Spike Lee, Maglia azzurra, Simone Pianigiani
Spike Lee con la maglia della Nazionale

Quando Spike Lee si sarà ritrovato per le mani la maglia della nazionale di basket regalata da Simone Pianigiani, probabilmente si sarà chiesto: “Ma chi è questo?”. Pur guardando la notizia con la benevolenza che merita, non si può fare a meno di rilevare che tra tutte le Nazionali italiane in giro per il mondo testimoni del nostro sport, quella di basket è forse una delle meno note. A meno che non vogliamo tornare ad un passato ormai lontano. Diciamo indietro di quasi 20 anni. Quando Spike Lee dirigeva He Got Games, il film tributo al suo sport preferito (1998).
Ma in questi momenti di estrema difficoltà del nostro sport preferito, ci dobbiamo attaccare a tutto, anche ad un messaggero speciale, sperando che interceda nel migliore dei modi presso Bargnani & Co.
Così accade che pochi minuti prima della palla a due del derby di New York tra Knicks e Nets, partita alla quale ha assistito anche Simone Pianigiani prima di incontrare Andrea Bargnani, Spike Lee ha ricevuto in dono dalla Federazione Italiana Pallacanestro una maglia della Nazionale personalizzata col numero 1 e sulle spalle il proprio nome.
Spike in passato (recente) grande sostenitore di Danilo Gallinari, e ora di Andrea Bargnani, ha ringraziato per il pensiero e poi ha accettato di posare per qualche scatto prima di tornare in parterre a sostenere la squadra di Woodson, che tra l’altro ha inflitto una dura lezione ai Nets, mentre probabilmente si stava chiedendo cosa fosse la maglia che gli avevano messo in mano. La foto fatta circolare da questo punto di vista è abbastanza eloquente.
AU

Giornalista sportivo e blogger, i miei primi ricordi sportivi sono le imprese di Gimondi al Giro d'Italia e il 5 Nazioni raccontato da Paolo Rosi. Ho iniziato a scrivere battendo i campi gara di ciclismo per TuttoCiclismo per pagarmi gli studi e alla fine mi sono trovato a farlo per oltre 30 anni. Credo che dietro ad ogni sportivo c'è una storia da raccontare e che tutte insieme raccontano un Paese che cambia. Sono anche convinto, parafrasando Mourinho, che chi sa solo di uno sport non sa nulla di sport.