Caruana tra USA e Azerbajan, due indizi fanno una prova

Caruana tra USA e Azerbajan, due indizi fanno una prova
Caruana Tata Steel Master

Caruana impegnato nel primo turno del Tata Steel Master

Per capire quale sarà il futuro di Fabiano Caruana, attualmente n. 2 del ranking mondiale di scacchi e fino ad oggi il nostro miglior scacchista in circolazione, basta mettere insieme i frammenti di notizie apparse in questi giorni. Se è vero che due indizi fanno una prova, allora è chiaro che il giocatore italo americano è sul punto di cambiare casacca.
A metà marzo il New York Times è tornato su una notizia che pensavamo fosse ormai vecchia (se non addirittura falsa). Ovvero che il miliardario mecenate e grande appassionati di scacchi Sinquefield fosse pronto a staccare un bell’assegno per portare sotto la bandiera stelle e strisce il giocatore.
Pensavamo “vecchia” perché solo all’inizio dell’anno il nostro aveva rinnovato il contratto con la FSI, tacitando i tanti profeti di sventura (compreso Sport24h.it) che presagivano un imminente passaggio sotto altre bandiere.
La notizia del NYT ha poi suscitato l’interesse dei giornali del gruppo RCS, Gazzetta e Corriere della Sera, oltre che dei siti specializzati, a cominciare da Scacchierando.it, sempre il più informato e corretto nel riportare le notizie.
Il secondo indizio è di sole 48 ore fa, quando l’Ufficio stampa della Federscacchi ha diramato questo comunicato (ripreso, in verità, da pochissimi siti e media):

“A differenza di quanto annunciato un paio di settimane fa, Fabiano Caruana non parteciperà alla Finale scudetto del Campionato Italiano a Squadre 2015 che si disputerà dal 29 aprile al 3 maggio a Civitanova Marche.
Lo ha comunicato ufficialmente la società “Obiettivo Risarcimento” di Padova, campione in carica, che disporrà comunque di uno squadrone, con lo statunitense Nakamura, i francesi  Vachier Lagrave e  Bacrot, e i ‘grandi maestri’ italiani Daniele Vocaturo, Michele Godena,  Danil Dvirny e Roberto Mogranzini,
In occasione della partecipazione alla Coppa dei Campioni, la manifestazione europea per squadre di club che si svolgerà in settembre, la squadra potrebbe essere rinforzata con l’ingaggio del 25enne russo Sergey Karjakin (attuale numero 12 al mondo).
Nella Coppa dei Campioni, Caruana sembra orientato a tornare a giocare per il Socar, la squadra dell’Azerbajan, che fa capo alla omonima società nazionale petrolifera, per la quale Fabiano aveva già giocato un paio di volte in passato. Sembra dunque prendere corpo l’ipotesi di un passaggio di Caruana non agli Stati Uniti, come era stato ipotizzato, ma all’Azerbajan: già lo scorso anno si era infatti parlato di una offerta di ben 400 mila dollari annui per Fabiano, ma poi – sia per i problemi del rublo sia per la crisi del petrolio – le ‘voci’ erano rientrate.
Il futuro di Caruana sembra ora dipendere dai risultati dei due prossimi tornei ai quali prenderà parte. Infatti tra pochi giorni (dal 16 al 27 aprile)  Caruana sarà impegnato proprio in Azerbajan in un forte torneo nel quale ritroverà anche il campione del mondo Magnus Carlsen. Successivamente, dal 13 al 27 maggio, giocherà in Russia, a Kanthy Mansiyk, la quarta prova del ‘Grand Prix’ che potrebbe qualificarlo per il Torneo dei Candidati. Se i due eventi andranno bene ovviamente le quotazioni internazionali di Fabiano aumenteranno.”

Tutto questo rincorrersi di voci e supposizioni non può che confermare quanto ormai dicevamo da tempo, ovvero che il giocatore nato a Miami e dal doppio passaporto (USA e Italia) non ha alcuna intenzione di restare ancorato a logiche “sentimentali” e sente forte l’attrazione del denaro. I prossimi anni li giocherà sotto altre bandiere; per sapere quali, c’è solo da attendere. A meno che il suo livello di gioco non peggiori ulteriormente rispetto a quanto fatto vedere in questi ultimi sei mesi, al punto da renderlo meno “interessante”. A quel punto potrebbe restare a giocare per l’Italia. In qualsiasi caso rappresenterebbe una sconfitta per il nostro movimento scacchistico.
Tutto questo, dal punto di vista prettamente sportivo, non ha alcun senso. Permettere il passaggio tra Federazioni internazionali senza alcun limite se non quello economico è, a nostro avviso, deleterio per la promozione di questo sport, penalizzando i paesi emergenti e rafforzando il dominio dei “soliti noti”. Se le scelte personali di ciascun giocatore non sono sindacabili, resta l’amaro in bocca pensare che un giocatore può formarsi e crescere grazie ai contributi di una collettività (come è stato in questi ultimi dieci anni per Caruana) per poi raccogliere i frutti di questi investimenti sotto altra bandiera. Investire su di lui ha significato sottrarre risorse ad altre attività di promozione o, in un discorso più ampio, ad altri sport. Alla prova dei fatti, ne è valsa la pena?
AU

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