CdM Canoa Velocità a Milano, pioggia di medaglie per l’Italia

CdM Canoa Velocità a Milano, pioggia di medaglie per l’Italia

Canoa Velocità Coppa del Mondo a MilanoMattinata esplosiva per la squadra azzurra nell’ultima giornata della Coppa del Mondo di Canoa velocità all’Idroscalo di Milano: un oro e due bronzi sono il bilancio meritato ma addirittura insperato della nostra selezione, ulteriormente impreziosito dall’en-plein ottenuto dalla squadra di paracanoa, con 3 ori, 1 argento e 1 bronzo. Un bottino che si aggiunge all’argento e al bronzo di ieri e che permette di guardare con maggiore ottimismo ai prossimi appuntamenti internazionali, il più importante dei quali ad agosto, in occasione dei Mondiali. Per la canoa azzurra, inoltre, c’è al consapevolezza di avere messo alle spalle il periodo “buio” legato all’abbandono dell’attività di Josefa Idem, la campionessa per quasi un ventennio ha tenuto in piedi le sorti del settore.
Il primo lampo azzurro arriva con la finale K1 dei 200 metri, dove Matteo Florio (“ho dato il massimo, più di così non potevo ottenre, sono veramente soddisfatto…”) strappa una straordinaria terza posizione con il tempo di 35”824 dietro all’ungherese Totka (35”788) e allo spagnolo Craviotto Rivero (35”540). Neanche venti minuti dopo, Florio – mantovano di 23 anni – è tornato ai blocchi di partenza con il K2 insieme a Manfredi Rizza, che molto opportunatamente aveva risparmiato energie mezz’ora prima nella finale di K1 500. Il loro K2 è partito bene, ha perso un paio di metri nelle pagaiate centrali ma negli ultimi sessanta metri ha recuperato ed ha messo la prua avanti ai lituani, strappando un bronzo prestigiosissimo, visto che prima di loro si sono classificati soltanto i tedeschi e i russi, favoritissimi. L’oro di Rauhe-Liebscher è a 31”529 davanti ai russi Postrgay-Dyachenko (32”257) agli azzurri (32”393). Al termine Rizza ha commentato la gara con queste parole: “Ci siamo impegnati tanto per riuscire a trovare il giusto numero di colpi, il ritmo, tutto, per fare bene il nostro gioco. Ci abbiamo lavorato, speriamo sia l’inizio. Speriamo di continuare così. Direi che come inizio di stagione non è male, cerchiamo di dare sempre il massimo e ci facciamo vicendevolmente l’in bocca al lupo per le prossime gare, vedremo cosa ne sarà di noi, speriamo bene.”.
Un brivido ancora più entusiasmante l’ha regalato il C2 di Nicolae Craciun e Daniele Santini, che hanno vinto la loro finale sui 200 metri (38”178) su Brasile (38”562) ed Ecuador (39”418), regalando alla nazionale un oro che suggella una Coppa del Mondo nell’insieme molto gratificante e soprattutto promettente per le sfide del prossimo futuro.
“Pagaiare di fronte al pubblico di casa – ha detto Santini subito dopo l’arrivo – è molto emozionante, siamo orgogliosi di questo risultato.”. “Possiamo crescere ancora – ha detto Nicolae Craciun -, vedendo i risultati dell’anno scorso quest’anno siamo migliorati ma ci manca ancora qualcosa per arrivare insieme agli altri sempre davanti, quindi lavoreremo ancora molto sperando che vada bene soprattutto la distanza olimpica.
Nel frattempo, i ragazzi della paracanoa – che potranno per la prima volta competere alle Olimpiadi di Rio – hanno registrato prestazioni eccellenti: oro nel K1 Lta 200 metri per Andrea Testa, seguito da Federico Mancarella, argento; oro per Veronica Yoko Plebani nel K1 Ta 200 metri; oro per Pier Alberto Buccoliero nel K1 Ta 200 metri e bronzo nella stessa gara per Salvatore Ravalli. “Le sensazioni che dà gareggiare in casa sono ottime – ha detto Buccoliero -, è indubbiamente un ben vantaggio psicologico… Ora dovremo affinare parecchio le armi, perché nei prossimi tempi molti si avvicineranno a questa specialità che sarà paralimpica. In vista del prossimo mondiale per noi i punti fermi sono veramente pochi, abbiano finito le nostre gare di velocità, probabilmente parteciperemo, ad Auronzo, a una gara internazionale una settimana prima degli europei di Brandeburgo, avremmo già dovuto portarci avanti abbastanza per il lavoro. Spero che agli europei potremo confermare il nostro buon livello per poi arrivare ai mondiali e dire la nostra, perché la paracanoa in Italia sta crescendo. Delle Olimpiadi scaramanticamente non parliamo ma in fondo ne stiamo parlando già, sappiamo che dovremo partecipare alle Paralimpiadi con il V1, con questa dovremo aspirare di partecipare alla paralimpiadi, speriamo di mantenere lo stesso ritmo col quale stiamo lavorando oggi, teniamo in debito conto però gli avversari perché stanno crescendo, come numero e come competitività.”
Arriva nel pomeriggio e sempre dalle acque dell’Idroscalo la ciliegina sulla torta al termine della tre giorni di gare. Stefania Cicali, pagatrice toscana delle Fiamme Azzurre, sbaraglia la concorrenza nel K1 5000 e vince la medaglia d’oro chiudendo in 23’28″35, con 6″732 di vantaggio sulla neozelandese Teneale Hatton e 11″660 sull’ungherese Flora Nagy. Settimo posto nella stessa gara per Irene Burgo.
E’stata una gara molto divertente e a volte ci sono stati momenti piuttosto caldi – ha commentato l’azzurra – in alcune curve la cinese mi ha spesso dato fastidio ma sono riuscita a non farmi sorprendere. Sul tratto finale ho tirato a tutta senza guardarmi indietro. Non sapevo dov’erano le mie avversarie ma ho preferito non rischiare ed è andata bene su un campo gara, l’Idroscalo, ideale e davvero performante“.
Al maschile quarto posto per Sergiu Craciun nel C1 5000 con l’azzurro che manca il podio per cinque secondi. Oro allo slovacco Rusnak davanti al canadese Beauchesne-Sevigny e al brasiliano Queiroz Dos Santos.
NelK1 5000 maschile vince invece l’australiano Wallace sul portoghese Pimenta; terzo posto per il tedesco Hoff con gli italiani che chiudono all’undicesimo posto con Giulio Dressino e al quindicesimo con Alberto Ricchetti.

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