il luogo di gara questo non era poi così grande, arrivava a contenere al massimo 1000 spettatori, e tanti sono rimasti fuori…sembrava comunque di stare in uno stadio bollente, tanto acceso era il tifo degli azeri per i propri beniamini, a partire ovviamente da Aghaiev, nonché per gli atleti turchi in un contesto caratterizzato, essendo una competizione olimpica, da una tensione elevatissima. Il presidente Malagò si è dimostrato persona cordiale, sensibile alle esigenze degli atleti, una presenza attenta e sinceramente interessata. C’è stata una visita breve di diversi esponenti del CIO, addirittura il principe del Kuwaitt ha personalmente effettuato alcune nostre premiazioni: che dire, penso si possa interpretare come un grande segnale di “attenzione” nei confronti del karate, esponenti di tale alto livello ad esempio non erano mai andati ai Giochi del Mediterraneo, forse ha giocato un ruolo anche l’imminente scadenza del mandato con le elezioni per il rinnovo delle cariche al CIO. Ma torno ad evidenziare con piacere la grande, convinta attenzione dimostrata dal CONI nei confronti del karate di cui è stata testimonianza la grande festa organizzata a Casa Italia dopo le prime due medaglie, festa rinnovata il giorno dopo per la terza medaglia conquistata dai nostri ragazzi.”

– Il livello tecnico-agonistico?

“E’ stato un grande impegno per tutti, e tutti si sono presentati all’appuntamento preparatissimi. Nessun incontro poteva considerarsi facile o scontato, del resto il girone all’italiana non consente di fare grandi calcoli, ed anche a farli si rivelano poi regolarmente sballati.In linea di massima direi che i Giochi di Baku si sono dimostrati in assoluto meno duri di un Europeo, con quattro aree di gara, ma senz’altro caratterizzati da una maggior tensione psicologica e fisica. Le modifiche introdotte al regolamento hanno portato alla sparizione delle proiezioni: purtroppo questo è stato un danno all’identità del karate che si avvale di tecniche sulla corta, media e lunga distanza. Si è tolta spettacolarità agli incontri.”

– Veniamo agli azzurri…

“Popoli come gli azeri vengono da esperienze di lotte tradizionali di vario tipo, in cui si privilegia il corpo a corpo. Aghaiev non fa eccezione ed è una atleta che proietta parecchio, perciò stesso penalizzato anche lui dal nuovo regolamento. Senza voler assolutamente imbastire polemiche di sorta, posso dire dal riesame del combattimento che il mawashi di Luigi era perfettamente entrato…pur considerando i limiti nell’applicazione del regolamento ad azioni velocissime, l’incontro avrebbe dovuto concludersi con una vittoria azzurra. Rimarrà comunque consegnato alla storia come un incontro semplicemente “epico”! Benissimo Luca Maresca, anche lui contrapposto ad una avversario azero ha dato il massimo possibile…chissà, forse un’altra sede avrebbe contribuito ad un esito diverso.Nello Maestri semplicemente era in giornata no.O è capace di cose straordinarie, oppure di fronte ad un kosovaro molto “speculatore”, capace essenzialmente di ingarbugliare tutto, di innervosirlo, finiva per farsi irretire dal suo gioco. Niente da recriminare anche per il kata con Mattia Busato sconfitto in finale dallo spagnolo Moreno. Un piccolo errore prima dello yoko geri è stato sufficiente per far preferire lo spagnolo in un confronto fino a quel momento in parità. E’ un infortunio a suo tempo capitato anche a Luca Valdesi, Nella competizione a squadre. Del resto quando scegli un kata di quella portata sei tu che lo scegli,e devi quindi assumertene i rischi .”

– Prossimi obiettivi?

“Dopo gli European Games,.una nuova prospettiva si apre anche per i mondiali, da sempre molto impegnativi, da ora in avanti da affrontare con motivazioni ancora più forti. Ogni appuntamento sarà sempre più difficile. Diverse nazioni emergenti, come ci hanno insegnato le esperienze maturate di recente a Sharm El Sheick ed in Marocco, a Casablanca,stanno concentrando gli investimenti in sport che per una pluralità di ragioni avvertono come più affini o con maggiori chances.Il karate è tra questi sport ed il discorso vale, ad esempio, sia per l’ Azerbaijian che per la Turchia…ora dobbiamo riflettere su quest’ultima esperienza, su che cosa ha funzionato e che cosa no. Poi, da domani, dovremo cercare di cambiare marcia o di apportare tutte le più utili modifiche. Teniamo presente che a settembre p.v. ci sarà a Tokyo la sessione deliberativa del CIO per l’ammissione di nuovi sport olimpici, a Baku è venuto il nuovo segretario generale della WKF che ha confermato che in Giappone si sta consolidando un orientamento per favorire l’inclusione dello sport del karate nei futuri programmi a cinque cerchi.I ragazzi a Baku si sono comportati egregiamente. Per il domani dobbiamo sempre più tener conto dei principi della neurofisiologia e della cibernetica che governano i processi decisionali, ovverosia quelli che determinano la tattica, ma il successo in gara è indubbiamente determinato dalla qualità dell’azione tecnica, cioè dal momento dell’esecuzione lineare ed è perciò importante disporre di indicatori di qualità dell’azione tecnica. Sotto il punto di vista della preparazione fisica non abbiamo avuto defaillances di alcun genere, anzi ad esempio alcune misurazioni delle pulsazioni, 44 al minuto contro i 36-40 di atleti ciclisti, ci portano a considerare la nostra condizione fisica eccellente. Per migliorare allora gli aspetti tecnici, occorre impostare nelle società di base un progetto strategico di lungo periodo: i processi decisionali sono importanti, ma i punti – occorre averlo ben presente – si prendono con la tecnica.Non dobbiamo dormire sugli allori.Io sono solito ripetere agli azzurri:” ragazzi, godetevi il successo di questo momento, ma sappiate che lunedì si ricomincia e per ricominciare dobbiamo avere tutti le idee ben chiare!”…
Leandro Spadari

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