
Bergamo, oggi, è molto più di una città che ospita una granfondo. È un sistema complesso e coerente in cui mobilità pubblica, ciclabilità e infrastrutture dialogano tra loro, costruendo un modello urbano avanzato. La BGY Airport Granfondo si inserisce esattamente in questo contesto, diventando non solo evento sportivo, ma acceleratore culturale e laboratorio reale di comportamenti sostenibili.
Nel primo episodio dello speciale podcast SportJam dedicato alla BGY Airport Granfondo, un incontro con Enrico Felli – presidente di Atb Bergamo – offre una chiave di lettura precisa: la mobilità del futuro non è una somma di mezzi, ma un sistema integrato.
Un ecosistema urbano che funziona
La “B” di ATB non è solo Bergamo, ma sempre più “bike”. Il dato è strutturale: il servizio di bike sharing si è evoluto fino a diventare parte integrante del trasporto pubblico locale. Oggi il sistema conta decine di stazioni diffuse capillarmente e una flotta in crescita, con un utilizzo che ha superato i 200 mila noleggi annui, registrando un incremento del 30%. Non è un fenomeno episodico. È un cambio culturale.
Secondo Felli, il punto di svolta è arrivato nel post-pandemia, quando il rapporto tra cittadini e bicicletta è cambiato radicalmente, anche grazie alla diffusione delle e-bike. «La bicicletta assistita è democratica», si potrebbe sintetizzare. Permette a tutti di pedalare, annulla le differenze di prestazione e amplia il raggio d’azione, rendendo accessibili distanze e percorsi prima impensabili. Questo ha effetti diretti sul tessuto urbano: la bicicletta non è più solo sport o tempo libero, ma mezzo quotidiano, anche per andare al lavoro.
BGY Airport Granfondo: evento che cambia i comportamenti
Dentro a questa trasformazione si colloca la BGY Granfondo Airport, che ATB sostiene non solo come sponsor, ma come partner strategico. La manifestazione diventa un’esperienza immersiva: strade chiuse al traffico, sicurezza garantita, percorsi accessibili anche alle biciclette assistite. Un dettaglio tutt’altro che secondario: l’introduzione di tracciati più brevi e l’apertura alle e-bike allarga la platea e rafforza il carattere inclusivo dell’evento. Non più solo competizione, ma partecipazione.
Per Felli, la granfondo è «un modo concreto per avvicinare le persone alla bicicletta». In termini tecnici, è un dispositivo di attivazione comportamentale: consente ai cittadini di sperimentare una città diversa e, di conseguenza, di modificare persino abitudini consolidate.
L’aeroporto come nodo strategico
Il modello bergamasco trova una sintesi simbolica e funzionale nell’aeroporto di Aeroporto di Milano Bergamo Orio al Serio, uno dei pochi in Europa collegato direttamente alla città da una pista ciclabile. Qui e proprio su questa strada pedalabile si realizza un concetto chiave: intermodalità reale.
Un ciclista può arrivare in aeroporto pedalando, mentre chi non ha una bici può utilizzare il trasporto pubblico e poi accedere al sistema di sharing. È una continuità fisica e culturale tra mobilità urbana e mobilità globale.
ATB rafforza questa integrazione con politiche incentivanti: agevolazioni per studenti, integrazione tariffaria tra abbonamenti e bike sharing, sviluppo continuo delle stazioni. Il risultato è un ecosistema in cui autobus, biciclette e micro-mobilità convivono senza conflitto.
Una visione europea, radicata nel territorio
Bergamo si posiziona così come un laboratorio urbano di scala europea. Non per dimensione, ma per qualità del modello. La mobilità gratuita o incentivata, l’integrazione dei servizi, la diffusione della cultura ciclistica sono elementi tipici delle città più avanzate del continente.
Ma si aggiunge anche un fattore identitario: il ciclismo come cultura del territorio. La bicicletta diventa strumento di scoperta, turismo lento, relazione con il paesaggio. Non a caso, lo stesso presidente di ATB racconta una passione personale evoluta verso il viaggio e l’esplorazione, più che verso la performance.
In questo senso, la BGY Airport Granfondo non è solo un evento, ma un nodo narrativo: collega sport, mobilità e identità urbana. Mette in relazioni professionalità e personalità. In comune valori.
Bergamo pedala, ma soprattutto dimostra che pedalare può essere una scelta sistemica, sostenibile e replicabile. Un modello che altre città osservano, e che qui è già realtà.
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