Carlos Alcaraz ha scritto un’altra pagina memorabile della sua giovane ma già straordinaria carriera, conquistando il Roland Garros 2025 al termine di una finale epica contro Jannik Sinner. Lo spagnolo, che sembrava spacciato nel quarto set con tre match point a sfavore, ha ribaltato la partita e sollevato il suo quinto trofeo Slam. Un’impresa che lo proietta sempre più in alto nella corsa ai “Big Titles” – i tornei che davvero contano.
Per Sinner, numero 1 del mondo e reduce dai successi agli US e Australian Open, sfuma così la possibilità di completare una storica tripletta e di avvicinarsi a un Grande Slam in carriera. Il conto dei “titoli pesanti” (Slam, ATP Finals, Masters 1000 e oro olimpico) si aggiorna: 12 per Alcaraz, 8 per l’azzurro.
Una rimonta che resterà nella storia
La finale di Parigi si è trasformata in una battaglia di nervi, resistenza e talento. Sinner ha accarezzato la vittoria nel quarto set, quando ha avuto ben tre chance per chiudere il match. Come ha detto lui, non ci dormirà la notte per l’occasione sprecata.
Alcaraz, come già accaduto in altri momenti cruciali della sua carriera, si è esaltato nella difficoltà, riuscendo a rimanere aggrappato al match e trascinandolo al quinto set, dove ha poi preso definitivamente il controllo.
Alcaraz e i “Big Titles”: meglio di Federer
Con questo successo, Alcaraz sale a quota 12 “Big Titles” conquistati su 50 tornei giocati, con una media di uno ogni 4,2 eventi. Meglio persino di Roger Federer, che si fermò a uno ogni 4,4. Solo Novak Djokovic (3,2) e Rafael Nadal (3,5) vantano una media superiore.
Lo spagnolo, oggi 22enne, è diventato il terzo uomo più giovane di sempre a raggiungere cinque titoli Slam, preceduto solo da due mostri sacri del tennis come Bjorn Borg e lo stesso Nadal.
Dal suo primo Slam vinto allo US Open nel 2022, Alcaraz ha sempre conquistato almeno un Major a stagione. Ha vinto due volte sia a Parigi che a Wimbledon, manca solo l’Australian Open per completare il Career Grand Slam. Intanto, si gode un’altra primavera trionfale: oltre a Parigi, ha vinto anche i Masters 1000 di Montecarlo e Roma.
Per Sinner resta l’amarezza di un’occasione sfumata. I suoi numeri nei Big Titles parlano chiaro: 8 trofei su 58 tornei giocati, con una media di uno ogni 7,3. L’italiano ha ancora davanti a sé molte stagioni per colmare il divario.
Live Race: Alcaraz allunga nella corsa a Torino e al numero 1 di fine anno
Il trionfo a Parigi ha dato al murciano anche un importante vantaggio nella PIF ATP Live Race To Turin, la classifica che misura i risultati stagionali. Con 5.740 punti ha ora 1.790 punti di vantaggio proprio su Sinner (3.950), secondo in classifica. Se l’azzurro avesse vinto la finale, il distacco si sarebbe ridotto a soli 390 punti.
Così invece, lo spagnolo si mette in posizione favorevole anche nella lotta per chiudere la stagione al numero 1 del mondo, riconoscimento che ha già conquistato nel 2022. Sinner, che ha chiuso il 2024 in vetta al ranking, resta comunque in piena corsa.
La sfida tra i due è apertissima, e si giocherà anche sull’erba e nei grandi appuntamenti estivi. Intanto entrambi sono già ben avviati verso la qualificazione alle Nitto ATP Finals di Torino, in programma dal 9 al 16 novembre.
Alle loro spalle, la lotta per gli altri sei posti disponibili è accesissima, con Alexander Zverev (2.925), Jack Draper (2.690), Lorenzo Musetti (2.600) e Novak Djokovic (2.580) tutti in corsa, così come giovani in ascesa come Ben Shelton e Jakub Mensik.
