CiclismoCampionissime cose ad Alessandria Città delle Biciclette mentre Finn raddoppiava l'iride

Campionissime cose ad Alessandria Città delle Biciclette mentre Finn raddoppiava l’iride

Eravamo insieme in una sala affollata, a Palazzo Monferrato di Alessandria Città delle Biciclette, sotto all’omonimo Museo diretto da Roberto Livraghi, fine storico e scrittore, un luogo che trasuda di memoria ciclistica, con Paola Pezzo “madrina” d’oro, due volte olimpionica (ma ha vinto tutto) ancora una volta e campionissima nella terra dei campionissimi, per la presentazione in tour de Fausto, il mio Coppi (Lab DFG editore, con tanto di editore Giovanni Di Giorgi in sala!).

Eravamo lì a ricordare di due medaglie d’oro olimpiche che mettono ancora i brividi a chi le guarda con un orgoglioso Andrea De Luca, oggi vicedirettore di Raisport, a commentare da tifoso quelle immagini Rai memorabili. Eravamo lì con il sindaco di Alessandria che ama follemente le biciclette, Giorgio Abonante, ammirato davanti alla “fatina dei boschi” che ha fatto innamorare tutti della rampichino, prima che diventasse MTB mondiale. Con il sindaco di Castellania Coppi, Giovanni Gugliada pronto ad invitare tutti sul colle della memoria campionissima. Con i giornalisti che seguono i fatti di sport e non solo, Il Piccolo di Alessandria in prima fila con Paolo Livraghi e la vice presidente USSI Mimma Caligaris. E Dario Ricci, voce dello sport di Radio24 e “portavoce” dello spirito olimpico con la sua rubrica radiofonica “Olympia di Radio24-IlSole24ore. Tutti sorridenti e curiosi di conoscere i giovani biker del team novese I Cinghiali e quelli del team Enjoy The Trail di Tortona, con il neo laureato campione regionale di MTB 2°anno Alessandro Iachetta, di Pecetto, tesserato per la Rostese.

Tutti a fare la foto con Paola Pezzo Golden Girl, che oggi insegna MTB e forma le guide MTB. E tutti a bere dai racconti di Paolo Rosola, suo marito, che ha regalato tante emozioni nel ciclismo su strada, con un pacco nutrito di vittorie al Giro e la perla della Milano-Torino (volate soprattutto tanto da diventare “cavallo pazzo” dei finali di corsa, molti a tutta per fare vincere Urs Freuler). Tutti a parlare e godere del ciclismo e del fuoristrada pionieristico.

Tutti gregari di Fausto, il mio Coppi, pagine regalate alla storia dal portavoce del Campionissimo, Franco Rota di Pozzolo Formigaro. E mentre in sala e al Museo c’era tutta quella bella atmosfera, un giovane azzurro – Lorenzo Mark Finn – conquistava il titolo mondiale fra gli Under 23, confermando la sua propensione all’iride, che lo aveva laureato numero uno al mondo, un anno fa fra gli juniores. Quel talento che avevamo visto vincere ed emozionare sul Sestriere due anni fa (Collegno- Sestriere il 20 agosto 2023). Questo è il ciclismo, il nostro, il vostro, quello di ieri e di domani. Godiamoci lo spettacolo. Che continua.

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Doppietta mondiale per Lorenzo Finn

Incredibile Lorenzo Mark Finn! Non potendo indossare la maglia iridata vinta lo scorso anno tra gli juniores ha pensato bene di prendersene un’altra, questa volta nella categoria superiore, da sfoggiare con orgoglio per tutto il 2026: “sarà fantastico farlo nelle gare del prossimo anno”, ha commentato subito dopo il successo.

Il ragazzo ligure, 19 anni a dicembre, si è laureato Campione del Mondo Under 23 al termine di una gara dura, come il Mondiale in Ruanda ha mostrato essere, nella quale ha corso da dominatore, uscendo allo scoperto a metà gara. Fino a quel momento la prova era stato un monologo belga, che aveva messo tutta la squadra alla frusta per portare, nei chilometri finali, nella posizione migliore il favorito Widar.

Quando mancano quattro giri alla conclusione il talento azzurro rompe gli indugi, intuendo che il belga non ne ha. Si porta dietro sei corridori, nessuno dei quali veramente disposto a lavorare con lui. Ai meno 30 attacca ancora; gli resiste solo lo svizzero Huber, che però è costretto a cedere nel giro finale.

Lorenzo Mark Finn: “È incredibile, davvero. Il piano era capire come si sarebbe messa la corsa nella prima parte, che infatti è stata abbastanza controllata. Mi sono accorto subito che il percorso era davvero duro, con gli strappi, l’altitudine, il caldo e anche il pavé. A metà gara abbiamo dato una bella sgasata. Siamo rimasti un gruppetto ristretto e ci siamo messi a tirare. Si è fatta la selezione. Sono rimasto con lo svizzero e alla fine sono riuscito ad andarmene da solo. La gioia è immensa, come l’anno scorso: è incredibile. Voglio dedicare questa vittoria alla mia ragazza Fabiana, questa è per lei.”

Sul traguardo di Kigali Finn conclude la sua fatica in 3h57’27, Huber taglia il traguardo staccato di 31″ e l’austriaco Schrettl è terzo a 1’13”. Simone Gualdi, Alessandro Borgo e Pietro Mattio arrivano insieme, dopo aver lavorato per l’azione di Finn, oltre la ventesima posizione, per salutare un trionfo merito di tutta la squadra, come sottolinea anche il CT Amadori: “È stato davvero un Mondiale spettacolare. Grazie ai ragazzi e a tutti coloro che hanno contribuito: abbiamo portato a casa un risultato bellissimo e sono felice sia per il corridore sia per tutta la squadra e lo staff, che hanno fatto di tutto per metterci nelle condizioni migliori in questa competizione. Devo ammetterlo, mi sono commosso: non sono andato subito al podio proprio perché l’emozione era unica. Ci abbiamo creduto, ci abbiamo provato con convinzione, e riuscire a ottenere questo risultato rende tutto ancora più speciale. È davvero una doppia emozione.”

Alessandro Borgo: “Se pensiamo che questa mattina era campione del mondo juniores.. la maglia iridata gli è stata tolta per solo poche ore, poi se l’è ripresa. Sapevamo che era uno dei favoriti e noi abbiamo cercato di favorirlo.”

Pietro Mattio: “Una grande gioia che sarà degnamente festeggiata con una grande festa. Siamo orgogliosi di questa gara e di questo successo.”

I COMPLIMENTI DEL PRESIDENTE CORDIANO DAGNONI – “Una gara memorabile, che entra di diritto nella storia del nostro sport. Lorenzo è un talento puro del ciclismo mondiale, oggi lo ha dimostrato ancora una volta, andandosi a prendere la maglia iridata con una prova di grande autorevolezza. Era il più giovane in gara, eppure ha mostrato classe, freddezza e tanta maturità. Questo ragazzo oggi ci ha regalato un pomeriggio di grandi emozioni, come fece un anno fa nella prova junior, e, ne sono sicuro, ce ne regalerà tante altre perché avrà una carriera luminosa. Ringrazio e faccio i complimenti a tutta la squadra e ai tecnici che hanno preparato la gara in modo impeccabile. Ci avviciniamo alle due giornate finali di questi Mondiali con tante speranze, consapevoli, una volta di più, che il ciclismo italiano è vivo ed estremamente competitivo.”

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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