
Flavio Cobolli è ai quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati. Il numero 10 del mondo ha rimontato il giocatore forse più in forma del circuito, lo spagnolo Rafael Jodar 4-6, 7-6(3), 6-3 in due ore e 31 minuti e attende ora il vincente della sfida fra Alexander Zverev e Tommy Paul.
Un set perso e cinque volte a due punti dal baratro
Il primo parziale se n’è andato in 52 minuti e in una manciata di scambi mal risolti. Il terzo gioco, undici minuti di braccio di ferro, ha offerto due palle break al romano, che le ha sprecate entrambe. Poi il break di Jodar all’ottavo, il controbreak immediato di Cobolli, il nuovo cedimento della battuta azzurra sul 4-5. Ventitré errori gratuiti a fronte dei diciannove dello spagnolo: il conto dice tutto della prima ora di gioco.
Nel secondo set Cobolli si è trovato cinque volte a due punti dalla sconfitta. Un break per parte, il tiebreak inevitabile, e lì il romano ha piazzato subito due minibreak per chiudere sul 7-3. Nel terzo il momento della svolta è arrivato al sesto gioco, con la battuta strappata a Jodar; nel game successivo Cobolli ha cancellato la chance del controbreak, poi si è chiuso il match a rete dopo l’ottavo ace. Trentatré vincenti contro ventisei.
Jodar paga tredici partite in ventidue giorni
Lo spagnolo, diciannove anni, undicesimo del ranking e dodicesima testa di serie, era arrivato in Ohio con il terzo bottino di vittorie del circuito nel 2026. A Cincinnati ha giocato il tredicesimo incontro in ventidue giorni, dopo la finale di Washington e la semifinale di Montreal. Negli spostamenti si è appesantito dalla metà del secondo set in avanti, e Cobolli lo ha capito: palle interrogative, cambi di ritmo, scambi allungati fino a togliergli velocità di braccio.
«Mi sono detto di crederci e di lottare su ogni punto», ha spiegato l’azzurro al microfono di fine partita, riconoscendo la stanchezza dell’avversario.
Curiosità: entrambi sono allenati dal padre. Sul campo, la sfida fra i due box l’ha vinta Stefano Cobolli.
Sono così trenta le vittorie stagionali di Cobolli e diciannove i quarti raggiunti a livello ATP, il secondo in un 1000. Il primo risale ad aprile, sulla terra di Madrid, dove aveva superato Daniil Medvedev 6-3 5-7 6-4 prima di fermarsi contro Zverev, 6-1 6-4 in un’ora e mezza. Sul cemento non era mai andato così avanti in un Masters. È il quarto italiano nei quarti a Cincinnati dal 1990.
Il risultato vale 3.230 punti nella Race to Turin e il quarto posto, con il sorpasso su Ben Shelton. Gli inseguitori — Shelton, Medvedev, Jodar e Novak Djokovic — sono già usciti dal tabellone dell’Ohio. La stagione di Cobolli ha già prodotto la finale al Roland Garros persa proprio con Zverev, il titolo di Acapulco e i quarti a Wimbledon; le ATP Finals, mai giocate, ora distano poco più di qualche partita.


