Cariparma Test Match: Italia Sud Africa 20-18 e si entra nella storia!

All'Artemio Franchi di Firenze l'Italia dell'irlandese O'Shea fa la storia e vince per la prima volta un incontro contro il SudAfrica. Sabato prossimo ci aspetta Tonga.

Cariparma Test Match: Italia Sud Africa 20-18 e si entra nella storia!

Allo stadio Artemio Franchi di Firenze si è svolta una partita storica tra l’Italia di O’Shea e gli Springboks, valida per il secondo Cariparma Test Match della stagione 2016. Parisse lo aveva annunciato in conferenza stampa che sarebbe stata una battaglia soprattutto dal punto vista fisico per 80 minuti, e cosi è stato. Alla fine l’ha spuntata un’Italia ancora acerba che però ha avuto il merito di non farsi sfuggire un’occasione forse irripetibile. Mai e poi mai in futuro gli capiterà infatti di trovarsi di fronte i Boks così incosistenti, in crisi di gioco e di risultati e con un morale talmente sotto i tacchi che a questo punto ci vorrà una buona dose di psicoterapia per farli risorgere. Il  rugby SudAfricano non è mai stato così in basso, neanche quando all’esordio del mondiale del 2015 venne sconfitto dal Giappone. La reazione di orgoglio allora, gli permise di uscire dal pantano e salvare l’onore portanto a casa una semifinale inattesa grazie ad una grande partita contro il Galles ai quarti e a una semifinale contro gli All Blacks forse ancora più orgogliosa. Adesso invece ha ben poco su cui ricostruire: perdere con l’Italia, per la prima volta in 100 e passa anni di rugby, è una di quelle onte difficilmente cancellabili.

Anche perché gli azzurri finora non avevano mai collezionato un successo contro una delle tre formazioni big dell’Emisfero Sud, ma non contro squadre del Sud, visto che l’Argentina è stata battuta più volte (non come si sono affrettati a scrivere oggi diversi giornali e siti!). Invece adesso possono guardare a quelle formazioni con un complesso di inferiorità leggermente più attenutato. Mancano all’appello ancora Nuova Zelanda, Australia e Inghilterra, per noi off limits da quando Web Ellis prese la palla con le mani e la schiacciò nella metà dell’Università di Rugby.

L’Italia ha vinto, dicevamo, giocando con attenzione e soprattutto riuscendo a sfruttare tutte le occasioni che una sbadata SudAfrica gli ha offerto, a cominciare da due calci e due trasformazioni decisive ai fini del punteggio. Aver trovato un calciatore (Canna) alla fine forse è la notizia migliore di questo test match. Anche in passato se avessimo avuto un giocatore in grado di segnare con queste percentuali avremmo vinto molte più paritite.

Le due squadre sono scese in campo concentrate e determinate pronte a darsi battaglia. Nonostante la pioggia battente dei giorni scorsi il campo si presenta in buone condizioni, durante il primo tempo il Sud Africa mette a segno la prima meta, non trasformata, della partita con Bryan Habana a causa di una salita difensiva errata.

Subito dopo è l’Italia che si affaccia nei 22’ avversari e con una maul efficace acciuffa prima il pareggio con van Schalkwyk e poi con la trasformazione è 7-5 a favore nostro. Il vantaggio dura poco perché gli ospiti riescono a segnare la terza marcatura del match con Damian de Allende, anche quest’ultima scaturita da una salita difensiva sbagliata.

Sebbene il livello tecnico tra le due squadre sia nettamente diverso, l’Italia con cuore e grinta reagisce e rimane in gioco per tutta la partita, portando una pressione costante in difesa e con placcaggi puliti che interrompono ogni iniziativa da parte dei sudafricani.

Nota di merito a Simone Favaro che dopo la partita con la Nuova Zelanda dimostra un periodo di ottima forma fisica facendosi trovare sempre sui punti d’incontro e facendo la differenza in difesa con ottimi placcaggi. La prima frazione di gioco si conclude con il punteggio di 12-10 a favore degli ospiti. L’inizio della ripresa dà l’impressione che il Sud Africa con tutte le difficoltà che sta passando in questo periodo riesca ad avere la meglio sui padroni di casa, ma l’Italia concede poco e niente in difesa tant’è che riescono ad allungare solamente di 3 punti.

Malgrado gli azzurri si ritrovino in 14,per un giallo ai danni di Fuser per un fallo in touche, riescono a difendersi bene e questo non è altro che il preludio della rimonta. Con il rientro del giocatore ammonito la squadra prende coraggio e inizia dominare su tutti i fronti di gioco con ottimi spunti offensivi che vengono coronati con la meta di Venditti al 58’. Gli Springboks provano a reagire con un calcio di punizione trasformato ma la squadra allenata da O’Shea non demorde e si porta nuovamente in avanti sul punteggio. Il finale è tutto a sfondo azzurro che tenta ancora a segnare e al 77’ si ritrova a 5 metri dalla meta avversaria con una touche a proprio favore, palla giocata sul primo blocco che scende velocemente a creare una maul che va in meta con Fuser, purtroppo poi annullata dal TMO. Si ripete la touche, ormai a pochi secondi dalla fine, a favore degli ospiti che viene rubata ed è una vittoria storica per l’Italia.

Complimenti a tutta la squadra per questa impresa storica, ma non c’è tempo di festeggiamenti perché sabato prossimo a Padova allo Stadio Euganei c’è un’altra battaglia da affrontare contro il Tonga, squadra forte fisicamente e non ha gli stessi problemi che stanno attraversando i sudafricani in questo momento.

Francesco Sterlini

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