BWB Europe 2014: interviste a Bargnani, Gallinari e Pianigiani

BWB Europe 2014: interviste a Bargnani, Gallinari e Pianigiani
Basketball without borders a Roma

Simone Pianigiani e Andrea Bargnani in occasione della presentazione di Basketball without borders a Roma

Andrea Bargnani
Andrea Bargnani è una delle stelle presenti a Roma per Basketball without Borders (BWB Europe 2014); l’altra, per carisma e capacità di trascinare il pubblico, è Danilo Gallinari. Al termine della presentazione ufficiale del camp si sono sottoposti, con disponibilità e cordialità difficili da vedere sui campi di diversi sport al fuoco di domande da parte della stampa.
Ecco un estratto di quanto hanno dichiarato.
– Prima di tutto, come stai?
“Bene, ho recuperato ma mi manca la condizione. Quest’estate sarà dedicata alla preparazione. Speriamo di non subire altri stop e arrivare all’inizio della stagione nelle migliori condizioni…”
– BWB, un’esperienza che anche tu hai vissuto, quando eri ancora una promessa; che consigli ti senti di dare ai ragazzi presenti qui a Roma?
“Di non lasciarsi sfuggire nulla di questi giorni. Gli serviranno in futuro. Non è detto che un giorno riusciranno ad arrivare in NBA, ma sicuramente gli servirà, come atleti e come uomini. Non sprechino il loro tempo…”
– Tu vieni dalla Stella Azzurra, e l’hai ricordato anche in occasione del discorso di presentazione. Lo sai che in questa società c’è un altro Andrea (La Torre) di cui si dice un gran bene?
“Si, ne ho sentito parlare, gli auguro tutta fortuna possibile anche se, ad essere sincero, non conosco molto di questi ragazzi….”
– Uno sguardo al nostro campionato: Roma lotta per un accesso in finale. Cosa pensi?
“Sono contento e mi auguro riesca a vincere, anche se dall’altra parte dell’oceano è difficile seguire nel dettaglio il campionato..”
– Quali le differenze maggiori tra il basket europeo e quello NBA?
“Faccio prima a dirti quali sono i punti in comune: nessuno! Il mondo del NBA è affascinante ma diverso, completamente diverso. Per questi ragazzi poter giocare, anche solo per 3 giorni, con le maglie e i simboli NBA è già una grande cosa…”
– Nel 2015 ti scadrà il contratto: hai già incontrato la dirigenza dei New York Knicks?
“Si, abbiamo iniziato a parlare… vedremo.”
– Cosa pensi di quanto accaduto in occasione delle dichiarazioni di Sterling (frasi razziste che hanno provocato una dura reazione da parte di tutto l’ambiente, che alla fine ha imposto la vendita della squadra e l’allontanamento dello stesso Sterling)?
“Non saprei. L’unica cosa che so è che in tanti anni di militanza in squadre NBA non ho mai percepito il problema del razzismo. Il basket professionistico americano è un concentrato di culture e persone diverse, che vivono e giocano insieme con valori e obiettivi comuni.”

Danilo Gallinari
Basketball without borders a RomaIl tema del razzismo pare essere stato uno dei problemi più sentiti dalla stampa presente a Roma, visto che la stessa domanda è stata rivolta, in diverse declinazioni, anche a Danilo Gallinari. Partiamo proprio da questo argomento per raccontare quanto dichiarato dal forte giocatore dei Nuggets che già nella prima giornata del camp si è messo subito a disposizione delle squadre, partecipando attivamente agli allenamenti dei giovani presenti.
– Esiste il razzismo in NBA?
“Mai vissuto o percepito nulla di simile; siamo una grande comunità multirazziale, non potrebbe essere diversamente.”
– Come stai?
“Recupero. Spero di essere pronto per l’autunno”
– BWB un’esperienza importante per questi ragazzi..
“Per me fu un momento fondamentale della mia crescita, che mi ha aiutato a diventare il giocatore che oggi sono. Ascoltare i consigli tecnici e di vita dei giocatori e dei coach NBA è qualcosa di irripetibile, mi auguro che questi ragazzi ne sappiano fare tesoro.”
– Cosa pensi della storia di Siena e di quanto accaduto negli anni passati?
“So solo che quando l’ho incontrata in una semifinale scudetto, Siena è stata notevolmente più forte, meritando la vittoria. Di tutto il resto, non saprei dire…”.

Simone Pianigiani
Disponibile a bordo campo per un’intervista anche Simone Pianigiani, concentrato soprattutto in previsione dei prossimi appuntamenti della Nazionale. Impossibile non rivolgergli alcune domande sul futuro della Nazionale e del basket italiano.
– Coach, cominciamo da questa manifestazione a Roma. Su 45 giocatori ci sono 5 italiani ma, dal punto di vista della qualità, potrebbero essercene anche altri… Un bel segnale per il futuro?
“Sicuramente. La cosa che più mi conforta è che tutti gli italiani presenti sono in possesso non solo di grandi qualità tecniche, ma anche di valori fisici interessanti, che gli permetteranno di andare avanti anche in futuro. Per capirci, sono tutti ragazzi che viaggiano attorno ai 2 metri, con addirittura due centri di 210 cm (Riccardo Cattapan e Tommaso Guariglia, ndr). Alcuni di loro hanno già fatto esperienze in Nazionali di categoria… insomma speriamo bene.”
– Una bella risposta anche a squadre di A piene di giocatori stranieri e pochi italiani?
“In parte; sono convinto che se un giocatore vale il posto in squadra se lo conquista….”
– A che punto siamo con la Nazionale?
“L’ultimo Europeo ci ha detto che possiamo guardare dritti negli occhi tutti, senza alcun complesso di inferiorità. Il prossimo step è quello di scalare posizioni e aumentare la consapevolezza dei nostri mezzi.”
– Magari con i giocatori NBA presenti oggi…
“Magari. Mi piacerebbe poterli vedere anche in estate, sani e in forma. Non è una novità che in questi anni abbiamo avuto a che fare con una serie di infortuni e contrattempi che ci hanno penalizzato. Il mio augurio è che gli azzurri, tutti, siano in grado di rispondere alla chiamata in qualsiasi momento e per qualsiasi nazionale, anche la Sperimentale. E’ il concetto di Nazionale “a porte girevoli”, visti i tanti impegni che si presentano in un futuro più o meno lontano”
– Com’è lo stato di salute del basket italiano; si sente la carenza di sponsor “pesanti”?
“Mi sembra buono: i palazzetti sono pieni e si riescono ad organizzare eventi come questi, che hanno un alto valore tecnico e di immagine. Ci sono problemi, ma dobbiamo guardare al bicchiere mezzo pieno.”
– Sei stato per anni il tecnico di Siena, cosa pensi di quanto sta accadendo adesso?
“Non ho un’idea. Allora pensavamo a giocare e vincere…”
– Due semifinali per la lotta allo scudetto tirate: secondo te chi vincerà?
“Preferisco non fare pronostici, non lo trovo giusto considerato il mio ruolo che mi vuole sopra le parti. Mi fa piacere registrare delle semifinali combattute ed incerte, che esaltano lo spettacolo e questo sport. Vincerà sicuramente la squadra più meritevole.”
AU

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.