Chi è stato il pugile più forte di tutti i tempi?

Una questione che ha sempre appassionato gli sportivi e gli amanti della nobile arte. Proviamo a rispondere partendo dalla classifica stilata dal sito specializzato Box Rec.

Chi è stato il pugile più forte di tutti i tempi?

Recentemente il sito specializzato https://boxrec.com/ ha fissato i parametri per definire una delle questioni più dibattute e care al popolo degli sportivi: chi è stato il pugile più forte di tutti i tempi.

Un altro sito specializzato di boxe ha intervistato Reichert, autore della classifica, per capire il criterio con la quale è stata compilata (qui) In sintesi ad ogni pugile sono stati assegnati punti in base agli incontri sostenuti nell’anno, fino a 200 se nell’anno avesse battuto il n. 1 o 2 del ranking. Inoltre le migliori vittorie annuali vengono compensate dalle sconfitte contro avversari con rating inferiore nell’anno di riferimento, l’anno prima e l’anno dopo.

Insomma è stato fissato solo un criterio “meritocratico”, che non è sbagliato ma a noi di Sport24h ci soddisfa solo in parte. Ci torneremo

In uno degli articoli più letti stiliamo una classifica dei più forti giocatori di scacchi di tutti i tempi. Nel farlo fissiamo dei criteri che consideriamo validi per ogni sport. Proviamo a sintetizzarli.

a. il numero di successi in rapporto agli incontri realizzati;

b. il valore degli avversari affrontati;

c. il “peso” dei successi ottenuti (un mondiale sarà sicuramente più importante, per esempio, di un campionato nazionale);

d. come sono stati ottenuti questi successi;

e. la forza rivoluzionaria di personaggio nell’ambito del suo sport.

PRIMO CRITERIO – Gettiamo uno sguardo nella classifica stilata da box rec, che ha l’indubbio merito di riportare il tabellino vittorie-sconfitte-noncontest. In questo caso la percentuale tra incontri disputati e vinti è abbastanza facile da calcolare. Ci sono due pugili (tra quelli presi in considerazione) che hanno terminato la propria carriera senza sconfitte: Floyd Mayweather e Rocky Marciano.

Il primo ha chiuso la carriera con 50 vittorie, il secondo con 49. Non c’è paragone tra i due, per “peso” e per le epoche nelle quali hanno combattuto.

Sinceramente non ci spieghiamo il motivo per cui “Il bombardiere di Brockton” si ritrovi così lontano in classifica di box rec: ha difeso sei volte il titolo mondiale dei massimi anche contro pugili come Joe Louis, a sua volta definito da una giuria di esperti il miglior massimo della storia.

Molti critici hanno sottolineato la netta differenza tra il tabellino immacolato di Mayweather e quello di Marciano: il primo l’ha collezionato in categorie meno “impegnative” di quella nella quale invece si è mosso il campione italiano americano (massimi).

Per quanto riguarda gli altri pugili, da notare le tre sole sconfitte di Monzon (su 99 incontri!) e Hagler (su 67 incontri), le tre del citato Louis e le cinque sconfitte di Muhammad Alì.

VALORE DEGLI AVVERSARI – Da questo punto di vista ci sono duelli che hanno fatto la storia della boxe e che è difficile non considerare come “esami universitari” per chi l’ha sostenuti. Il periodo di Ali, con Sonny Liston, George Foreman e Joe Frazier, ci sembra uno di questi. Un periodi di grandi campioni e grandi duelli è stato anche quello che ha visto nelle categorie medie Monzon, Benvenuti, Griffith e poi Duran, Hagler e Leonard.

In genere ogni campione del mondo per poter salire sul trono ha dovuto vincere contro quello uscente. Il proliferare di sigle in una certa fase storia non ha aiutato i confronti. Per tornare alle epoche recenti, però, l’incontro tra Mayweather e Manny Pacquiao, forse per la prima volta dopo numerosi anni, ha proposto il duello tra due pugili che hanno contrassegnato un’era e la storia delle rispettive categorie.

C’è da dire, inoltre, che il pugile filippino è stato l’unico in grado indossare la corona di campione mondiale in otto differenti classi di peso, vincendo dodici titoli iridati, nonché il primo a vincere il campionato lineare (cioè battendo il campione in carica) in cinque diverse classi. Record, questo, che non ha raggiunto nessun altro pugile preso in considerazione.

COME SONO STATI OTTENUTI I SUCCESSI – Nel citato articolo sugli scacchi abbiamo utilizzato proprio l’esempio di Rumble in The Jungle come uno di quegli eventi sportivi che caratterizzano un’epoca e lasciano segni indelebili tra vincitori e vinti. Alì è stato protagonista anche di un altro grande incontro, che alcuni hanno definito il più bello di sempre, quello del 1971 contro Joe Frazier.

Ci è capitato di raccogliere ricordi e memorie di numerosi commentatori e blogger. Ecco gli incontri che alla fine hanno ottenuto il giudizio più o meno unanime: Sugar Ray Robinson vs Jake LaMotta, nel febbraio del 1951 che vide per la prima volta LaMotta sconfitto prima del termine; Sugar Ray Leonard vs Marvin Hagler nel 1987: 306 colpi di Leonard contro i 291 di Hagler con un verdetto ancora oggi contestato dallo stesso “The Marvelous”, che per protesta si ritirò dal mondo della boxe; Rocky Marciano vs Jersey Joe Walcott: uno dei pesi massimi più forti dell’epoca dominò il match fino al 13 round, quando l’italo americano colpì il suo avversario prima con un diretto e poi con un micidiale gancio mandandolo a tappeto.

LA FORZA RIVOLUZIONARIA – C’è un momento in cui la boxe ha smesso di essere pugilato per diventare spettacolo? Mayweather che conclude la sua carriera contro McGregor non è la prima “divagazione” di un rappresentante della nobile arte sul tema. Ricordiamo anche il fine carriera di Foreman spinta ben oltre i limiti della decenza come momenti in cui il pugilato ha concesso troppo allo show biz offrendo a volte spettacoli non all’altezza. Una tendenza accentuata negli ultimi anni anche per l’assenza di grandi protagonisti in grado di innalzare il livello tecnico dello scontro.

Nella storia della boxe moderna, però, ci sono stati alcuni pugili che hanno modificato il modo di stare sul ring, creato una scuola oppure anticipato nettamente i tempi. Ce ne vengono in mente tre.

Joe Louis, la prima vera grande star sportiva nera in un paese profondamente razzista come gli USA degli anni ’30. Soprattutto un campione che con il suo comportamento ha sottratto la disciplina alla corruzione e alle scommesse sportive. Non ci è riuscito del tutto e dopo di lui alcune pessime abitudini si sono periodicamente ripresentate, ma Joe ha imposto uno stile. Ha sostenuto 27 match validi per il titolo mondiale, record rimasto imbattuto nella categoria dei massimi.

Sugar Ray Robinson ha traghettato la figura del pugile nell’epoca moderna sia sul ring che, soprattutto, fuori.

Muhammad Ali figura complessa e di difficile collocazione nella storia del pugilato. Sul ring per la prima volta un massimo saltava come un peso piuma. Lontano del ring ha scritto la storia sociale del paese in anni vorticosi e difficili. Cosa pensiamo di Muhammad Alì lo abbiamo scritto qui, in occasione della sua scomparsa.

Alla fine, forse, sono proprio loro tre i più grandi di sempre.

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