Campionati del Mondo a Torino – L’Italia chiude terza nel medagliere dietro Sud Corea e Usa

Campionati del Mondo a Torino – L’Italia chiude terza nel medagliere dietro Sud Corea e Usa

Una bella panoramica del Castello di Stupinigi dove si sono celebrati i campionati del Mondo (foto Sofia)

Gli Azzurri chiudono i Mondiali di Torino con la qualificazione per Londra 2012 delle squadre, sia maschile che femminile e il terzo posto nel medagliere dietro Corea del Sud e Stati uniti d’America.
I podi conquistati dall’Italia: oro a squadre arco olimpico per Natalia Valeeva, Guendalina Sartori e Jessica Tomasi, bronzo a squadre arco olimpico per Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, oro a squadre miste arco compound per Sergio Pagni e Marcella Tonioli.
ORO E BRONZO PER L’ITALIA A SQUADRE – I Campionati Mondiali di tiro con l’arco Torino 2011 si sono chiusi oggi in piazza Castello con l’assegnazione dei titoli iridati per l’arco olimpico.
Grande entusiasmo per le prove dell’l’Italia che è salita sul podio delle due gare a squadre femminile e maschile: Natalia Valeeva, Guendalina Sartori e Jessica Tomasi hanno conquistato l’oro contro l’India (210-207), mentre Marco Galiazzo, Michele Frangilli e Mauro Nespoli hanno ottenuto il bronzo contro il Messico (212-210).
Le azzurre Sartori, Tomasi e Valeeva riportano il titolo iridato in Italia dopo dodici anni – l’ultimo oro a squadre femminile risale al 1999 a Riom (Francia) dove si imposero la stessa Natalia Valeeva insieme a Irene Franchini, Giovanna Aldegani e Cristina Ioriatti – e interrompono la striscia positiva della Sud Corea che era sempre salita sul primo gradino del podio nelle ultime quattro edizioni. Dopo la qualificazione olimpica per Londra 2012 si tratta di un successo storico consumato in casa tra gli applausi del folto pubblico presente e in diretta tv su RAI SPORT 1. Palpabile fin dai primi tiri la tensione delle italiane e delle avversarie indiane tanto che alla fine della prima volée i punteggi realizzati sono stati piuttosto bassi con le indiane avanti di un punto (51-50). Il primo 10 italiano è arrivato nella seconda volèe per mano della esordiente Sartori anche se le azzurre sono rimaste sotto di un punto pure nella seconda frazione di gioco. E’ stato nella terza volèe che l’Italia è riuscita finalmente a mettere nel giallo tre 10 sorprendendo le avversarie e portandosi avanti di quattro punti (153-157) complici i punteggi non eccezionali delle indiane. Il terzetto italiano è poi riuscito a gestire la tensione mantenendo il vantaggio, nonostante le indiane si fossero portate all’inizio alla terzultima freccia a meno 2, e chiudendo il match 210-207. Bronzo per la Sud Corea che batte la Cina 222-214.
Natalia Valeeva commenta con molta soddisfazione il successo della squadra: “Per la prima volta nella mia carriera mi sono sentita molto emozionata. Ho tirato malissimo le prime due volée, ho sbagliato a regolare il mirino, ma non erano errori tecnici, erano dettati dall’emozione. Ho raccomandato alle mie compagne di fare 10 e loro mi hanno sostenuta: nella loro  determinazione ho trovato il coraggio e la fiducia per andare avanti e vincere. Ora penso solo a Londra. Questo è il mio trentesimo anno di attività e lo festeggio con un titolo mondiale. Dopo quel ’99 sono felice di essere ancora qui a giocarmela soprattutto perché in squadra ci sono due ragazze giovani, brave e determinate. Farò una grande festa per questa vittoria, ne vale la pena. Un grande ringraziamento con il cuore a Torino e al pubblico, che mi ha trasmesso la spinta per andare fino in fondo. Ringrazio inoltre la mia famiglia per l’appoggio e tutto lo staff della Federazione, grazie ai quali trovo ancora le motivazioni per allenarmi e cercare di vincere.”
Arrivata sulla linea di tiro con l’atteggiamento di una campionessa navigata, Guendalina Sartori ammette che non era così tranquilla come sembrava vista da fuori: “Non ho mai tremato così tanto in vita mia – confessa -. Non ho pensato assolutamente alla gente che c’era intorno a me (tribune esaurite, n.d.r.), dovevo solo pensare a prendere il giallo. Sono contenta, anche se non ho ancora pensato a come festeggiare questa medaglia perché in fondo non ho ancora realizzato di aver vinto un Mondiale. Come mi sono sentita quando Natalia non metteva a segno le sue frecce? Una sorta di smarrimento fortissimo, anche se ho continuato a crederci nel momento in cui l’oro ha rischiato di sfuggirci di mano. Abbiamo tenuto la gara io e Jessica, finchè a un certo punto ho pensato che era giunto il momento di centrare un bel 10, e così è stato.” Un campionato difficile fin dall’inizio, con la sofferta e contestata vittoria sulla Georgia al primo turno: “Sinceramente dopo la Georgia non pensavo potessimo arrivare fino in fondo, anche se volevamo dimostrare che 207 non è un punteggio da noi. Se mi sono sentita investita di maggiori responsabilità per essere stata convocata al posto di Pia Lionetti? Sinceramente no, ogni gara è a sé e dopo ogni competizione ne segue un’altra. I raduni a Cantalupa? Evidentemente a me fanno bene, anche se è dura stare lì due settimane: siamo isolati in una bella oasi naturale lontana da ogni svago anche mentale, per cui alla fine viene solo voglia di scappare via! Il futuro? Se mi piacerebbe entrare in un gruppo sportivo militare? Sinceramente adesso è prematuro parlarne, non faccio progetti a lungo termine: il più lontano è Londra 2012. Vincere aiuta a vincere, spero di continuare su questa strada e vestire ancora a lungo la maglia della nazionale.”
Tensione alle stelle anche per Jessica Tomasi, anche lei al suo esordio: “Il Mondiale era una situazione in cui non mi ero trovata, per cui ho cercato di non dare ascolto alla tensione. Ho vinto già due titoli iridati nel tiro di campagna, ma l’ambiente è completamente diverso: tirare in uno stadio con tutte quelle telecamere intorno e il maxi schermo aumenta a dismisura la pressione. Abbiamo ottenuto il massimo che si poteva raggiungere in un Mondiale in casa: il titolo e la carta olimpica, ed è stato bello conquistarli in una Torino piena di tricolori alle finestre. Natalia ha dimostrato di essere ancora l’indiscussa numero uno: dopo un inizio difficile ha saputo trainarci verso la vittoria nel momento decisivo. Il futuro? Mi piacerebbe vestire la maglia dell’Aeronautica, mi sembra per ora di aver avuto un bell’inizio di carriera, spero di potermela meritare nell’immediato futuro. Finora ho praticato di più il tiro di campagna, sono passata al ricurvo nel 2009, con l’inizio del quadriennio olimpico. Vorrei cercare di mantenerli entrambi, anche se ora le priorità riguardano il ricurvo. Per il tiro di campagna, farò sicuramente ancora gli Europei e i Mondiali, per il ricurvo l’obiettivo è Londra. Se c’è molta concorrenza femminile per il posto in squadra? Sì, però io mi dovrei essere conquistata un bel pezzo del biglietto per Londra: sicuramente ci proverò fino in fondo.” Una dedica particolare l’atleta trentina la fa ai famigliari arrivati a Torino per fare il tifo: “A mamma Fiorenza, papà Giuseppe, la mia sorellina Camilla che ha undici anni, il mio allenatore Aldo Maccarinelli, nonna Lucia e la mia compagna di squadra Eleonora Strobbe (campionessa del mondo tiro di campagna anche lei) che erano a fare il tifo sugli spalti sventolando il tricolore.” Anche chi non è potuto essere presente a Torino si è meritato il pensiero di Jessica: “Il mio moroso Martin (nazionale svedese del tiro di campagna, n.d.r) che non è potuto venire fino qui, mia sorella Stefania che mi ha seguito in diretta tv da casa e sono certa che da lassù mio nonno Luigino mi avrà sostenuta fino a farmi vincere la medaglia d’oro.”
Vittoria del bronzo al fotofinish e del tutto insperata per le frecce dell’Aeronautica Marco Galiazzo, Michele Frangilli e Mauro Nespoli. I messicani si sono lasciati sfuggire dalle mani con le ultime due frecce una vittoria che sarebbe stata storica: non sono infatti mai saliti sul podio in una competizione iridata. Evidentemente il trio del Messico non ha saputo gestire la tensione, facilitando gli azzurri nella conquista del terzo gradino del podio che si aggiunge all’oro a squadre del ‘99, l’argento del ’97 e 2001 e al precedente del 2003. All’inizio del match il set del messicano Alcala e il 6 di Mauro Nespoli fanno presagire uno scontro equilibrato e altalenante. Gli azzurri terminano la prima volée sotto di 2 punti (52-50). Entrambe le squadre cambiano l’ordine di tiro nella seconda volée ma la situazione non cambia perché il trio messicano riesce ad aggiungere un altro punto di distacco sui padroni di casa (106-103). Fino alla terza volée gli azzurri erano riusciti a infilare solo tre 10, e nei sei tiri della quarta non ne arriva nemmeno uno, lasciando inalterato lo svantaggio (159-156) e rendendo facile il compito degli avversari che nella quarta volée dovevano solamente gestire. In pratica i messicani dilapidano un patrimonio di punti nelle ultime due frecce quando sarebbero bastati 16 punti per conquistare il bronzo. Per gli azzurri ancora sotto di tre punti le speranze sono ridotte  al lumicino e invece Velez Sanchez mette dentro un clamoroso 6 e l’ultimo messicano Pedro Vivas  Alcala, che dovrebbe centrare il 10 per vincere o il 9 per lo spareggio, si fa prendere dal panico e consegna con un 7 la medaglia all’Italia.
Realistico il commento di Marco Galiazzo: “Ogni tanto la fortuna gira anche per noi. Fino alla fine non ho mai pensato che l’incontro fosse pregiudicato: da noi ci insegnano che fino all’ultima freccia la gara non è finita. Sarebbe stato meglio fare più punti, ma in un Mondiale capita anche questo. E questo è stato il Mondiale in cui l’obiettivo era conquistare la carta olimpica, e come tale lo ricorderò, niente altro. Non ho tirato bene, non ero preparato al meglio e siamo anche stati sfortunati con i problemi fisici di Michele. Nonostante tutto abbiamo raggiunto l’obiettivo che si era prefissata la Federazione, la preparazione era stata finalizzata a questo. Londra 2012? L’anno prossimo si vedrà se abbiamo conquistato solo i posti o se ci sono scritti dei nomi. Qualche avversario temibile? Sicuramente lo statunitense Brady Ellison mi ha impressionato, si sta allenando bene, vedremo il prossimo anno che cosa farà.”
“Confesso che a un certo punto non ci credevo più – dichiara Michele Frangilli -: abbiamo tirato tutti male, compresi i messicani. Poi la fortuna è girata e ci è andata bene, tutto qui. Del resto siamo venuti qui per la carta olimpica, il resto è in più. Siamo finiti sul podio a solo un anno dalle Olimpiadi: vedremo come andrà a Londra, potrebbe essere di nuovo podio, del resto le squadre saranno quelle che abbiamo visto in questi giorni a Torino. Fisicamente sto meglio rispetto alle qualifiche e all’individuale, mi è rimasto ancora un forte raffreddore che cerco di contenere. Purtroppo ne ho sempre una e ormai ci sono abituato. Sono molto contento per le ragazze, dopo dodici anni sono tornate sul podio più alto.”
Infine Mauro Nespoli: “Ho sofferto molto la tensione dell’approccio alla gara, tecnicamente tiravo bene ma la tensione mi giocava un brutto scherzo: bastava calibrare la concentrazione, e infatti quando alla fine ci sono riuscito ho infilato frecce importanti. Dopo la qualificazione olimpica vincere anche il bronzo è un premio agli sforzi dell’Italia. Il nostro obiettivo è quello di rimanere ai vertici internazionali e proveremo a farlo anche in futuro. Lavorerò per guadagnarmi un posto per Londra 2012.”
Infine il commento del c.t. Gigi Vella: “Sono soddisfatto: l’obiettivo principale, la carta olimpica per Londra 2011, è stato raggiunto. A Cantalupa ho visto un gruppo determinato che ha lavorato moltissimo e che con tutto il cuore voleva un risultato di alto livello. Non mi aspettavo una finale così combattuta per gli uomini e a batticuore per le ragazze. Forse è stata l’aria meravigliosa di Torino a rendere così avvincenti le finali. In questo Mondiale ho voluto dare spazio e  fiducia ai giovani, e la scelta mi ha ripagato portando costanza nel rendimento e nei risultati. Sono particolarmente contento per la squadra femminile, ricca di nuova linfa e serenità.”
SQUADRE MISTE OLIMPICO – Nel Mixed Team la Corea con Dong-Hyun Im e Bo Bae Ki ha conquistato l’oro sul Messico (Aida Roman e Juan Rene Serrano) 151-144, bronzo alla Gran Bretagna sulla Polonia 147-139.
TITOLI INDIVIDUALI: DOMINIO SUD COREANO NEL MASCHILE, NOVITÀ CILENA NEL FEMMINILE – I Campionati Mondiali di tiro con l’arco Torino 2011 si sono conclusi con l’assegnazione dei titoli iridati individuali. Nel maschile dominio coreano sul podio con vittoria di Kim Woojin che ha la meglio sul compagno di squadra Oh Jin Hyek per 6-2. Bronzo di consolazione per lo statunitense Brady Ellison che batte il terzo coreano in gara Im Dong-Hyun con un netto 6-0.
Nel femminile, grande sorpresa con la prima medaglia storica per il Cile grazie alla vittoria di Denisse Astrid Van Lamoen sulla georgiana Kristine Esebua (6-2), bronzo alla cinese Yuting Fang che si è imposta sulla francese Berengere Schuh (7 – 1).
CAMPIONATI MONDIALI PARA ARCHERY – Al termine delle gare si è svolta la cerimonia di chiusura che vale come cerimonia di apertura dei Campionati Mondiali Para Archery che si terranno interamente nella Palazzina di Caccia di Stupinigi dall’11 al 17 luglio 2011. (com stampa)

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