Cultura sportivaCiclismo femminile: quanta strada ha fatto Alfonsina

Ciclismo femminile: quanta strada ha fatto Alfonsina

Fra realtà e teatro, ecco il pianeta femminile che pedala. Pedala in un incontro che precede come un cronoprologo uno spettacolo teatrale, bellissimo, dedicato ad Alfonsina Strada, la corridora pioniera all’origine di tutto, sabato 20 luglio, dalle ore 21, ad Alessandria Città delle Biciclette, anche qui dove tutto con le due ruote è iniziato.

Organizzata da Anteas – Trasporto Amico, insieme a Zonta Club Alessandria,  con il patrocinio di AcdB Museo, in collaborazione con Città di Alessandria, Cisl e Fnp Cisl, la serata va ad arricchire la rassegna “Parole e musica in cortile” nel cortile della Cisl di via Pontida 33, ad Alessandria, dove è attesa anche una partecipazione in collegamento telefonico della bi-campionessa olimpica della pista Antonella Bellutti (nella foto ad Alessandria per l’inaugurazione del Museo AcdB).

Alfonsina e le altre: sono 100 anni di sfide, vittorie, record ed emancipazione: il ciclismo femminile è uno degli sport del momento senza troppe distinzioni o dubbi, solo quando si fa il gioco (per nulla divertente) di “trova le differenze” fra disparità di valori economici, di settore, di considerazione, di attenzione mediatica, allora sì che i conti non tornano. Se ne parla sempre di più, di sport per tutte e per tutti, pari diritti, pari doveri, pari guadagni (nel professionismo), pari attenzioni anche sui media che creano tendenze e danno visibilità, alla base del successo sostenibile dello sport campione di parità.

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Il prologo di questa bella serata organizzata ad Alessandria vedrà un dibattito che coinvolge la giornalista Mimma Caligaris (firma de Il Piccolo), Claudio Gregori (già firma de La Gazzetta dello Sport, ora affermato scrittore) e il direttore del Museo AcdB Roberto Livraghi, in un incontro che pedala nella nuova scia dello sport femminile, fra passato e futuro lanciano la volata ad uno spettacolo teatrale che ricorda Alfonsina Strada ciclista iconica del movimento femminile. Il Giro Donne, l’omaggio a Coppi, il trionfo di Elisa Longo Borghini e la fatica di conquistare spazio sono alcuni dei temi portanti di un ciclismo che appassiona sempre di più. Un’arte anche da interpretare in comunicazione e a teatro. Mimma Caligaris, giornalista, vicepresidente vicaria Ussi porterà la testimonianza di una professione, il giornalismo, che è sempre più attenta al linguaggio, alla parità di genere ancora lontana ma forse un po’ più vicina nello sport.


“Eppure pedalare è uno sport per tutte e tutti, contro gli stereotipi. Cima Coppi e Cima Strada sono esempi da seguire” dice la giornalista Caligaris.

Claudio Gregori, giornalista e scrittore, narratore di campioni e campionesse arricchirà l’incontro con aneddoti olimpici e medaglie da conquistare. La doppietta consecutiva di Bellutti e Pezzo ai Giochi olimpici di Atlanta 1996 e Sydney 2000, le ambizioni parigine del movimento ciclistico italiano e un po’ di storia sociale delle donne in bicicletta saranno pane per un dialogo sul pianeta femminile che pedala da un secolo almeno con Roberto Livraghi, storico, scrittore, direttore del Museo Alessandria Città delle Biciclette di Palazzo Monferrato, che riapre il libro sulle pagine in bianco e nero, dolcissime, dedicate alle operaie Borsaline, quando la bicicletta era simbolo di conquiste e libertà.

Un antipasto di parole sul ciclismo al femminile prima di assaporare al meglio uno spettacolo teatrale che va in scena alle 22. Si intitola  Alfonsina Corridora ed è dedicato ad Alfonsina Strada che stabilì il record dell’ora, fu premiata dallo zar, salvò un Giro d’Italia e dimostrò che non ci sono traguardi impossibili per le donne che pedalano. Lo spettacolo è una proposta del Teatro al Quadrato e i Tupamaros, con Maria Giulia Campioli, Francesco Grillenzoni e Stefano Garuti. E con … Alfonsina Strada! Ingresso 10 euro.

Nella foto, la campionessa Elisa Longo Borghini, credito La Presse, per RCS Sport Cycling Press Office

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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