Claudio Corti torna in gruppo nella stagione 2012
per rilanciare la scuola degli scalatori colombiani

Claudio Corti, 55enne affermato team manager di ciclismo, ha finalmente deciso di tornare sulla scena dopo due anni sabbatici. “Io non faccio squadre tanto per stare occupato, ho bisogno di un progetto in cui credere, di una sfida che mi stimoli. E finalmente ce l’ho”. 

Il destino lo porta in Colombia, non lontano dai luoghi (San Cristobal, Venezuela) in cui nel lontano 1977 conquistò il titolo mondiale dei dilettanti prima di cominciare una brillante carriera professionistica impreziosita da due maglie di campione nazionale ed un titolo di vice-campione del mondo (Barcellona, 1984).

Una volta passato a ruoli dirigenziali, Corti ha ulteriormente allargato i suoi orizzonti: dopo la stagione delle grandi vittorie come direttore sportivo di Gianni Bugno (2 mondiali e 1 Giro d’Italia) ed il fortunato ciclo in qualità di manager della Saeco ( 3 Giri d’Italia e 1 Mondiale), Corti ha condotto al successo anche una formazione sudafricana, la Barloworld, poi uscita di scena a fine 2009 dopo splendide affermazioni tra le quali una tappa del Tour de France e la maglia di miglior scalatore ottenuti da Mauricio Soler, anche lui – guarda caso – colombiano.

Nei giorni scorsi, Corti si è incontrato a Bogotà con Jario Clopatofsky Ghisays, Direttore Generale di Coldeportes, l’istituto governativo dello sport in Colombia che fa capo al Ministero della Cultura e la cui mission è incentivare, pianificare e organizzare le attività dello sport, attività fisica e tempo libero nel paese sudamericano. Al manager italiano, è stata affidata la responsabilità di una nuova squadra “professional” che dalla stagione 2012 porterà le insegne di Coldeportes per affermare l’identità di una nazione e la sua crescente vocazione sportiva.

“La Colombia – spiega Corti – nel ciclismo non è una nazione qualsiasi. Corridori di questo paese hanno scritto pagine memorabili e sono tutt’oggi alla ribalta. In special modo negli anni ’80 e ’90, il ciclismo colombiano ha occupato posizioni di avanguardia grazie ad una scuola di grandi scalatori che noi vogliamo potenziare e valorizzare. Lo spettacolo del ciclismo si realizza in salita e questi sono i corridori di cui il ciclismo ha bisogno: non bastano i percorsi selettivi e le salite epiche, servono corridori con le caratteristiche e la mentalità giuste per affrontarli, capaci di regalare al pubblico emozioni vere”.

La gestione della squadra sarà in Italia. L’obbiettivo del progetto, da cui discende la scelta del team manager, è infatti quello di internazionalizzare la realtà del ciclismo colombiano, mettendo radici anche in Europa. “Chiaro che l’obbiettivo di questa squadra sarà conquistarsi un posto nelle grandi gare a tappe, ma prima ancora dimostrare di meritarlo”, spiega Corti.

Maggiori dettagli sul progetto “Coldeportes” saranno svelati nei prossimi giorni. (com stampa)

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