Un aeroporto da 16.937.976 passeggeri nel 2025, terzo scalo italiano dopo Roma Fiumicino e Milano Malpensa, con 24.531 tonnellate di merci movimentate (+6,8%) e una rete di 152 destinazioni servite da 23 compagnie in 44 Paesi. Sono numeri che definiscono il peso dell’Aeroporto di Bergamo Orio al Serio, ma non ne esauriscono il significato. Perché oggi Bergamo è anche un modello di integrazione tra mobilità aerea, trasporto pubblico e ciclabilità.
In questo scenario si inserisce la BGY Airport Granfondo, evento che negli anni ha assunto un ruolo sempre più strategico, non solo sul piano sportivo ma come piattaforma di sviluppo culturale e territoriale. L’episodio clou dello speciale in podcast di SportJam, rubrica di Sport24h.it, lo racconta attraverso le parole del presidente di SACBO, Giovanni Sanga, tracciando una linea chiara: la crescita dello scalo e quella del territorio viaggiano nella stessa direzione.
Un’infrastruttura che evolve e investe
Il 2026 segna un passaggio rilevante: è la prima stagione estiva completa a beneficiare della nuova area partenze inaugurata il 25 novembre 2025, con ampliamento degli spazi e tecnologie radiogene di ultima generazione per i controlli di sicurezza. Un intervento che si inserisce in un piano di sviluppo più ampio al quale questi si affianca la crescita occupazionale, con 717 addetti complessivi a fine 2025 (+41 unità), segnale diretto dell’espansione del traffico e dei servizi. «Gli investimenti vanno considerati come volano per la competitività dello scalo e leva per la sostenibilità economica e ambientale», sottolinea Sanga.
Sul fronte operativo, la stagione estiva 2026 mette a disposizione circa 13 milioni di posti fino al 24 ottobre, con un incremento del 9% rispetto al 2025. Otto nuove destinazioni ampliano ulteriormente un network già capillare, con rafforzamenti su rotte domestiche e internazionali, in particolare verso Spagna e Regno Unito.
La granfondo come leva territoriale
In questo contesto, la BGY Airport Granfondo non è un evento collaterale. È parte integrante della visione. «Abbiamo creduto in questa manifestazione con determinazione», spiega Sanga. «È un momento importante per favorire la partecipazione sportiva e per rilanciare la conoscenza del territorio, dalle montagne alle colline».
Il posizionamento a calendario, nel mese di maggio, rafforza ulteriormente questa funzione: condizioni climatiche favorevoli, apertura alla partecipazione diffusa e un impatto diretto sull’attrattività turistica.
Ma il dato più interessante è un altro: la granfondo diventa strumento di connessione tra sistemi. Mobilità urbana, ciclabilità e infrastruttura aeroportuale convergono in un’unica esperienza.
Un aeroporto bike friendly, oltre lo slogan
Il riconoscimento come primo aeroporto bike friendly d’Europa non è un’etichetta, ma l’esito di una strategia. La presenza della bike room, pensata anche in funzione della granfondo, e lo sviluppo di una rete ciclopedonale collegata allo scalo rappresentano elementi concreti.
L’obiettivo dichiarato è più ambizioso: completare un anello ciclabile attorno all’aeroporto, connesso alla rete bergamasca e ai grandi assi europei, dalla direttrice Monaco-Milano al progetto Bergamo-Brescia. Un’infrastruttura che trasformerebbe lo scalo in un nodo intermodale avanzato, capace di integrare mobilità locale e internazionale.
«Vogliamo anche favorire i nostri dipendenti nell’utilizzo della bicicletta», sottolinea Sanga, evidenziando come la sostenibilità non sia solo rivolta ai passeggeri ma entri nelle dinamiche quotidiane del lavoro.
Una visione che guarda oltre lo sport
La relazione tra aeroporto e ciclismo si inserisce in un quadro più ampio, che comprende grandi eventi e dimensione internazionale. Lo scalo ha già vissuto da protagonista le recenti dinamiche olimpiche e si prepara a sostenere ulteriori flussi legati ai grandi appuntamenti sportivi.
Ma il punto resta culturale: la bicicletta come strumento di formazione, esperienza e relazione con il territorio. «Lo sport è capacità di misurarsi con se stessi», afferma Sanga. Un principio che si riflette nella progettazione degli spazi e nella visione strategica dello scalo.
BGY non è solo un aeroporto efficiente. È un’infrastruttura che interpreta il cambiamento, integrando mobilità, sostenibilità e sport in un modello coerente. E la BGY Airport Granfondo, in questo sistema, è molto più di una partenza: è un punto di connessione tra città, territorio e mondo.
VAI ALLO SPECIALE BGY GF AIRPORT – Pronto ad atterrare in un mondo che pedala?
