Cambio a Roma 2024, Bianchedi al posto di Bugno

Diana Bianchedi, 46 anni e un passato da schermitrice, sostituisce Claudia Bugno al Coordinamento di Roma 2024. Resta il dubbio su un avvicendamento arrivato a soli nove mesi dalla prima nomina.

Cambio a Roma 2024, Bianchedi al posto di Bugno

Recita il comunicato stampa del Comitato Organizzatore di Roma 2024: “Chiusa la fase della start up, parte la fase due del Comitato Promotore Roma 2024. Claudia Bugno lascia la Direzione per affrontare una nuova e importante sfida professionale manageriale. Al suo posto, al coordinamento del team per le Olimpiadi presieduto da Luca Montezemolo, arriva oggi Diana Bianchedi, 46 anni, laureata in medicina sportiva, con alle spalle una lunga e prestigiosa carriera agonistica nella nazionale del fioretto femminile culminata con la conquista di 16 medaglie  tra cui due ori olimpici nel fioretto a squadre ai Giochi di Barcellona ‘92 e Sidney 2000,  5 titoli mondiali e 2 titoli europei. Al Coni ha ricoperto inoltre prestigiosi incarichi tra cui Vicepresidente vicario, Presidente della Commissione Atleti, membro esecutivo della Commissione Scientifica Antidoping e, attualmente, Presidente della Commissione Benemerenze.”

La notizia non si può certo dire attesa e un po’ interdetti. Quando c’è un avvicendamento di questa portata, infatti, in uno spazio temporale così ristretto (nove mesi dalla sua nomina), riesce difficile non cercare i motivi reali che vanno oltre le dichiarazioni di facciata, che per correttezza riportiamo di seguito:

Desidero ringraziare Claudia per il grande lavoro svolto – ha detto Luca Montezemolo –. La sua esperienza è stata determinante per gettare le basi della candidatura olimpica e generare un piano solido e sostenibile. Diana, alla quale dò il benvenuto, oltre a essere una indiscussa campionessa, è una manager esperta e capace. La sua comprovata conoscenza del mondo dello Sport rappresenterà un decisivo valore aggiunto a Roma 2024, progetto che pone al centro gli atleti e il territorio”.

Nell’augurare a Claudia tutto il meglio nella nuova sfida manageriale  – ha dichiarato il Presidente del CONI Giovanni Malagò – esprimo un grazie sincero per il grande impegno profuso al nostro fianco. Sono entusiasta e al tempo stesso voglioso che Diana giochi un ruolo importante in questo Progetto, perché è fondamentale la presenza di una persona con il suo profilo sportivo e manageriale. Il suo percorso al CONI, unito alla sua storia sportiva, rappresenta un unicum formidabile”.

Da parte sua la neo Coordinatrice del Comitato Organizzatore, non nasconde la sua felicità per una nomina di tale importanza: “E’ una emozione fortissima perché per un atleta come me che ha vissuto nel mondo dello sport fin da piccola parlare di Olimpiadi vuol dire parlare dell’obiettivo massimo. Le Olimpiadi sono per uno sportivo un sogno; qualcosa da raggiungere con gli sforzi e i sacrifici, ma che una volta raggiunte ti cambiano la vita. Per questo penso che la sfida di portare nella mia città l’appuntamento Olimpico, oltre ad essere una sfida stimolante, rappresenta anche la migliore opportunità che possa regalare al mio Paese per guardare con fiducia al futuro.”

Manca l’indicazione precisa della “sfida professionale” che ha portato la dott.ssa Bugno (salda in sella fino a pochi giorni fa, come dimostra la riunione da lei presenziata con tutti gli uomini comunicazione delle Federazioni sportive) a lasciare. Un’indicazione che lascia presagire una motivazione diversa rispetto ad un cambio dovuto alla fine del suo compito. A meno che la “sfida professionale” per il dirigente Bugno non sia, lei che proviene dal mondo delle banche, quello di rimettere in sesto una bomba ad orologeria che sta per esplodere, ovvero la crisi di Unicredit, le cui avvisaglie si intravedono nella notizia di un piano di ristrutturazione che prevede un taglio di quasi 20.000 dipendenti. Se così fosse, ma si tratta di un’iperbole per giustificare l’attuale riserbo sul suo futuro professionale,  la gravità del compito giustificherebbe senza “retropensieri” l’abbandono prematuro della scommessa di Roma 2024. In assenza di indicazioni chiare sulla nuova sfida professionale, questa appare solo una giustificazione di facciata che nasconde qualcos’altro.

La scelta della Bianchedi, in qualsiasi caso, appare un ripiegamento entro i propri confini da parte del Comitato Organizzatore. Non certo per la qualità della persona, ma perché si è scelto di puntare su un dirigente espressione del movimento sportivo e che sicuramente ha un approccio diverso rispetto alle Olimpiadi di quello che può avere una persona che viene da un altro settore della società civile. Convincere il Paese sulla bontà delle Olimpiadi, a questo punto, ci sembra un’impresa ancora più difficile.

 

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