Cancellara a Roubaix: la storia si ripete

Cancellara a Roubaix: la storia si ripete
L'arrivo di Fabian Cancellara nel Velodromo di Roubaix - foto Bettini

L’arrivo di Cancellara nel Velodromo di Roubaix – foto Bettini

Fiandre e Roubaix è un’accoppiata recente. In una storia secolare per entrambe le corse, soltanto nel  2005 Tom Boonen riuscì a coglierle entrambe nella stessa stagione. Dopo di lui, Fabian Cancellara ha ripetuto l’impresa nel 2006. Lo scorso anno ancora Boonen e, a distanza di una anno, come la prima volta, l’ha seguito Cancellara oggi, anno 2013, edizione n. 111 della Regina.
Basta forse questo a descrivere un’impresa che ha pochi uguali nella storia del ciclismo e che forse è lo specchio dei tempi. Non siamo al cospetto solo di atleti particolarmente dotati, come nel caso di Boonen e Cancellara, ma forse anche dell’abbondono della pessima cultura della specializzazione che, a metà degli anni ’90, aveva penalizzato proprio la Roubaix. Si dice che dopo averla corsa ci vogliono due mesi per recuperare e a quel punto la stagione è andata. Si diceva che se si è corridori da Roubaix non si possono correre altre classiche. Abbiamo dimostrato, prima di questa edizione, che in realtà fino alla fine degli anni ’80 non era così. Con l’avvento degli “specialisti” dei Grandi Giri (da Indurain in poi), le cose si sono settorializzate: specialisti delle corse a tappe, delle classiche in linea, della Roubaix. C’era chi, come Indurain e, poi, Armstrong, correva solo un mese l’anno. Eravamo arrivati quasi al paradosso di specialisti di una singola corsa… insomma, specializzazione estrema. Boonen e Cancellara, a modo loro e con le rispettive differenze tecniche, hanno imposto un cambio di tendenza. Si corre (e si vince) tutto l’anno, soprattutto si rimettono insieme quello che l’insipienza di anni recenti avevano diviso, classiche e corse a tappe. Così Cancellara doma una Roubaix particolarmente priva di campioni (ma di Sep Vanmarcke, 25 anni, sentiremo ancora parlare) e pone un quesito tecnico che merita una risposta: come mai un corridore forte, fortissimo, nelle prove contro il tempo non ha ancora provato seriamente a vincere un grande giro?
In attesa di risposte, vi lascio con un’altra considerazione. Alla partenza da Compiègne mi sarebbe piaciuto vedere anche Wiggins. Sarebbe stato interessante…
AU

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