Lun, 16 Febbraio 2026
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Bergamo fa volare la sua passione per le biciclette: con la granfondo BGY Airport

Mercoledì 2 aprile, a Bergamo, presso il Banco BPM, nella bella Bergamo del centro, città vivibile e bike friendly più che mai, (nonostante i tempi), viene presentata ufficialmente la granfondo di ciclismo che da 27 anni coinvolge il Comune, le Valli limitrofe – orobiche naturalmente -, in un abbraccio di passione per le due ruote che affonda nelle sue radici antiche e moderne allo stesso tempo. Sono le strade di Felice Gimondi, inutile cercare altri nomi a cui associarle, sono le strade di aziende campionissime, Santini, Carvico, Tre T, Vittoria tutte del settore bike, brand di cui la città e la Lombardia vanno fiere, sono le strade che hanno fatto correre anno dopo anno, con e attraverso questo evento, oltre 92 mila persone, appassionati di ciclismo.

Una granfondo unica

È un evento, questo, che si può dire unico senza scadere nella banalità dell’aggettivo, troppo usato a sproposito, che ha una caratteristica fra tante: è un evento che affeziona. Esserci la prima volta è tornare, come per una ricorrenza imprescindibile, un compleanno, Natale, Pasqua, alla granfondo di Beppe Manenti e del suo dream team: “compresi gli sponsor, non pochi, che da 27 anni ci affiancano, un record!” dice l’organizzatore.

Esserci significa essere coccolati da un evento, che non è tutto rose e fiorellini trullalà, come spiegheremo più avanti, ma è sicuramente “la granfondo meglio organizzata di tutti i tempi” e lo dicono gli appassionati, i ciclo-patiti che non ne perdono una sola edizione. “Qualche numero si è perso per strada negli anni, soprattutto dopo il Covid, – come ci spiega Manenti – ed è impossibile immaginare di tornare alle edizioni di un tempo, ma sono cresciuti gli stranieri e sono cresciute le presenze femminili, sono due conquiste non da poco”.

Le spine sono prima di tutto la fatica di percorsi belli e quasi impossibili: sono impegnativi, c’è poco da star lì, e straordinariamente affascinanti; gli aficionados si  preparano alla goduria della fatica con meticolosità, “quest’anno forse siamo tutti un po’ in ritardo nella preparazione”, ci dice Nicola Ratti, uno di quelli che non mancano mai, “anche perché fino a pochi giorni fa prendere la bicicletta e pedalare sotto acqua e nel freddo non era così facile, ma questa è una granfondo bellissima, da correre preparati. Se bagli i tempi resti fuori dalla chiusura stradale e non è altrettanto bello. Io ne ho corse di granfondo, questa ti fa fare fatica ma ti restituisce tutto: bella, varia, attenta ai dettagli, motivante, ti fa sentire un campione”.  

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Le spine sono di una rosa, simbolo dell’amore infinito per la bicicletta. Riuscire ad arrivare, in ogni caso, è già di per sé un grande successo. Come per le maratone, come per tutti gli eventi caratterizzati dalla lunga fatica, ad ognuno la sua strada e il suo tempo. Molti sostengono che sia la più bella nel panorama delle granfondo, con l’unico paragone possibile rappresentato dalla Maratona dles Dolomites dove lo scenario è irripetibile. Patrimonio del Padre Eterno.

La BGY Airport Granfondo, ex Felice Gimondi, è dura, a tratti quasi impossibile, incredibilmente bella per gli scenari che offre e poi c’è tutto il companatico. Persino per gli accompagnatori: perché è un evento- esperienza, compresa quella enogastronomica, culturale e sociale, tutti elementi che concorrono alla sua unicità, grazie alla bellezza di Bergamo (bassa e alta). Non è un evento riservato solo ai ciclisti quasi professionisti: ci sono anche partecipanti particolari che la affrontano su biciclette varie, come la Graziella, poiché è una delle poche granfondo che ammette anche biciclette non da corsa, persino le e-bike. Ma attenzione: percorrere questi tracciati con una e-bike non è affatto semplice; serve una potente energia nelle gambe, oltre a quella del motore e anche della testa. A questo punto fermarsi a tutti i ristori diventa quasi obbligatorio, considerando il dislivello impegnativo.

Dal cuore (grande) di Bergamo

La partenza avviene nel cuore di Bergamo, con il quartier generale situato al Lazzaretto, accanto allo stadio Gewiss, un luogo simbolico per lo sport che vive nella città orobica, che ci ricorda anche come quel marchio bergamasco di rilievo, un tempo, correva sulle maglie e sulle strade dei grandi giri del ciclismo di serie A. Peccato che ora tiri solo calci ad un pallone. Tutta la città è comunque coinvolta in questa granfondo e da sempre: questa è la 27ª edizione, un evento nato da un’idea e un’amicizia quasi filiale fra Beppe Manenti e il campione Felice Gimondi. Un’idea a cui entrambi si sono profondamente affezionati nel tempo. Se ci fosse, Felice, romanticamente sarebbe ancora lì, in prima fila, a dare la benedizione a tutte e a tutti: a tutti quelli che il 4 maggio prossimo partiranno per la Granfondo di Bergamo, ora BGY Airport Granfondo, e lo faranno portando nel cuore il sorriso contagioso del carismatico campione di Sedrina.

Città vivibile, fa volare le biciclette

Questa granfondo coinvolge attivamente il Comune di Bergamo, orgoglioso di celebrare la recente nomina di città più vivibile d’Italia (assegnata dal quotidiano Il Sole 24 Ore). Insieme all’aeroporto di Orio al Serio, terzo scalo italiano per numero di passeggeri internazionali, che sostiene e promuove l’evento per valorizzare, con una visione certamente non provinciale, una città che si apre al turismo straniero, attento alle piccole città di cultura, straordinariamente belle, molto vivibili, e a un tiro di schioppo, o meglio, di bicicletta, dalle valli che la circondano. L’aeroporto di Bergamo ha da tempo compreso questo valore, proponendo un’esperienza sportiva e turistica che mette al centro la bicicletta. È emozionante arrivare ai gate o trovarsi alle partenze, attratti dalle vetrate che promuovono questo evento ciclistico, forte di quasi trent’anni di esperienza nel ciclismo amatoriale (quello spinto), e che diffonde un messaggio fondamentale: “Pedala e lascia pedalare” per la sicurezza stradale e per il piacere della bicicletta.

BGY Airport Granfondo 2025, i percorsi

Percorso corto: 89,4 km con 1.400 metri di dislivello.
Percorso medio: 128,8 km con 2.100 metri di dislivello.
Percorso lungo: 162,1 km con 3.050 metri di dislivello.

L’evento ciclistico, in programma domenica 4 maggio 2025 a Bergamo sotto l’egida della Federazione Ciclistica Italiana, offre ai partecipanti la possibilità di scegliere il percorso anche durante la gara. Dopo la partenza da Via Marzabotto, nel cuore della città, il tracciato è comune a tutti fino al km 71, all’altezza di Ambria. Qui, dopo aver affrontato la mitica salita del Selvino, il percorso corto devia verso il traguardo, mentre i percorsi medio e lungo proseguono verso Costa d’Olda e Forcella di Bura. Dopo la discesa fino a Brembilla (km 111), il percorso medio si dirige verso l’arrivo, mentre il lungo prevede ancora due salite impegnative: la Forcella di Berbenno e Costa Valle Imagna, prima dell’ultima discesa che riporta i ciclisti al traguardo di Bergamo.

Per la categoria GIM, che permette la partecipazione con qualsiasi tipo di bicicletta – muscolare ed elettrica, da strada, gravel e MTB – è prevista una griglia dedicata e sarà disponibile solo la distanza corta. Lungo il percorso saranno presenti complessivamente cinque punti ristoro, oltre al ristoro finale all’arrivo e al pasta party conclusivo, incluso nell’iscrizione.

Iscrizioni fino al 12 aprile

È possibile iscriversi tramite gli appositi moduli sul sito ufficiale dell’evento www.granfondobgy.it, o presso gli uffici organizzativi di GMS, in Via G. Da Campione, 24/c – 24124 Bergamo (tel. +39 035.211721).

Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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