
Alessandro Sozzi, 34 anni di Lecco, e Michele Oggioni, 26 anni di Vimercate, entrambi appassionati di cicloturismo e documentazione video, sono partiti in questi giorni per affrontare due avventure in bikepacking che raccontano non solo la fatica e la resistenza, ma anche la scoperta di sé attraverso territori estremi e poco esplorati.
Namibia: silenzi, sabbia e autosufficienza
Il primo viaggio ha come protagonista Alessandro Sozzi, accompagnato dall’amico Alessandro Crippa. I due sono partiti il 3 agosto per un percorso di 1.200 km con 8.000 metri di dislivello attraverso la Namibia, da Cape Town fino a Swakopmund, sul versante atlantico del paese. Una traversata in autosufficienza attraverso il più antico deserto del mondo, caratterizzata da sabbia, piste sterrate, escursioni termiche marcate e lunghi tratti privi di fonti d’acqua.
L’obiettivo è affrontare la solitudine del deserto, la gestione delle risorse e la sfida quotidiana dei 100 km da percorrere in condizioni ambientali estreme. Sozzi ha già maturato esperienze simili, come la recente traversata della Cappadocia in Turchia, e documenterà l’impresa sui propri canali social, offrendo un racconto diretto e visivo di ciò che significa pedalare nel vuoto di un paesaggio primordiale.
Kirghizistan: altipiani e catene montuose lungo la Via della Seta
A migliaia di chilometri di distanza, un’altra spedizione ciclistica prende forma. È quella di Michele Oggioni, che insieme agli amici Carlo Guzzon e Lorenzo Balconi ha scelto il Kirghizistan come meta del suo viaggio. Partiti il 28 luglio, i tre ragazzi stanno affrontando un percorso di 800 km tra i 3.000 e i 4.000 metri di altitudine, attraverso il massiccio del Tian Shan, una delle catene montuose più estese dell’Asia.
La spedizione prevede 14 tappe in autosufficienza, con temperature notturne rigide, passaggi su strade dissestate e l’incognita del meteo. Il gruppo ha messo a punto un set-up leggero ed essenziale per affrontare l’altitudine e la fatica, portando con sé solo lo stretto necessario: cibo, equipaggiamento per dormire, kit medico e strumenti per la manutenzione delle biciclette, ma anche un libro e un mazzo di carte, per mantenere vivo il lato umano del viaggio.
