Sarebbe un errore appagarsi dell’ottavo posto dell’Italia U20 di Rugby ai Campionati del Mondo di categoria che si sono conclusi oggi in Georgia. E vero, si tratta del miglior risultato di sempre per una Nazionale di Rugby. Già questo elemento offre spunti interessanti.

Il primo riguarda il giudizio finale della trasferta, sicuramente positivo: per il piazzamento ed anche per quello che questi ragazzi hanno lasciato intendere. Se fossimo un paese rugbisticamente più evoluto certe partite non le avremmo perse.. Ci torneremo a breve.

Il secondo spunto è, per così dire, “di paragone”. Ottavi, con questo gioco, con queste due sconfitte che gridano vendetta (contro Scozia e Galles): nei paesi di cui sopra (rugbisticamente evoluti) sarebbe stata una sentenza di debacle. In Italia, invece e giustamente, viene salutato come un successo.

Dicevamo: sarebbe un errore appagarsi. Piuttosto che il bicchiere mezzo pieno, infatti, ci piace sottolineare gli aspetti negativi nella convinzione che Troncon e i suoi ragazzi abbiano le doti per salire ancora più su. Le sconfitte contro Scozia e Galles potevano essere evitate. Quella contro i “gonnellati” è frutto di scelte sbagliate quando eravamo a +4, in particolare di una punizione battuta in tutta fretta invece di centrare i pali da posizione favorevole. Quella contro il Galles, di una superiorità a nostro avviso mai pienamente concretizzata.

La cronaca della partita odierna è ricca di spunti. L’Italia parte subito bene e concretizza con due calci di Rizzi una maggiore aggressività. Al 18° del primo tempo Zanon ostruisce il portatore di palla gallese che ha cercato sapientemente i 10 metri con punizione a favore. Un gesto quasi automatico ma stupido, che costringe l’Italia in 14 uomini e 3 punti contro. E’ questo il momento nel quale i ragazzi di Troncon giocano meglio, contrastando nella metà campo avversaria i gallesi e negandogli la gioia della meta. Meta che arriva paradossalmente quando torna in campo la seconda centro, con un percussione centrale di Robson che in upload libera Bradbury. I buchi difensivi centrali saranno il tema ricorrente dell’Italia. Il primo tempo si chiude con la seconda meta gallese di Conbeer e il piazzato di Rizzi 15-9.

Al ritorno in campo gli azzurri partono bene e trovano subito la meta con D’Onofrio, trasformata da Rizzi. Il 10 azzurro sbaglia poco a palla ferma e ci porta avanti con l’ennesima punizione: 19-15. Il Galles sembra accusare il colpo e al 61° arriva la seconda meta (trasformata) per l’Italia di Schiabel: 24-15 e massimo vantaggio. Appare fatta, ma il Galles viene rimesso in gioco con un regalo di Rizzi che non placca il suo diretto avversario. Jones schiaccia in meta al 67° e il vento comincia a girare.

Gli ultimi minuti sono di sofferenza, con gli azzurri che difendono il vantaggio nella propria trequarti, ma i gallesi appaiono confusi e stanchi. Finché l’arbitro non vede un placcaggio irregolare (al collo) di Bianchi e lo spedisce per sempre negli spogliatoi. Jones non sbaglia la facile punizione e game over.

Il mondiale è vinto dalla Nuova Zelanda, che in finale passeggia sull’Inghilterra. Nella battaglia per il terzo posto la spunta il SudAfrica, che infligge l’ennesima batosta di questi giorni alla Francia, superata 37-15.. qualcosa di simile a quanto visto nei test match tra le nazionali maggiori.

Al quinto posto sale la Scozia, ormai ispirata e in pieno recupero nel ranking. Nella finale per il 5_6 posto supera l’Australia 24-17. Un exploit, quello della Scozia, che ci permette di capire.. “per paragone” il reale valore dell’Italia.

Se solo fossimo in un paese rugbisticamente più evoluto!

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