
Siamo portati a pensare che l’Italia sia uno dei paesi più arretrati in Europa in tema di strutture per la bicicletta. In realtà la percezione di questa inadeguatezza ci accomuna a molti altri paesi del vecchio continente, alcuni dei quali pensano, in una percentuale maggiore di quanto lo crediamo noi, che non ci siano miglioramenti da un anno all’altro in tema di strutture. E’ questo forse uno dei risultati più sorprendenti del rapporto Shimano State of the Nation 2026 pubblicato oggi. Prima di analizzarlo in alcuni dei punti che riteniamo più interessanti, vale la pena ricordare però due aspetti.
Il rapporto si basa su dati raccolti tramite un questionario online, fornito nella lingua madre dei partecipanti, in collaborazione con il partner Panel Inzicht. Il sondaggio è stato condotto dal 4 al 29 settembre 2025. Il campione utilizzato è rappresentativo a livello nazionale degli adulti di età compresa tra i 18 e i 79 anni, utilizzando quote basate sull’età e sul sesso. Tali quote sono state elaborate utilizzando i dati più recenti forniti dagli uffici statistici locali. I ricercatori hanno applicato dei pesi al campione in modo che corrispondesse alla distribuzione reale della popolazione per età e sesso in ciascun paese. Ciò significa che l’influenza di ciascun intervistato riflette i dati demografici reali.
Il secondo aspetto, altrettanto importante, riguarda il commitente: Shimano, produttore globale di componenti per biciclette che ha realizzato questo lavoro con l’intento di agevolare politiche atte alla vendita dei propri prodotti. Non è un caso che l’accento dello stesso studio è posto sull’assistenza come elemento in grado di favorire l’utilizzo della bicicletta.
Crediamo però che, pur avendo ben presente gli elementi di cui sopra, ci sono informazioni interessanti su l’utilizzo della bicicletta in Europa. Nel rapporto Shimano State of the Nation 2026, l’infrastruttura è identificata come l’elemento fondamentale che permette alle persone di godersi la vita in bicicletta. Sebbene a livello europeo vi sia un consenso generale sul fatto che le strutture stiano migliorando, il rapporto evidenzia profonde disparità geografiche e un paradosso legato ai mercati più maturi.
L’infrastruttura non è vista solo come una questione tecnica, ma come un pilastro per la partecipazione a lungo termine. Uno degli elementi che emerge dal rapporto è quanto il tema della sicurezza sia legato a quello dell’uso della bici tra i bambini. Il miglioramento delle infrastrutture specifiche (corsie protette, strade senza auto, segnaletica chiara) è citato come il principale fattore per rendere il ciclismo più sicuro per le nuove generazioni.
Per quasi tutte le fasce d’età (tranne gli over 65), il miglioramento delle infrastrutture è la misura preferita rispetto alle campagne di sensibilizzazione. Quindi senza un’evoluzione continua, il ciclismo rischia di diventare una “modalità ereditaria” statica invece di un motore dinamico di salute e mobilità.
Classifica Europea dei Miglioramenti
Il sentimento pubblico riguardo ai progressi effettuati negli ultimi 12 mesi varia significativamente tra i paesi:
| Posizione | Paese | Percezione Miglioramento (Net %) | Note |
|---|---|---|---|
| Leader | Polonia | +46.67% | Il punteggio più alto in Europa; il 67% dei cittadini vede progressi. |
| Secondo | Francia | +40.18% | Il 60% riporta miglioramenti nell’area locale. |
| Terzo | Finlandia | +33.06% | Netta percezione positiva del miglioramento. |
| Intermedio | Italia | +9.80% | Il 47% degli italiani percepisce miglioramenti. |
| Ultimi | Grecia | -18.78% | Il punteggio peggiore, con solo il 35% di risposte positive. |
| Ultimi | Repubblica Ceca | -17.80% | Solo il 31% ritiene che le infrastrutture siano migliorate. |
Uno dei risultati più sorprendenti riguarda i paesi storicamente all’avanguardia come i Paesi Bassi e la Danimarca. Entrambi hanno ottenuto punteggi molto bassi riguardo ai miglioramenti percepiti (+4.10% per i Paesi Bassi e +7.16% per la Danimarca). Questo, spiega il rapporto, non indica un fallimento sistemico, ma riflette aspettative elevate: nei mercati maturi, i progressi incrementali sono meno visibili e la stagnazione viene percepita molto più rapidamente.
Il rischio identificato è che la perdita di slancio in questi mercati possa far perdere loro il ruolo di punti di riferimento per l’innovazione globale.
In alcuni paesi chiave, la percezione della qualità infrastrutturale varia tra uomini e donne: in Germania, le donne sono più ottimiste degli uomini riguardo ai miglioramenti (+8% di differenza). Al contrario, nei Paesi Bassi, le donne sono più inclini a segnalare una mancanza di miglioramenti rispetto alla controparte maschile.
La situazione in Italia
L’Italia si colloca in una posizione intermedia nel panorama europeo. Il 47% degli italiani ha percepito un miglioramento delle infrastrutture ciclabili nell’ultimo anno, un dato in linea con la media di paesi come Austria e Regno Unito. Tuttavia, permane una sfida culturale e di sicurezza: il 41% degli intervistati in Italia non è d’accordo sul fatto che pedalare sia diventato più sicuro per i bambini.
