Carlsen Karjakin 6-6 adesso si passa al gioco rapido

Terminata in parità la prima fase del Mondiale di Scacchi FIDE 2016 tra il norvegese campione del mondo e lo sfidante russo di origine ucraina. Adesso si passa alle rapid.

Carlsen Karjakin 6-6 adesso si passa al gioco rapido

Chi si aspettava un mondiale ricco di colpi di scena è sicuramente rimasto deluso. Lo scontro per il titolo di campione del mondo di scacchi FIDE tra Magnus Carlsen e Sergey Karjakin ha concluso, con una “squallida” e veloce patta ieri, la prima fase, quella tecnicamente più interessante. Dopo 12 incontri a gioco tradizionale il risultato è di perfetta parità 6-6 con una vittoria a testa e 10 patte.

Nonostante i due contendenti abbiano scelto di impostare il mondiale sul “classico” gioco aperto di una partita spagnola (che contraddistingue di solito un gioco ricco di sorprese ed elementi tattici), lo svolgimento di questo mondiale non ha regalato emozioni ma tanta noia. Non è stata praticamente giocata la 12^ partita tra il norvegese, detentore del titolo, e il russo di origine ucraina, sfidante: l’incontro è finito in parità in 30 mosse (il minimo obbligatorio per contratto), giocate in meno di mezz’ora.

Siccome il regolamento FIDE non prevede il pareggio, come 4 anni fa nella sfida Anand-Gelfand, il mondiale verrà deciso quindi dal tie-break di gioco rapido. Nel tie-break si inizia con 4 partite da 25 minuti a testa con incremento di 10 secondi a mossa. In caso di parità si giocano due partite ‘lampo’ da 5 minuti a testa con incremento di  3 secondi a mossa. In caso di ulteriore parità altre due partite lampo, poi altre due, e così via fino a cinque volte. Perdurando la parità si disputerà la ‘armageddon’ o “sudden-death”: 5 minuti al bianco, 4 minuti al nero, con incremento di 3 secondi a mossa ma solo a partire dalla 61esima; per il Nero due risultati utili, la vittoria e il pareggio. La serata finale, in cui comunque il titolo iridato sarà assegnato, sarà mercoledì 30 novembre (tra l’altro giorno del 26’ compleanno di Carlsen) con inizio alle ore 20 italiane.

Anche se si immaginava che la partita di questa sera sarebbe finita in parità, non ci si aspettava una conclusione così rapida: evidentemente i due giocatori si sono accordati prima dell’incontro. Molta delusione tra il pubblico pagante che ha affollato ancora una volta il Fulton Market Building di New York, uno dei punti di riferimento del commercio ittico di Manhattan. Da notare che essendo arrivati allo spareggio, la borsa di un milione di dollari vedrà il vincitore incassare solo il 55% (sarebbe stato il 60% finendo entro le 12 partite a tempo lungo).

Quello che è certo, alla luce di questa prima fase del Mondiale, è che il campione del mondo è arrivato all’appuntamento quanto meno sottotono, forse convinto (in base agli ultimi incontri con lo sfidante) che non avrebbe avuto problemi a superare l’avversario. Invece nel corso dell’ottava partita si è fatto sorprendere dalla difesa arcigna di Karjakin, osando troppo e finendo per perdere. Da parte sua lo sfidante, pur mostrando una preparazione teorica e mentale superiore alle aspettative, ha mancato il colpo del ko in occasione della decima partita, quando avrebbe potuto forzare la patta e conservare il vantaggio. Costringendo, in questo modo, Carlsen a rischiare nelle ultime due partite. Invece la vittoria trovata quasi fortunosamente gli ha permesso di “stirare” la serie fino alle rapid dove probabilmente si sente superiore.

In realtà Karjakin non è un giocatore da prendere con le molle. Coetaneo del norvegese è anche l’unico giocatore che, fino ad un lustro fa, appariva in grado di poterlo superare, avendolo sopravanzato in classifica elo in età giovanile. Crediamo che sia, Sergej, forse l’unico che non soffra una qualche forma di riverenza psicologica verso il Campione del Mondo e questo potrebbe essere l’elemento decisivo in un confronto in cui, più che la preparazione teorica, conta il sangue freddo. Ricordiamo infatti che rapid e blitz di fatto rappresentano una vera e propria disciplina diversa rispetto al gioco classico, più teorico e posizionale. Nelle rapid (e a maggior ragione nelle blitz) gli elementi tattici prendono il sopravvento e non è raro che ci avventuri fuori da territori teorici conosciuti, in cui vale più la capacità di portare pressione psicologica all’avversario. Un territorio nel quale, a questi livelli, nessuno dei due contendenti è ancora sceso.

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