
Lo scorso anno fu la favola di Filippo Conca fra gli Elite e di Elisa Longo Borghini fra le donne. Quest’anno la favola si fa storia perché va in scena un Campionato Italiano di ciclismo su strada 2026 che porta in dote una vita lunga, affascinante e prestigiosa, con numeri precisi che tornano. Cifre tonde, perché il Campionato Italiano (maschile) si disputa, nella tradizione richiamata dalla Federazione Ciclistica Italiana, dal 1906, anno di inizio della storia moderna della Maglia Tricolore: una maglia che racconta centoventi anni di Italia che pedala.
Dal 1906 la storia corre in Tricolore
Dal 1906 al 2026, centoventi anni di ciclismo italiano raccontati da una maglia. Il Campionato Italiano di ciclismo su strada torna ad assegnare il Tricolore, uno dei simboli più riconoscibili e più ambiti del movimento nazionale, capace di attraversare epoche, generazioni, strade e campioni. Questo fine settimana che corre in bicicletta, tra Piemonte e Friuli, rappresenta un passaggio di testimone dentro la storia del ciclismo, proponendo prove che ogni anno rinnovano il legame fra identità sportiva, appartenenza e prestigio.
A sottolinearlo sono proprio le parole di Cordiano Dagnoni, presidente della Federazione Ciclistica Italiana, che nel suo messaggio richiama il valore profondo della Maglia Tricolore e la colloca accanto a un altro simbolo assoluto del ciclismo nazionale, la Maglia Azzurra. Dice Dagnoni: «La Maglia Tricolore, al pari della Maglia Azzurra, è uno dei simboli del ciclismo nel mondo. Indossarla vuol dire far parte di una tradizione che nasce nel 1906, anno della prima edizione dei Campionati italiani su strada. Da allora, il fascino del Tricolore e il prestigio della manifestazione sono rimasti immutati. Correrli è un’esperienza che resta nel cuore di ogni partecipante; vincerli significa entrare in un club esclusivo, del quale fanno parte i più grandi campioni del nostro sport. Sono certo che anche questa edizione offrirà un evento dall’alto contenuto tecnico, capace di esaltare le qualità atletiche dei partecipanti e di laureare un campione italiano in grado di portare lustro al nostro movimento».
Il primo fu Cuniolo: Tricolore verticale
Le parole del presidente di Federciclismo fissano il senso di questo appuntamento. La storia, sì, ma anche il ciclismo di oggi: un ciclismo italiano che cerca di consolidare il proprio prestigio, anche internazionale, attraverso una manifestazione che continua a essere un passaggio tecnico, simbolico e agonistico di primo piano. Il 1906 è l’anno da cui riparte la storia moderna del Campionato Italiano su strada. Una storia che comincia con Giovanni Cuniolo, primo vincitore di quell’edizione: Cuniolo, detto Manina, si fece fare una maglia speciale per il 1907 con il Tricolore, di lana, disegnato in verticale, e fu uno degli eroi più affascinanti e carismatici di quel tempo. Leggi qui una storia di grande fascino.
Tortonese, molto amico poi di Fausto Coppi, Cuniolo fu un vero rivale di Giovanni Gerbi, il Diavolo Rosso. La storia della prima rivalità del ciclismo e forse di uno dei primi grandi dualismi dello sport italiano, Cuniolo-Gerbi, è raccontata nel piccolo museo Alessandria Città delle Biciclette, valorizzata anche dalla mostra temporanea dedicata al Giro – a Palazzo del Monferrato di via San Lorenzo 21 sede del Museo AcdB – e al rapporto con Alessandria della Corsa Rosa, con la fruizione in digitale di questo speciale percorso espositivo. Clicca qui per vederla in video (un progetto dell’Archivio Digitale dei Musei AcdB e del Ghisallo.

Evoluzione Tricolore
Parte nel 1906 un albo d’oro capace di raccontare l’evoluzione stessa del ciclismo nazionale: dai pionieri delle strade bianche e polverose ai campioni dell’era moderna, dalle biciclette d’acciaio alla tecnologia contemporanea, dalle corse di resistenza pura alle sfide tattiche, tecniche e atletiche del ciclismo di oggi.
La Maglia Tricolore ha sempre avuto un valore speciale. Non è una maglia di squadra, non appartiene a uno sponsor, non rappresenta soltanto una vittoria individuale. È il segno visibile di un titolo nazionale, il diritto e la responsabilità di correre per un anno con i colori dell’Italia sulle spalle. Per questo il Campionato Italiano è una corsa diversa dalle altre: chi parte sa di affrontare un tracciato, ma anche una tradizione; chi vince entra in una genealogia sportiva che unisce il ciclismo di ieri a quello di domani.

Nuova edizione per i Tricolori 2026
Nel 2026 questo racconto si rinnova con una nuova edizione dei Campionati Italiani di ciclismo su strada, chiamata ad assegnare le maglie Tricolori in un momento significativo per tutto il movimento. La prova non è soltanto un confronto fra atleti, ma anche una vetrina tecnica per misurare condizione, personalità, capacità di lettura della corsa e tenuta sulle distanze che fanno la differenza nelle grandi competizioni. Il titolo italiano resta uno dei traguardi più sentiti: per i professionisti, per le categorie giovanili, per il settore femminile, per tutto il sistema federale che ogni anno trova in questa manifestazione una sintesi di storia, territorio e futuro. E che bello quando si correva tutti nello stesso luogo ed era la Settimana Tricolore…
Indossare la forza del Campione nazionale
Il Tricolore, nel ciclismo, conserva infatti una forza immediata. Lo si riconosce nel gruppo, lo si cerca sulle strade, lo si associa a una vittoria che non si consuma nel giorno della corsa ma accompagna l’atleta per un’intera stagione. È una maglia che parla al pubblico, agli appassionati, ai compagni di squadra, agli avversari. E proprio per questo il Campionato Italiano mantiene intatto il suo fascino: perché mette insieme la durezza della competizione e il peso simbolico dell’appartenenza. Dal 1906 al 2026 sono cambiati i percorsi, le biciclette, le metodologie di allenamento, la preparazione, il modo di comunicare il ciclismo e di viverlo. Non è cambiato, però, il significato della Maglia Tricolore. Vincere il Campionato Italiano significa ancora oggi iscrivere il proprio nome dentro una storia che pedala e portare sulle spalle un segno che appartiene al Paese, al movimento federale, alla cultura sportiva italiana.
Piemonte cuore del ciclismo maschile
Il Piemonte e le province di Cuneo e Asti si preparano a diventare il cuore del ciclismo italiano con l’organizzazione dei Campionati Italiani Elite 2026 a cronometro e in linea. Due appuntamenti, a cura della Lega del Ciclismo Professionistico, fondamentali della stagione: la cronometro del 25 giugno e la prova in linea del 27 giugno assegneranno le prestigiose maglie Tricolori sulle strade piemontesi.
Il primo appuntamento è in programma giovedì 25 giugno con il Campionato Italiano Elite a cronometro: i corridori partiranno da Vicoforte per raggiungere Barolo al termine di un percorso di 40 chilometri, caratterizzato da circa 500 metri di dislivello. Tra i favoriti spicca il nome di Filippo Ganna, super specialista delle gare contro il tempo, due volte campione del mondo e detentore del record dell’ora, oltre che vincitore della tappa di Massa del Giro d’Italia 2026. Tra i possibili protagonisti anche Matteo Sobrero, piemontese che nelle Langhe vive, Mattia Cattaneo, Edoardo Affini e Lorenzo Milesi.
Sabato 27 giugno sarà invece la volta della prova in linea riservata agli uomini Elite, con partenza da Asti e arrivo a Cuneo dopo 232 chilometri e circa 2.500 metri di dislivello. Sarà una sfida a Filippo Conca, vincitore lo scorso anno a Gorizia, chiamato a difendere il Tricolore su un percorso mosso, selettivo ma non proibitivo. Il tracciato attraverserà alcuni dei luoghi più iconici del territorio piemontese e proporrà i Gran Premi della Montagna di Monforte d’Alba e Murazzano, destinati a rappresentare momenti chiave nella corsa verso il titolo italiano. Tra gli uomini più attesi figurano Jonathan Milan, Alessandro Covi, Simone Velasco e Filippo Baroncini.

Da Elisa Longo Borghini a Pordenone: il Tricolore femminile delle donne capaci di imprese
Il fine settimana Tricolore guarda anche al Friuli, dove domenica 28 giugno Pordenone ospiterà il Campionato Italiano Donne Elite e Donne Under 23. La Federazione Ciclistica Italiana ha assegnato l’organizzazione alla ASD Libertas Ceresetto, società già protagonista nell’allestimento di importanti appuntamenti nazionali e chiamata ora a riportare sulle strade friulane una prova di alto valore tecnico per il movimento femminile.
La partenza e l’arrivo saranno a Pordenone, con quartier tappa allo stadio Ottavio Bottecchia. Il via è previsto alle 12.30, con arrivo indicato intorno alle 15.30. Il punto tecnico più rilevante del percorso sarà la salita del Castello di Caneva, che le atlete dovranno affrontare tre volte. Il dislivello complessivo previsto è di circa 1.100 metri: un dato che consegna alla prova una fisionomia esigente, adatta a una corsa aperta e selettiva, nella quale resistenza, lettura tattica e capacità di cambiare ritmo potranno fare la differenza.
Anche qui il valore della Maglia Tricolore supera la dimensione del risultato. Per il ciclismo femminile italiano, il titolo nazionale rappresenta un segno di continuità e crescita, in una stagione che conferma il peso sempre più centrale delle donne nel calendario, nella narrazione sportiva e nella costruzione dell’identità federale. Dopo il titolo conquistato lo scorso anno da Elisa Longo Borghini, donna capace di imprese e simbolo di un ciclismo italiano che sa correre con coraggio, la prova di Pordenone assegnerà una nuova Maglia Tricolore destinata a correre per un anno sulle strade italiane e internazionali. Di scuro, lei, la Longo Borghini, venderà cara la… maglia.

Non solo Elite: il Tricolore passa anche da Juniores e Under 23
Il mosaico dei Campionati Italiani 2026 non si esaurisce nelle prove Elite. La Maglia Tricolore è affare che riguarda anche le categorie che rappresentano il futuro del ciclismo italiano, a partire dagli Juniores e dagli Under 23, chiamati a misurarsi su strada e contro il tempo in un calendario che conferma la centralità del lavoro federale sui giovani.
Per la categoria Juniores, la prova maschile su strada si è disputata domenica 21 giugno a Sora, in provincia di Frosinone, con organizzazione dell’A.S. Ciclisti Sorani ASD. La gara ha assegnato il titolo italiano a Enrico Balliana, sardo di Arborea e portacolori del Team Ecotek Zero24, vincitore della prova Tricolore e nuovo campione italiano Juniores. Sempre a Sora, sabato 20 giugno, si è corsa anche la prova Donne Juniores, vinta da Maria Acuti, lombarda classe 2008 della Biesse Carrera Zambelli, che ha conquistato la Maglia Tricolore davanti a Carlotta Petris ed Elisa Bianchi.
Per gli Under 23, il Campionato Italiano su strada 2026 è in calendario domenica 28 giugno a Lucca. La Federazione Ciclistica Italiana ha assegnato l’organizzazione alla UC Lucchese 1948 ASD, società chiamata ad allestire una delle prove più attese del calendario giovanile, in una categoria che rappresenta il passaggio decisivo verso il professionismo e che spesso anticipa nomi destinati a entrare nel ciclismo di vertice.
Sul fronte delle cronometro, il programma federale prevede anche i Campionati Italiani a cronometro individuale 2026 per Allievi maschili e femminili, Juniores maschili e femminili, Under 23 e Donne Elite/Under 23. La Federazione Ciclistica Italiana ha però comunicato il posticipo a data da destinarsi delle prove inizialmente previste il 24 e 25 giugno: un aggiornamento importante che conferma la necessità di attendere la nuova collocazione ufficiale in calendario.
Resta invece fissato l’appuntamento con i Campionati Italiani cronometro a squadre 2026 per Allievi maschili e femminili, Juniores maschili e femminili, Under 23 e Donne Elite/Under 23. La prova è stata assegnata dalla Federazione Ciclistica Italiana al Team Tiepolo Udine Cycling ASD e si disputerà sabato 1 agosto a Codroipo, in provincia di Udine.


