Sab, 7 Febbraio 2026
TennisCareer Grand Slam: dove può arrivare Carlos Alcaraz con questo ritmo

Career Grand Slam: dove può arrivare Carlos Alcaraz con questo ritmo

Career Grand Slam
I giocatori che hanno completato il Career Grand Slam

A 22 anni, Carlos Alcaraz ha già chiuso il cerchio più ambito del tennis mondiale, completando il Career Grand Slam con la vittoria dell’Australian Open 2026. Un’impresa che lo rende il più giovane di sempre nell’Era Open a conquistare almeno una volta tutti e quattro i tornei Major e che lo proietta, senza più cautele lessicali, nel territorio riservato ai più grandi di sempre.

La finale di Melbourne contro Novak Djokovic non è stata solo l’atto conclusivo di un torneo, ma il passaggio di testimone simbolico tra epoche. Da una parte il campione che inseguiva il 25° Slam, dall’altra un ventiduenne che, con sorprendente naturalezza, ha dimostrato di essere già pronto a sostenere il peso della storia.

Tutti gli Slam di Alcaraz

Il primo sigillo arriva allo US Open 2022, dove Alcaraz si presenta al mondo come qualcosa di diverso dal solito “predestinato”. Le battaglie contro Jannik Sinner e Tiafoe, la finale con Ruud che vale contemporaneamente titolo e numero uno del mondo, raccontano di un ragazzo capace di reggere pressioni da veterano. A New York si ripete nel 2025, ancora una volta contro Sinner, con in palio la vetta del ranking: segno di una rivalità che segnerà un’epoca.

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Sull’erba di Wimbledon arriva il salto definitivo di status. Nel 2023 Alcaraz interrompe il dominio londinese di Djokovic dopo una finale in cinque set destinata a restare negli archivi. Nel 2024 la conferma è persino più netta: stessa finale, ma con un controllo tecnico e mentale che certifica come l’erba non sia più una superficie “ostile”.

La terra rossa del Roland Garros completa il profilo. Nel 2024 Alcaraz vince il suo primo Slam parigino al termine di due rimonte consecutive, prima contro Sinner e poi contro Zverev, entrambe da due set sotto. Nel 2025 si supera ancora, firmando una finale memorabile contro Sinner, salvando 3 match point e imponendosi al quinto set in una partita che lascia molto amaro in bocca al nostro Sinner e a tutto il pubblico italiano.

Mancava Melbourne. L’Australian Open 2026 diventa così il torneo del destino. Alcaraz supera il proprio tabù, resiste ai crampi nella semifinale con Zverev e poi batte Djokovic in finale, negandogli l’ennesimo record e completando il Career Slam. È il trofeo che vale più degli altri, perché chiude il cerchio e apre definitivamente un’epoca. In questo modo il murciano archivia anche la delusione delle Finals e tutte le voci riguardo la sua separazione da Ferrero. Chi pensava che quel divorzio potesse avere contraccolpi negativi si deve ricredere. Carlitos appare, oggi, più forte e, soprattutto, più felice che mai. Difficile immaginare quando si potrà fermare.

Con questo successo, Alcaraz entra in un gruppo ristrettissimo che comprende Rod Laver (l’unico ad averlo fatto nello stesso anno solare), Andre Agassi, Roger Federer, Rafael Nadal e Djokovic. Ma il dato che distingue lo spagnolo da tutti gli altri è l’età: nessuno, nell’Era Open, era riuscito a completare il Career Slam così presto. Non è solo una questione anagrafica. È la rapidità con cui Alcaraz ha imparato a vincere su ogni superficie, adattando il proprio tennis senza snaturarlo. Cemento, erba e terra non sono stati ostacoli, ma strumenti diversi per esprimere la stessa idea di gioco: aggressiva, creativa, totale.

Dietro il sorriso e lo spettacolo, Alcaraz ha mostrato una durezza mentale che lo accomuna ai più grandi. Le rimonte nei Major, i match point salvati, le partite vinte al limite della resistenza fisica raccontano di un campione che non si affida solo al talento. La semifinale di Melbourne 2026, giocata tra crampi e sofferenza, è forse l’immagine più chiara di questa evoluzione.

Quanti Slam può vincere ancora? Una proiezione di AI

Sette Slam a 22 anni sono un punto di partenza quasi senza precedenti. Proiettando il suo rendimento su un arco realistico di carriera – ipotizzando un prime pieno fino ai 30-32 anni e una concorrenza stabile ma non dominante – emerge una forbice significativa. In uno scenario prudente, Alcaraz può puntare a quota 14-16 Major. In uno scenario medio, coerente con quanto mostrato finora, la soglia dei 18-20 Slam è tutt’altro che irrealistica. Se salute e continuità lo assisteranno, anche traguardi superiori non sono più materia di fantascienza. In questo caso rischierebbe di crollare anche il record di slam vinti da Djokovic e che a tutt’oggi appare irraggiungibile per chiunque.

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Redazione
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