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La questione allenatori per le big del calcio italiano ed anche per la Nazionale in qualche modo offre l’opportunità di raccontare come il Re improvvisamente svela le proprie nudità.
C’era un tempo in cui Inter e Juventus rappresentavano il meglio del calcio italiano. Non tanto, o forse non solo, per questioni tecniche. Anche, soprattutto direi, per gestione manageriale. Difficilmente i club si facevano trovare impreparati sia per quanto riguarda le scelte di mercato che per quelle relative la conduzione tecnica. La Nazionale italiana di calcio poi era l’approdo sperato e ambito da tutti. Improvvisamente oggi ci accorgiamo che tutto questo non è più.
La Juventus ha atteso oltre il dovuto Antonio Conte, non preparando alcuna soluzione di riserva. Cosa, invece, che il Napoli di De Laurentis aveva già pronta in caso di addio da parte del tecnico pugliese. Poi sappiamo tutti com’è andata: ADL mette sul piatto tanti soldi e convince Conte a restare, libera Allegri (il piano B) che si accasa velocemente al Milan. La Juventus rimane spiazzata, senza alternative credibili. Fa buon visto a cattiva sorte e riconferma Tudor, il traghettatore che l’ha portata, a fatica, in Champions. Se sarà una scelta vincente lo scopriremo la prossima stagione. E’ evidente, però, che si tratta di un ripiego e, nonostante i tanti proclami, resta la figura di palta.
La stessa rimediata dall’Inter, che pensava di riuscire a convincere Inzaghi un po’ come lo stesso De Laurentis ha poi fatto con Conte. E’ evidente, però, che i tempi sono cambiati e l’asse economico del calcio italiano si sta spostando. Il Napoli è una società con i conti a posto, nonostante i due scudetti in tre anni. Le promesse del presidente hanno un peso e un valore diverso rispetto a quelle che può fare Marotta, costretto invece a fare i conti con il fair play finanziario. Così Inzaghi, non credendo alla possibilità immediata di una ricostruzione, ha preferito i petrodollari arabi e salutato. Grande sconcerto in casa Inter e corsa a trovare un sostituto. Rimediata una porta in faccia dal Como e, pare, addirittura anche da Vieria, la dirigenza ha scelto Chivu, che più di una scommessa appare una speranza oltre che la terza scelta.
Siamo arrivati alla terza scelta anche per la Nazionale italiana e la FIGC, ancora alla ricerca dell’allenatore della Nazionale dopo l’esonero di Spalletti. Forse più che la sconfitta con la Norvegia brucia il diniego di Ranieri. Il tecnico romano e romanista ha spiegato i motivi del suo rifiuto, legati più al suo eventuale doppio ruolo che alle condizioni disastrate del calcio italiano. Saltata anche l’ipotesi Pioli, promesso alla Fiorentina, resta la sensazione che la nostra Nazionale appaia un approdo valido solo per tecnici alla ricerca di una seconda possibilità. Sembrano queste, infatti, le candidature attualmente più calde, ovvero quelle di Gattuso, De Rossi, Cannavaro e, addirittura, Mourinho. Figure completamente diverse ma che hanno in questo momento un destino comune, quello di dover rilanciare una carriera che sembra essersi arenata. Insomma un ripiego anche per loro.
