
Santiago Castro è arrivato ieri sera alla stazione Termini. Oggi svolge le visite mediche. La Roma ha chiuso con il Bologna per il centravanti argentino: 35 milioni di euro, bonus compresi, più il 10% sulla futura rivendita. Contratto fino al 2031, 2,2 milioni netti a stagione. Nell’operazione rientra Artem Dovbyk, che percorre la strada inversa e si trasferisce in prestito in Emilia. Si tratta della conferma ufficiale. Intanto sui canali social della società si ricorda che oggi sono 100 anni dalla nascita di Franco Sensi, il presidente del terzo scudetto della Roma.
È il primo acquisto della Roma 2026/2027 e il primo colpo dell’era Tony D’Amico. Ma è soprattutto la prima risposta concreta a una domanda che Gian Piero Gasperini si porta dietro da mesi: chi guida l’attacco quando Dybala si ferma e Malen non basta.
Gasperini non cerca un finalizzatore puro. Cerca un attaccante che lavori in verticale, che apra spazi con il pressing alto e che tenga la squadra corta quando si perde palla. Castro, classe 2004, arriva dal Bologna con 22 gol in 105 partite e una Coppa Italia in bacheca. Non è un centravanti di scorta: al Bologna ha giocato da titolare in un sistema offensivo simile a quello che Gasperini porta avanti da anni, con esterni che attaccano la profondità e un centravanti che si abbassa per far salire la squadra.
Il tecnico ha seguito personalmente la trattativa. Ha chiesto un attaccante giovane, fisico, capace di reggere l’urto della Serie A senza tempi di adattamento lunghi. Castro incarna proprio questo profilo: pressione costante sui difensori avversari, capacità di ricevere spalle alla porta, freddezza sotto porta. Il tutto a un’età che permette alla Roma di costruire un progetto pluriennale, non un’emergenza di un anno.
Dovbyk, al contrario, non rientrava più nei meccanismi tattici del tecnico. Il centravanti ucraino gioca bene con la palla che arriva già pulita in area, meno nei movimenti di sponda che Gasperini chiede al suo attaccante. Il prestito al Bologna, che lo riporta nella squadra da cui è arrivato Castro, chiude un cerchio e libera lo spazio salariale per completare la rosa. Ora la Roma guarda a Nusa per la fascia: la ricerca di rinforzi non si ferma qui.
Inter: Stones per Chivu, la difesa prima di tutto
L’Inter chiude per John Stones. L’ex difensore del Manchester City, svincolato dal 30 giugno, firma un biennale da 4 milioni netti a stagione e arriva domani a Milano per le visite mediche. Chivu voleva un centrale d’esperienza internazionale, abituato a giocare una difesa alta e a impostare da dietro. Stones ha vinto tutto in Inghilterra proprio in un sistema che chiedeva questo tipo di lettura del gioco.
Il colpo arriva dopo settimane di difficoltà nel regalare al tecnico il primo rinforzo difensivo. Resta aperto il fronte Romero, il vero obiettivo dei nerazzurri per completare il reparto arretrato, ma il Tottenham non apre facilmente alla cessione. Stones intanto colma un vuoto immediato: età, esperienza e caratteristiche tecniche che si sposano con il modo in cui Chivu vuole far uscire la squadra dal basso.
Milan: Diawara per Amorim, la difesa che deve crescere
Il Milan chiude con il Troyes per Sankhoun Diawara. Difensore centrale classe 2006, arriva per 3 milioni di euro più una percentuale sulla futura rivendita. È il terzo acquisto della sessione dopo Gonzalo Ramos e Mario Gila. Amorim lavora da tempo su un reparto arretrato giovane, che possa crescere sotto la sua guida e adattarsi a una difesa a tre, marchio di fabbrica del tecnico portoghese fin dai tempi dello Sporting.
Diawara arriva a Milano nelle prossime ore per firmare e sostenere le visite. Il club rossonero, intanto, gestisce il caso Leao: i club turchi insistono, ma le richieste del giocatore e quelle del Milan restano distanti. Tra i possibili partenti anche Gimenez, dopo l’arrivo del nuovo centravanti portoghese: la Lazio osserva.
Juventus: Spalletti aspetta Kolo Muani, prima le cessioni
La Juventus lavora su tre fronti: portiere, attacco, centrocampo. Spalletti, confermato in panchina, ha chiesto un centravanti rapido e fisico, capace di muoversi su tutto il fronte offensivo. Il nome resta Randal Kolo Muani, che vuole tornare a Torino dopo l’esperienza in prestito dello scorso anno. L’accordo con il giocatore c’è già: manca l’intesa con il Paris Saint-Germain, che valuta il cartellino intorno ai 50 milioni.
In porta la pista Dibu Martinez si è complicata per la ferma posizione dell’Aston Villa. La Juventus ha quindi intensificato i contatti per Zion Suzuki del Parma, con Vicario come alternativa. A centrocampo Spalletti chiede un rinforzo, ma la strategia bianconera privilegia i parametro zero: Goretzka e Kessié restano le piste più concrete rispetto ai nomi più onerosi come Frattesi o Jones. La Juventus ha ceduto Openda al Lione in prestito: le cessioni finanziano gli arrivi, non il contrario.
Napoli: Allegri eredita la rosa di Conte, tesoretto da 140 milioni
Il Napoli cambia guida tecnica. Allegri prende il posto di Conte e riparte da una rosa che il club vuole rinforzare in cinque reparti, uno per ruolo, con un tesoretto stimato in 140 milioni di euro tra ricavi Champions League e cessioni. Il mercato azzurro procede però a rilento: obiettivi come Gila e Khalaili hanno scelto altre destinazioni, stanchi di aspettare un’offerta definitiva.
Resta viva la pista Vicario per la porta, con Meret pronto comunque a riprendersi i guantoni da titolare. Sul fronte offensivo, Lang e Lucca potrebbero restare a Napoli ora che Conte non è più in panchina: erano stati considerati cedibili sotto la vecchia gestione tecnica, ma con Allegri il loro impiego potrebbe cambiare. Il club aspetta comunque di vendere prima di affondare i colpi pesanti: è il principio che De Laurentiis applica da sempre, in un mercato che il presidente preferisce costruire con pazienza piuttosto che con l’urgenza.
