
Non si ferma Flavio Cobolli e completa la sua settimana perfetta in Messico conquistando il titolo dell’ATP 500 di Acapulco. In finale ha battuto Frances Tiafoe con il punteggio di 7-6(4), 6-4 dopo due ore e nove minuti di gioco. Per il romano è il primo successo in carriera su cemento outdoor a livello ATP Tour, il terzo complessivo. Con questo trionfo, Cobolli salirà lunedì al numero 15 del ranking mondiale, nuovo best ranking personale. Un dato che certifica la continuità del suo rendimento negli ultimi dodici mesi e lo inserisce stabilmente nella fascia alta del circuito.
La finale: personalità e qualità nei momenti chiave
Il match è stato equilibrato e deciso sui dettagli, ma la gestione dei punti pesanti ha fatto la differenza. Nel primo set Cobolli ha mancato un set point in risposta sul 5-4, ma non ha perso lucidità. Nel tie-break, sotto 1-3, ha infilato sei degli ultimi sette punti, alzando il livello con il diritto — il colpo che per tutta la settimana ha fatto la differenza — e prendendo il controllo dello scambio.
Nel secondo parziale Tiafoe ha provato a riaprire la partita: prima palla break conquistata solo nell’ottavo gioco e immediato controbreak dell’azzurro. A quel punto Cobolli ha servito con autorità per il match, senza concedere ulteriori spiragli.
Era 0-2 nei precedenti contro lo statunitense, ma in finale non si è visto alcun timore reverenziale. La crescita mentale è forse il segnale più importante della sua settimana.
Una settimana da top player
Tiafoe arrivava in finale dopo due battaglie emotivamente dispendiose, con match point salvati contro Kovacevic e una rimonta contro Nakashima in semifinale. Stavolta, però, non c’è stata una nuova sceneggiatura hollywoodiana: Cobolli ha imposto un copione tecnico preciso, basato su aggressività controllata e grande solidità nei turni di battuta.
A 23 anni, l’italiano diventa il più giovane campione ad Acapulco dai tempi di Dominic Thiem (2016) e il quarto giocatore nato negli anni 2000 capace di vincere più ATP 500 su superfici diverse, insieme a Carlos Alcaraz, Jannik Sinner e Arthur Fils.
Le parole del campione
«Da bambino sognavo un momento così, giocare su un campo centrale con il pubblico che mi sostiene», ha dichiarato Cobolli. «Sono orgoglioso non solo per me, ma per la mia famiglia e per il mio team. Dopo le sconfitte torno sempre in campo a lavorare. Credo di meritare questo titolo».
Parole che raccontano un percorso fatto di disciplina e progressione costante. Dopo il titolo ATP 250 di Bucarest e il 500 di Amburgo nella scorsa stagione, questo successo su cemento amplia ulteriormente il suo profilo tecnico.
