Basket U15 – Reyer Venezia Campione d’Italia

Basket U15 – Reyer Venezia Campione d’Italia

Andrea La Torre, 15 anni, promessa del basket azzurro

Se è vero che nello sport giovanile alla fine vince sempre… lo sport, è anche vero che queste final four del Campionato Nazionale U15 ci consegnano due notizie due degne di essere ricordate. E riguardano entrambe la Stella Azzurra, ovvero il basket romano.
La prima è che, dopo Bargnani, la Stella Azzurra, storica società capitolina, è pronta ad immettere “sul mercato” un altro talento di classe cristallina. Si tratta di Andrea La Torre, di cui si è favoleggiato e raccontato sui giornali nazionali ancora prima della finale di ieri. Quindici anni, 201 cm, playmaker; chi l’ha visto giocare l’ha paragonato a Diamantidis. Werther Pedrazzi, sul Corriere della Sera, assicura che il ragazzo è destinato a crescere ancora essendo figlio d’arte: suo zio giocava ad Arese ed era alto 207 cm, il papà ha militato nel Napoli, con i suoi 215 cm. A lui alcuni commentatori, forse esagerando, affidano il compito di risollevare le sorti del basket azzurro. Le sue final four a Desio, davanti il presidente federale Meneghin, confermano un talento straordinario che ha sostenuto fino alla finalissima una squadra che però non è soltanto legata alla sua forza, se è vero che nel quintetto ideale figura anche Giuseppe Sorrentino. Per la Stella Azzurra un privilegio che nessun’altra franchigia, compresa la neocampionessa d’Italia Reyer, ha ottenuto.
L’altra bella notizia è proprio il ritorno sulla scena del basket giovanile della Stella Azzurra, una società storica di Roma che oltre al secondo posto nel campionato U15 ha ottenuto anche un quarto nel campionato U17. Soltanto la Comark Bergamo è riuscita a portare nei primi 4 posti di tutte e due i campionati una propria rappresentativa ma, con tutto il rispetto della formazione bergamasca, quello che ha fatto la Stella Azzurra ha un significato superiore.
Ai tempi del Bancoroma il vate Valerio Bianchini profetizzava: “Il basket non può fare a meno delle metropoli….” Lo diceva per accendere la sfida di pubblico e agonistica tra Roma e Milano. Palazzi dello sport dell’Euro e Assago di Milano colmi per una serie finale scudetto che rimase nel cuore e negli occhi di quanti l’hanno vissuta. Ma nel vaticinio del “filosofo” c’era qualcosa di più vero della semplice voglia di accendere gli animi. C’era la consapevolezza che la pallacanestro è uno sport metropolitano, che vive e si alimenta nella cultura di strada della grande città. Uno sport, magari non tanto in Italia (sicuramente nel resto del mondo), in cui l’essere “downtown” significa vivere e far parte di uno slang e di una sistema di valori. Il basket è velocità, colpo d’occhio, forza e astuzia: la quitessenza della cultura di strada urbana. Nelle grandi città il basket alimenta la sua passione e recluta i suoi interpreti più ispirati.
In Italia il basket sta sparendo dalle metropoli; a Roma il basket sta sparendo. Ce ne stiamo accorgendo adesso che Toti vorrebbe uscire di scena e nessuno si fa avanti. Ma l’agonia era iniziata da tempo, forse proprio con l’avvento dell’imprenditore romano. La sua Virtus nel corso degli anni è stata un esperimento mal riuscito e soprattutto poco legata alla realtà cittadina. Non si è curato il vivaio, cancellato dopo l’esperienza de il Messaggero (anch’esso a suo tempo autore di diversi errori), e non si è sguinzagliato per la città, da sempre bacino di giocatori, nessun esercito di talent scout, nessuna rete di società satelliti, nessun lavoro di reclutamento e promozione. Si è preferito puntare sul campione straniero, sul dirigente di grido, su un modello di basket diverso. Ed anche se per tanto tempo la Virtus è stata l’unica squadra di vertice a schierare italiani nel quintetto, la filosofia del tutto e subito ha costretto a battere altre strade. Così Bargnagni, per fare un nome, prima di approdare in NBA è andato a Treviso. La parabola discendente di Roma è la metafora del basket italiano.
Torniamo così alla Stella Azzurra. In diverse occasioni ho ammesso di essere papà di una “stellina” e per questo di guardare con occhio benevolo le imprese della “mia” società. Vista da vicino spesso noto soprattutto difetti (manchevolezze , inefficienze, approssimazioni). Poi, improvvisamente, a fine stagione scopro un secondo posto nel campionato U15, un quarto nel torneo U17 e la nascita di talenti che probabilmente (si spera) riscriveranno la storia del basket romano (e italiano). In pochi anni questa società ha fornito una manciata di ragazzi alla Nazionale sperimentale, ha visto sparire prematuramente un talento come Mario Delle Cave (un vuoto che ancora si sente in società), adesso può mostrare orgogliosa i suoi gioielli Sorrentino e soprattutto La Torre (senza dimenticare il già citato Bargnani). Bene così: “uno, due, tre, Stella!”
Antonio Ungaro

COMUNICATO STAMPA – La Reyer Venezia scrive per la prima volta nella storia del basket giovanile italiano il proprio nome nell’albo d’oro dei Campioni d’Italia. Nella finalissima disputata sul parquet del Paladesio e di fronte al presidente della Fip Dino Meneghin la squadra di coach Zanatta ha sconfitto la Stella Azzurra (65-61) al termine di una partita intensissima. L’avvio è stato tutto per i capitolini, sospinti dal prezioso talento di Andrea La Torre (inserito nel quintetto ideale della manifestazione e premiato come miglior giocatore della Finale Nazionale), mentre l’Umana ha cominciato a carburare solo da metà del secondo periodo. Proprio arginando il numero 17 romano e alzando possesso dopo possesso le percentuali di realizzazione, i veneti hanno ribaltato le sorti della gara, fino a legittimare il successo con un quarto periodo di grande sacrificio. Per la Stella Azzurra, alla prima finale giovanile della storia, un meritatissimo secondo posto nella categoria dei nati nel ’97 e ’98. Per la Reyer Venezia il gradino più alto del podio, arrivato con una settimana in crescendo e concluso con una prestazione di grande spessore.
Nella finale per il terzo posto l’Armani Junior Milano si è imposta nel derby lombardo contro la Comark Bergamo per 78-76 dopo un tempo supplementare. La squadra di coach Gandini è stata avanti per 38′ di gara, ma a pochi scampoli dalla fine ha subito il pareggio degli orobici. Nell’intenso extra-time le due formazioni si sono alternate al comando, fino al gioco da tre punti di Di Meco che ha rotto l’equilibrio e mandato l’Olimpia Milano sul gradino più basso del podio di Desio.

La cronaca
Finale 1°-2° posto
Reyer Venezia – Stella Azzurra 65-61
L’avvio della Finale scudetto U15 maschile è tutto per la Stella Azzurra, o per meglio dire, è tutto di marca La Torre (15 punti), il talento capitolino che firma 7 dei primi 12 punti dei romani. Ciotti (9 punti) è tutt’altro che comprimario nel roster romano, e strappa applausi con il gioco da tre punti che manda i ragazzi di coach Picardi al primo break dell’incontro (12-4). Come successo già nel quarto contro Desio e nella semifinale contro Milano, la Reyer parte con il freno a mano tirato e, nonostante l’attenzione particolare riservata da coach Zanatta verso La Torre (Bolpin è il giocatore deputato a marcare stretto il n.17 stellino), la difesa dell’Umana non si stringe a dovere sotto il proprio canestro, preda degli attacchi rivali per tutto il primo periodo. Poca precisione alla realizzazione è l’altro cruccio dei veneti, che se non segnano al primo tiro hanno poche chance contro gli interni romani, più autorevoli ai rimbalzi sotto entrambi gli anelli. Ambrosin (15 punti) e Ceron (tripla) spezzano il digiuno e riavvicinano gli orogranata negli ultimi 2 minuti di primo parziale (9-15). Dopo qualche minuto passato in panchina a rifiatare, La Torre torna sul parquet del Paladesio da protagonista, disegnando la parabola da 8 metri che vale il +9 Stella Azzurra, aumentato a +15 con le realizzazioni nel pitturato di Ciancio e Gazineo (24-9). Zanatta spende un time-out che serve tantissimo alla Reyer, sommersa da un parziale di 9-0 in appena 2′ dall’inizio del secondo quarto. La riunione fa bene ai veneti che, confermando di essere squadra diesel e di ritrovarsi partendo dalla difesa, tornano in campo con più determinazione (bravo Bolpin a “sportellate” contro i lunghi romani sotto i canestri), vanno in pressione, rubano possessi e con Perzolla (20 punti) e Pedenzini ricuciono lo strappo sul segnapunti (26-21 a 2′ dall’intervallo lungo). Il ritorno dell’Umana è ancora più veemente nell’ultimo giro d’orologio, e l’alfiere veneto è sempre Perzolla, che da centroarea pesca i due punti che riaprono definitivamente il match (26-23). La Stella sbanda contro la difesa forte della Reyer, ma va al riposo con qualche certezza in più quando La Torre segna per il 30-25, punteggio con cui si chiude la prima metà gara.
Al ritorno dagli spogliatoi non cambia il tema della partita. La Reyer mette in campo compattezza difensiva, mentre la Stella Azzurra cerca di scardinare il muro avversario con La Torre, Sorrentino e Endrizzi, che chiude il contropiede del 36-27. L’Umana litiga per 4′ con il canestro, poi Bolpin e Perzolla fanno pace con l’anello infilando le triple che riportano i ragazzi di coach Zanatta sul -2 (34-36), e Ambrosin accarezza la retina per il 36 pari a 3′ dalla sirena. Da questo momento in poi la partita è un punto a punto, e Ambrosin è l’autore del primo vantaggio Umana dalla palla a due, che si attesta sul 43-41 all’ultimo mini-riposo.
Il quarto periodo è di marca Stella Azzurra. I romani difendono bene facendo passare i 24” di Reyer senza tiro e trovando poi il pareggio. Per gli stellini però arriva una brutta tegola: il quarto fallo di La Torre. Con ancora 8 minuti da giocare coach Picardi manda il top-player in panchina lasciando il solo Sorrentino a sgomitare sottocanestro, e comanda il pressing alla sua squadra. I romani però hanno poca lucidità in attacco e così l’Umana ne approfitta, trovando il massimo vantaggio con la tripla di Pedenzini e il contropiede di Ambrosin (53-43 a 7′ dall’ultima sirena). La bomba dall’angolo di Poccioni e il tap-in di Banach danno speranza ai capitolini, ripiombati a ridosso degli avversari a 4′ dalla conclusione (55-53). Con tre giri d’orologio ancora da giocare, coach Picardi rimanda in campo La Torre, e il n.17 romano urla subito il suo talento con il gioco da tre punti (59-56). Ambrosin e Bolpin hanno però mani calde e nervi d’acciaio, e nei due seguenti possessi tornano sul +6. A proposito di mani calde, sono infuocate quelle di Poccioni che, dalla sua mattonella preferita (angolo destro) suona la carica con 5 punti d’oro per la Stella Azzurra (61-62 a 50” dalla fine). Con l’1 su 2 di Bolpin (63-61) la palla torna ai romani, che la consegnano al loro uomo più rappresentativo. Nella corsa però, La Torre si fa soffiare palla e così l’Umana torna padrona del suo destino. L’ennesimo canestro di Bolpin (64-61) potrebbe essere rimarginato solo da una tripla, e la Stella affida l’incombenza a Poccioni. Questa volta però la parabola del n.9 non trova il bersaglio, sul rimbalzo La Torre commette fallo e così Perzolla, a chiudere una sua splendida prestazione, firma il definitivo 65-61.
Le dichiarazioni di coach Zanatta, Campione d’Italia e premiato come miglior allenatore della manifestazione: ”Insieme al mio assistente abbiamo passato la notte scorsa a rivedere le partite della Stella Azzurra. Abbiamo cercato di inquadrare i loro giochi di squadra e i movimenti di La Torre. Dopo il primo tempo nella semifinale contro Milano avevo scritto su una mattonella dello spogliatoio “Crederci”. Quella scritta è rimasta, e così la nostra convinzione nella gara di oggi. Abbiamo prodotto 40′ di basket ad alta intensità, e siamo orgogliosi di questo. Negli anni scorsi eravamo andati vicini alla vittoria scudetto sia a Barletta che a Bormio. Ci siamo riusciti qui a Desio.”.
Queste le parole di coach Picardi: “La Reyer non si è mai disunita, è rimasta in gara per 40′ e ha meritato questa vittoria. Noi ci abbiamo provato, ma eravamo esausti. Credo ci vorranno due mesi per riprenderci dalle fatiche di quest’anno. Ma è stata una stagione splendida, e io non posso che ringraziare la Stella Azzurra e tutti i ragazzi per quanto fatto. In tutte le categorie giovanili siamo stati protagonisti, e qui a Desio abbiamo centrato una finale storica. Questi traguardi sono un punto di partenza, per far crescere ancora questa società”.

Reyer Venezia – Stella Azzurra 65-61(9-15, 16-15, 18-11, 22-20)
Reyer Venezia: D’Este ne, Nalesso (0/2 da tre), Vianello (0/1 da tre), Ceron 3 (1/4 da tre), Pedenzini 7 (2/5, 1/4), Farnea 2 (1/1, 0/1), Crivellari 8 (3/7), Ambrosin 15 (7/14), Corro (0/3), De Lazzari (0/1), Perzolla 20 (6/12, 1/4), Bolpin 9 (2/9, 1/3). All. Zanatta
Stella Azzurra: Romagnoli ne, Banach 12 (6/10), Capuano 2 (1/3, 0/1), Poccioni 8 (1/2, 2/4), Ulaneo, Ciotti 9 (2/5, 1/2), La Torre 15 (4/5, 2/6), Sorrentino 7 (3/14, 0/3), Valentini (0/1), Gazineo 4 (2/4), Conte (0/4), Endrizzi 4 (2/6). All. Picardi
Arbitri: Ferrari, Spinelli

Finale 3°-4° posto
Armani Junior Milano – Comark Bergamo 78-76 dts
Derby lombardo fra Armani Junior Milano e Comark Bergamo, per una partita che vale il terzo posto della Finale Nazionale U15. Dopo le sconfitte nelle semifinali le due formazioni ricercano le motivazioni per chiudere la stagione sul gradino più basso del podio e per sottolineare il primato regionale nella categoria. Le due squadre cominciano l’impegno con buone percentuali di realizzazione dal campo, facilitate in questo dalle difese poco intense. Alla prima sirena l’Olimpia firma il primo break con Pecchia e Mori (19-13). Coach Gandini e coach Maltecchia (in panchina al posto di Andrea Schiavi) allargano le rotazioni, ma anche nel secondo tempo non cambia la sostanza, e l’AJ comanda in tabellone con un vantaggio che oscilla fra i +4 e i +8 punti, e che si attesta sul 39-34 alla sirena di metà gara. Nonostante all’Armani manchino completamente le realizzazioni dai 3 punti (0 su 15 nei 45′) i meneghini mantengono la distanza di sicurezza per quasi tutta la seconda parte di match. Ma a un minuto dalla fine Savoldelli, best scorer della Blu Orobica con 32 punti, termina la lenta risalita della Comark con il 4 su 4 dalla lunetta, per il primo vantaggio Bergamo della partita (65-63). Il finale è palpitante, con la Comark che commette violazione di 8 secondi e regala così l’ultimo possesso all’Olimpia. La penetrazione di Pecchia è fermata fallosamente, e così il n.21 milanese ha in mano la palla del rocambolesco pareggio. Il meneghino non si fa schiacciare dalla pressione e infila i punti che mandano le squadre all’extra-time. Nel tempo supplementare sale la temperatura: gli orobici partono forte (tripla di Turelli e penetrazione di Sirtori), ma l’Olimpia reagisce con il gioco da tre di Pecchia e ritrova il vantaggio con Carzaniga (74-72). Savoldelli non ci sta e in solitaria griffa il 74-74 a 1′ dalla quinta sirena. A 20 secondi dalla fine Di Meco impreziosisce la sua ottima gara con il gioco da tre (77-74). C’è ancora tempo per il 76-77 di Bassi, l’ 1/2 di Malgrati dalla lunetta e l’ultimo possesso della Comark con 8 secondi e 31 decimi prima della fine. Savoldelli sfrutta tutto il cronometro a disposizione, ma trova solo l’anello, e così l’Armani Junior Milano può alzare le braccia al cielo.

Armani Junior Milano – Comark Bergamo 78-76 dts (19-13, 20-21, 16-13, 10-18, 13-11))
Armani Junior Milano: Tiengo (0/1 da tre), Villa 16 (7/17, 0/4), Rossi 1 (0/3, 0/2), Carzaniga 8 (4/11, 0/3), Malgrati 3 (0/3 da tre), Colombo 2 (1/4), Ciancio 2 (1/2), Mori 9 (4/7), Asiedu (0/1, 0/1), Pecchia 14 (4/7), Di Meco 13 (3/6), Loizate 10 (5/11). All. Gandini
Comark Bergamo: Nani (0/1 da tre), Battaioni 5 (1/2, 1/2), Ubiali (0/2), Savoldelli 32 (5/11, 3/8), Sirtori 14 (5/12), Boccafurni (0/1 da tre), Veronesi (0/1 da tre), Fumagalli 6 (2/3), Bassi 7 (2/8), Turelli 6 (1/3, 1/1), Norbis 6 (1/8, 1/2), Dessi (0/1). All. Maltecchia

Il miglior quintetto della Finale Nazionale Under 15 2012
Nicola Savoldelli (Comark Bergamo)
Giuseppe Sorrentino (Stella Azzurra)
Lorenzo Ambrosin (Reyer Venezia)
Manuel Di Meco (Armani Junior Milano)
Andrea La Torre (Stella Azzurra)

Miglior Allenatore
Alberto Zanatta (Reyer Venezia)

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