C’è un tratto dell’Umbria in cui il Tevere non è ancora il fiume di Roma, ma una linea chiara, giovane, vicina alla strada e ai campi. La Ciclovia del Tevere lo segue da San Giustino verso Città di Castello, poi scende a Umbertide e continua fino alle porte di Perugia, alternando asfalto, sterrato compatto, strade a basso traffico e tratti in sede propria. Sono nel complesso attorno agli 85 chilometri, da affrontare con bici ibrida, gravel robusta o mountain bike, soprattutto se il fondo non è asciutto.
In occasione del forum “Il futuro del turismo è lento“, organizzato a Perugia il 22 maggio dalla Regione Umbria, abbiamo percorso il tratto che da San Giustino porta a Città di Castello, poco meno di 20 chilometri, in una ideale continuità con la pedalata che facemmo, qualche anno fa nell’alta valle del Savio, alle sorgenti del fiume di Roma.
La partenza da San Giustino ha già il tono del viaggio lento. Poco lontano si trova Colle Plinio, il luogo legato alla villa “in Tuscis” di Plinio il Giovane. Il museo di Villa Magherini Graziani raccoglie i risultati delle ricerche archeologiche condotte sul sito e mette in relazione la villa con il paesaggio dell’Alta Valle del Tevere, mostrando come il fiume abbia condizionato insediamenti, agricoltura e vita quotidiana. Plinio, nella lettera a Domizio Apollinare, descriveva questa valle come un grande anfiteatro naturale, con la pianura distesa tra i rilievi: una visione che, pedalando, torna comprensibile senza bisogno di forzarla. Ce lo ricorda l’insegna posta all’ingresso degli scavi della villa in cui Plinio il giovane decise di vivere buona parte della sua esistenza da proprietario terriero.

Prima di lasciare San Giustino dedichiamo una visita al Castello Bufalini. Nato nel Trecento a protezione del confine tra lo Stato Pontificio e la Repubblica Fiorentina, fu ricostruito nelle forme attuali a partire dal 1487 per volere di Niccolò di Manno Bufalini su progetto dell’architetto Mariano Savelli. Mantiene l’aspetto di un solido quadrilatero irregolare difeso da un ampio fossato, con tre torri angolari e una massiccia Torre Maestra. All’esterno si trova un elegante giardino all’italiana ma il passaggio iconico è nello straordinario labirinto di siepi.

Uscendo da San Giustino, la bici entra in una campagna che sembra ordinata dal fiume. I campi, i filari, le case sparse e i tratti di vegetazione ripariale costruiscono una scena sobria, senza grandi salti di quota. È una pedalata più di continuità che di conquista, e proprio per questo funziona: il paesaggio non si offre come cartolina, ma come territorio abitato. A poca distanza passa anche la memoria della Repubblica di Cospaia, una delle anomalie più singolari della storia italiana. Cospaia fu una piccola repubblica indipendente dal 1441 al 1826, nata da un errore nella definizione dei confini tra l’area fiorentina, poi granducale, e lo Stato Pontificio. Una striscia di terra rimasta fuori dalle giurisdizioni maggiori diventò per quasi quattro secoli una comunità autonoma. La sua fortuna fu legata al tabacco: l’“erba tornabuona”, arrivata nel territorio nel secondo Cinquecento, trovò qui un luogo adatto proprio perché libero dai vincoli e dai divieti che altrove ne limitavano l’uso e il commercio. Da Cospaia la coltivazione si diffuse nell’Alta Valle del Tevere e sul versante toscano della Valtiberina, fino a diventare un tratto identitario di un territorio di confine.

Arriviamo a Città di Castello dopo aver attraversato un tratto in cui il Tevere assomiglia più ad un ruscello che al fiume importante di Roma. Incrociamo anche i cartelli dell’Appennino Bike Tour, la ciclovia più lunga d’Italia che collega, attraverso strade secondarie e sentieri, la Liguria con la Sicilia attraverso la dorsale appenninica. Prima di arrivare al centro abitato ci fermiamo in un’area che appare idonea per un bagno nelle acque fredde e cristalline del fiume. La vegetazione è rigogliosa e notiamo sulle rive anche piante di luppolo. Lo stesso che viene utilizzato da diversi birrifici artigianali dell’Umbria che si stanno ritagliando un posto rilevante all’interno del variegato mondo della microfermentazione.






Città di Castello non ha una rocca da visitare. Il ‘castello’ è la forma stessa della città, cinta per lunghi tratti dalle mura cinquecentesche, con un centro storico dove convivono chiese, palazzi gentilizi, loggiati, cortili e una tradizione artistica stratificata. La città tiene insieme Raffaello, Signorelli, la Pinacoteca comunale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera e il nome che più di tutti l’ha portata nel Novecento: Alberto Burri.
L’ex Seccatoio del Tabacco non è per noi un’aggiunta turistica al percorso, ma uno dei suoi passaggi centrali. La Fondazione Palazzo Albizzini nasce nel 1978 per volontà dello stesso artista, con una prima donazione di opere. A Città di Castello il percorso dedicato all’artista ha due poli: Palazzo Albizzini, nel centro storico, e gli Ex Seccatoi del Tabacco, grande complesso industriale che Burri individuò prima come studio e poi come sede per le opere monumentali. Gli Ex Seccatoi furono restaurati sotto la sua guida e inaugurati nel 1990 come seconda sede della Fondazione. Ospitano 128 grandi opere, dai “Grandi Cicli” alle sculture monumentali, in padiglioni dipinti di nero per scelta dell’artista.

Ripartendo verso sud, il percorso ritrova il fiume. La ciclovia costeggia il Tevere in un contesto agricolo, tra campi coltivati e boschi, con un fondo che alterna asfalto, sterrato inghiaiato, terra battuta ed erba. È il tratto in cui la bici deve essere scelta con criterio: non serve una preparazione estrema, ma serve un mezzo adatto, perché vicino al fiume il terreno può cambiare molto dopo la pioggia. Qui l’esperienza resta accessibile, ma non è urbana; è cicloturismo vero, con la necessità di leggere il fondo e accettare il ritmo del percorso.
Prima di Umbertide, una deviazione consente di salire a Montone. È una variazione che rompe la linearità del fondovalle e porta in uno dei borghi più interessanti dell’Alta Umbria. Montone è legata alla famiglia Fortebraccio e ad Andrea Fortebraccio, nato nel 1368, passato alla storia come Braccio da Montone, uno dei capitani di ventura più celebri del suo tempo. In alto restano i ruderi della Rocca di Braccio, distrutta nel 1478 per volontà di Sisto IV: non un monumento integro, ma una traccia che dà misura alla storia politica del borgo.


Montone merita anche una sosta gastronomica non ornamentale. Il nome da ricordare è Tipico Osteria dei sensi, legato alla Locanda del Capitano. Il progetto ruota attorno a Giancarlo Polito e Paolo Morbidoni, quest’ultimo sommelier del vino e dell’olio, che ha costruito un lavoro di racconto sulle produzioni umbre, sugli oli e sui sapori locali. Tra i riferimenti del territorio c’è anche il Mazzafegato dell’Alta Umbria, salume riconosciuto come Presidio Slow Food. In un itinerario come questo, la pausa non è evasione dal percorso: è un altro modo di leggere la valle, dalle coltivazioni al frantoio, dalla cucina alla memoria contadina.
Da Montone si rientra verso Umbertide, cittadina dell’Alta Valle del Tevere dominata dal Monte Acuto e segnata dalla presenza del fiume. Nel centro storico spicca la Rocca medievale, oggi sede del Centro per l’Arte Contemporanea. La città conserva anche Santa Maria della Reggia, la chiesa di Santa Croce con la Deposizione di Luca Signorelli, la chiesa di San Francesco e altri edifici che raccontano un centro meno celebrato di altri, ma coerente con il carattere dell’itinerario: luoghi concreti, attraversabili, senza monumentalità imposta.
L’ultima parte porta verso Ponte San Giovanni e Perugia. Il percorso continua tra poderi, abbazie, piccoli paesi, tratti sterrati e strade a basso traffico. Chi ha gamba può salire fino al centro storico di Perugia con altri cinque chilometri circa e un po’ di traffico; in alternativa si può chiudere la parte ciclabile e raggiungere il cuore della città con i mezzi. Perugia, con l’Arco Etrusco, la Rocca Paolina, Corso Vannucci, Piazza IV Novembre, Palazzo dei Priori, la Fontana Maggiore e la Galleria Nazionale dell’Umbria, diventa il punto d’arrivo naturale di un viaggio che ha seguito il fiume senza perdere la densità della storia.
Questo tratto della Ciclovia del Tevere non va letto come un itinerario isolato. È parte di una rete più ampia che in Umbria sta diventando infrastruttura turistica, culturale e territoriale. La ciclovia lungo il Tevere si inserisce nel disegno del turismo lento e dialoga con altre direttrici, compreso l’Appennino Bike Tour, la grande rotta di oltre 3.100 chilometri che collega la Liguria alla Sicilia su strade secondarie a basso traffico. Rappresenta anche la direttrice Nord-Sud che in qualche modo si abbina all’altra grande ciclovia umbra, quella attorno al Lago Trasimeno, interamente in sede protetta (tranne qualche piccolo tratto) e che facilmente raggiungibile da Roma attraverso la ferrovia regionale, l’unica al momento che permette le bici a bordo.
Non è solo una questione di piste ciclabili: è un modo di portare persone nei borghi, farle fermare, distribuire valore e costruire una narrazione diversa delle aree interne.

Elenco dei principali punti di interesse
San Giustino.
- Museo del Tabacco, Cospaia
- https://www.comune.sangiustino.pg.it/vivere_il_comune/luoghi/luogo_23.html .
- Castello Bufalini,https://www.musei.umbria.beniculturali.it/musei/castello-bufalini-san-giustino/
- Molino renzetti (https://www.mulinorenzetti.it/).
- Villa Magherini Graziani, (https://cultura.gov.it/luogo/villa-magherini-graziani-e-museo-archeologico-della-villa-di-plinio-il-giovane).
- Area archeologica di Villa Plinio, https://sangiustino.halleyweb.it/c054044/zf/index.php/servizi-aggiuntivi/index/index/idtesto/88
CIttà di Castello:
- Pinacoteca, vicinissima al Tevere (palazzo Vitelli alla Cannoniera) , https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/pinacoteca-comunale/
- Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/palazzo-vitelli-santegiodio/
- Palazzo Vitelli a San Giacomo sede della Biblioteca comunale,https://trasparenza.comune.cittadicastello.pg.it/archivio13_strutture_-1_2504.html
- Duomo, https://www.diocesicittadicastello.it/la-cattedrale/ e campanile rotondo ,https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/il-campanile-cilindrico/
- Chiesa di San Francesco e San Domenico – La prima ospita una copia dello “Sposalizio della Vergine” di Raffaello, l’originale ora al museo del Brera a Milano. La seconda conserva le copie di due importantissime opere d’arte: “Il Crocifisso” di Raffaello (1503), commissionato dalla famiglia Gavari e oggi custodito alla National Gallery di Londra ed il “Martirio di San Sebastiano” di Luca Signorelli (1498), commissionato dalla famiglia Brozzi e trasferito alla Pinacoteca Comunale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera. ttps://www.comune.cittadicastello.pg.it/area_letturaNotizia/633778/pagsistema.html
- Palazzo Comunale (di Angelo da Orvieto) https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/palazzo-comune/
- Torre civica, https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/torre-civica/
- Tela umbra e tradizione della tessitura Umbra,https://www.telaumbra.it/
- Laghi Spada (vedi scheda) Ex cave di materiali inerti riconvertire in oasi naturali,https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/laghi-spada/
- Lago dei Cigni, adiacente al percorso ciclabile e prospiciente il museo Burri, https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/parco-dei-cigni/
- Eremo di Buon Riposo e percorso Francescano (su questo tema vedi nota a parte) https://www.iluoghidelsilenzio.it/eremo-del-buonriposo-citta-di-castello-pg/
- Villa Montesca e Fondazione https://www.montesca.eu/2.0/
- Museo BURRI https://fondazioneburri.org/
- Centro delle tradizioni popolari presso Villa Cappelletti (500 metri dal Tevere) , https://cultura.gov.it/luogo/centro-delle-tradizioni-popolari-livio-dalla-ragione e museo Malakos https://www.malakos.it/
- elenco dei Palazzi della Famiglia VItelli:
- Palazzo Vitelli alla Cannoniera (1521-1545): situato in via XI Settembre, fu edificato per volontà di Paola Rossi e Alessandro Vitelli vicino a un deposito di cannoni.
- Palazzo Vitelli a San Giacomo (inizi XVI secolo): costruito per Paola Rossi, moglie di Vitello Vitelli (e successivamente del cugino Alessandro).
- Palazzo Vitelli a Porta Sant’Egidio (dal 1540): Il più grande e imponente, voluto da Paolo II Vitelli e continuato dai figli, noto per la sua imponenza e i giardini.
- Palazzo Vitelli in Piazza (XV-XVI secolo): situato in piazza Matteotti, fu una delle prime sedi della famiglia nel cuore cittadino.
Altri borghi limitrofi sono raggiungibili in pochi chilometri.
- Montone,https://borghipiubelliditalia.it/borgo/montone/– e Rocca D’Aries https://www.iluoghidelsilenzio.it/rocca-daries-montone-pg
In evidenza la figura di Braccio Fortebraccio da Montone, https://it.wikipedia.org/wiki/Braccio_da_Montone cui è collegata la vicina Rocca D’Aries https://www.iluoghidelsilenzio.it/rocca-daries-montone-pg
- Monte Santa Maria e Palazzo “Burbon del Monte” https://it.wikipedia.org/wiki/Bourbon_del_Monte_Santa_Maria
- Monterchi – Madonna del Parto, https://www.madonnadelparto.it/ (La Madonna del parto è un affresco di Piero della Francesca, realizzato tra il 1455 il 1465 )
- LIsciano Niccone,https://www.umbriatourism.it/it/lisciano-niccone.
- Pietralunga,https://www.umbriatourism.it/it/pietralunga.
- Umbertide,https://www.umbriaccessibile.com/citta-umbre/umbertide/.
