Una tenda, due zaini e una bicicletta pieghevole di nome Draga. Così inizia l’estate balcanica di una ciclista senza radici, pronta a perdersi per ritrovarsi. A guidarla, non è solo l’istinto, ma la voce stessa della sua bici: Draga non è un semplice mezzo, ma una compagna di viaggio, ironica, saggia, provocatoria. Parla, suggerisce, si oppone, consola. E la segue ovunque – o forse è lei a seguire lei.
In Ciclopedia balcanica, Carla Alexia Dodi intreccia racconto di viaggio e diario emotivo, regalandoci una narrazione a tappe, a scatti, fatta di incontri imprevisti, episodi surreali e pensieri profondi sulla libertà, il desiderio, la fiducia. La rotta attraversa Romania, Bulgaria e Grecia nell’anno in cui il mondo ricominciava a respirare dopo il Covid. Ma la vera mappa è quella dei ricordi, delle mancanze, dei volti che riaffiorano ad ogni sosta.
Lontana dalle rotte turistiche, la protagonista dorme dove capita, segue il caso, si lascia trovare dai luoghi. Il movimento è la sua forma di resistenza: una risposta a una vita instabile, un modo per costruire un senso là dove nulla è fisso. Viaggiare è vivere, scrivere è dare forma al vissuto.
E poi c’è Draga, la vera eroina: bici parlante, alter ego e rifugio. Cinquanta giorni e notti lungo i Balcani con una voce interiore che non si può ignorare.
Carla Alexia Dodi, romana di nascita e cittadina del mondo, ha un dottorato in Letterature comparate conseguito a Parigi, ha insegnato in Egitto e in Romania e ha attraversato l’Asia in bici nel 2007 da Roma a Vladivostok. Vive tra l’Italia e l’Est Europa, sempre in movimento, per scelta e per necessità.
Ediciclo Editore | 2025
Prezzo: 17,00 euro
Pagine: 208
Collana: Altreterre
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