Mar, 10 Febbraio 2026
CiclismoC'era una Vuelta, si racconta al Ghisallo

C’era una Vuelta, si racconta al Ghisallo

A pochi giorni dalla fine del Tour – ma attenzione che arriva il bello con il trittico alpino – e a poche settimane dalla partenza italiana della Vuelta a España (incredibile prima volta!), il ciclismo da raccontare viene ancora una volta accolto con entusiasmo al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio, sopra Bellagio. Posti incantevoli dove andare e tornare. In bici, in auto, in ogni modo. Al riparo dal caldo e dai pensieri, al fresco dei ricordi della memoria storica mentre tutto ancora accade. Con le magnifiche due ruote.

Sabato 26 luglio 2025, proprio alla fine della penultima tappa del Tour de France (che si potrà seguire in diretta tv nel museo), si tiene la presentazione del nuovo libro di Beppe Conti (cannibale buono degli scrittori di ciclismo):  questa sua ultima fatica si intitola “C’era una Vuelta” (Graphot editore). Un titolo evocativo, un viaggio nei 90 anni di storia della corsa a tappe spagnola, che proprio quest’anno, per la prima volta, prenderà il via dal nostro Paese, attraversando il Piemonte con un percorso simbolicamente intriso di memoria: Venaria, Torino, Alba, Limone Piemonte.

Beppe Conti, memoria di ferro (anzi, d’oro) del ciclismo italiano, firma autorevole e appassionata, sarà presente al Ghisallo (non è la prima volta, è fra i più grandi affezionati amici della Fondazione) per raccontare la genesi e l’anima di questo nuovo volume. E per chi ama la scrittura che corre veloce come una fuga solitaria in montagna, sarà anche l’occasione per fare il tifo per Beppe “Contissimo” poiché il suo nome appare tra i finalisti del Premio Invictus 2025 – il prestigioso riconoscimento dedicato alla letteratura sportiva – con la sua “antologia” sul Tour (“Il Giallo del Tour” edito Minerva è nella cinquina finalista del prestigioso premio che verrà assegnato il 4 settembre a Cisterna di Latina (info sul premio qui https://www.premioinvictus.it/).

Un pomeriggio speciale, dunque,  lassù al Ghisallo, tempio del ciclismo profano che sorge accanto a quello sacro della Madonnina protettrice dei ciclisti, dove si pedala anche con le parole. A tracciare la rotta, la voce dell’autore stesso, che così ci accompagna dentro le pagine della sua Vuelta.

Per gentile concessione di Beppe Conti ecco di cosa si parla, anzi così scrive l’autore:

“I novant’anni vanno festeggiati sempre con gioia e suggestione. Anche se si tratta d’una grande corsa a tappe come la Vuelta di Spagna, più giovane rispetto al Tour de France ed al Giro d’Italia, a tante classiche, ma comunque spettacolare e che nel tempo ha saputo far vivere emozioni forti.

E poi per il sontuoso anniversario si concede un avvio realmente storico e leggendario per noi. Novant’anni partendo dalle terre dei Campionissimi, di Costante Girardengo e Fausto Coppi, dal nostro amato Piemonte. Tre tappe e mezza che garantiranno spettacolo quotidiano fra l’entusiasmo della gente. Mai accaduto in passato, pur tenendo conto che gli spagnoli in un paio di occasioni avevano scelto anche l’Olanda per quella che chiamano “la salida oficial”. Però mai l’Italia.

Sport24h su Telegram
Entra nel canale ufficiale
Notizie essenziali, risultati in tempo reale e analisi selezionate. Niente spam. Solo sport.
Iscriviti al canale

Va dato merito al presidente della regione Alberto Cirio, agli assessori, ai sindaci, a tutti per festeggiare un evento che suscita applausi da parte degli appassionati. Suggestioni non piccole. Ci si raduna alla Reggia di Venaria, si parte col chilometro zero da Torino, in corso Casale, davanti al monumento dedicato a Fausto Coppi, il più grande di sempre, che alla Vuelta aveva disputato sul limitare dei quarant’anni l’ultima grande corsa a tappe d’una vita purtroppo breve.

Vinse cinque volte il Giro, due volte il Tour, il grande Fausto, due volte Giro e Tour nella stessa estate, che all’epoca veniva considerato qualcosa di impossibile dal punto di vista fisico, ma quando affrontò la Vuelta non stava più vivendo le suggestioni magiche dei giorni di gloria. Però non sapeva scendere di bici. Ed aveva meno di un anno di vita a causa di quella maledetta malaria che illustri medici non hanno saputo diagnosticare.

Si parte dal monumento a Coppi e poi Novara, Alba, Limone Piemonte, il Canavese, Ceres, Susa, traguardi per tutti i gusti. Chiudendo un cerchio, come se anche in questo caso di grande sport il destino avesse già organizzato ogni cosa. Infatti, non è un caso se il primo vincitore italiano d’una tappa della Vuelta era un canavesano, Edoardo Molinar. Altre vittorie di tappa agli albori le colsero corridori quasi del tutto sconosciuti che venivano da Niella Tanaro come Celestino Camilla e da Monforte d’Alba, nelle fascinose Langhe, come Felix Adriano. E infine, il primo vincitore della corsa spagnola è stato il torinese Angelo Conterno.

Quanto basta per raccontare in un libro, seppure in extremis e con una sorta di prolungato sprint, storia e leggenda del Giro di Spagna. Per un motivo anche semplice: racchiude con passione la storia del grande ciclismo, dei nostri eroi delle differenti epoche, fra vittorie e sconfitte. Sei italiani l’hanno vinta, la Vuelta, Conterno e Gimondi, Battaglin e Giovannetti, Nibali e Aru. In epoche molto diverse fra loro ma in ogni caso da applaudire.

Al fianco dei nostri eroi sfilano campioni stranieri di rango e di storiche nazionalità per il ciclismo. Su tutti Eddy Merckx, che ha dieci anni meno della Vuelta, ma non poteva esimersi dal lasciare il segno in una sola partecipazione, quasi dovesse garantire l’importanza della sfida che anche nel terzo millennio è davvero notevole dal punto di vista agonistico e spettacolare.

Potenza dei numeri. Da trent’anni la corsa iberica ha cambiato collocazione in calendario. Non più a fine aprile, troppo vicino al Giro d’Italia, bensì da fine agosto a metà settembre. Ritrovando nuovo slancio soprattutto sul piano della partecipazione.

Ecco perché val la pena rivivere momenti di gloria che appartengono all’aureo passato che mai va dimenticato. Buona lettura”. Beppe Conti

 Appuntamento: sabato 26 luglio ore 16.30 – Museo del Ghisallo, Magreglio
Info sul libro: C’era una Vuelta – Beppe Conti, Ed. Graphot
[email protected] | www.museodelghisallo.it

LEGGI ANCHE

Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui