Il tour di Fausto, il mio Coppi, che porta in giro per l’Italia il romanzo pubblicato da Luciana Rota con Lab DFG, arriva giovedì 28 novembre alla Libreria Erickson di Gardolo, a Trento, alle ore 18. Sarà una tappa particolarmente significativa perché insieme all’autrice sarà presente Francesco Moser, che ha voluto condividere la sua testimonianza diretta sul mito del Campionissimo. Voleranno alti i ricordi di “zio Aldo”, il fratello di Moserissimo, campione del ciclismo che fu, quello di Fausto Coppi, sul quale si concentrano le pagine di questo libro. Dove è stampata anche una dichiarazione di amore di Franceso Moser, icona del ciclismo “moderno”: «Fausto Coppi è un pellegrinaggio del cuore, è Castellania, dove si va a dire una preghiera al suo Mausoleo. Un rito da sempre per me. Per noi Moser. La prima volta ci andai con mia mamma Cecilia e Ginetto Cimurri, il suo massaggiatore. E mi commuovo al pensiero». Un legame che attraversa anche la storia sportiva, come ricorda lo stesso Moser. «Come lui ho vinto Mondiale su Strada e su Pista e questo è per me un motivo di orgoglio in più».
E’ il ciclismo della poesia, della narrazione, dei sentimenti. Anche dei dualismo. Quelli che hanno costruito la popolarità di questo sport: non a caso, accanto a questa memoria viva, si colloca anche il contributo di Beppe Bergomi, campione del Mondiale di Calcio di Spagna 1982, il quale offre uno sguardo appassionato e rispettoso, alimentato dall’amore per la storia dello sport. Sempre dalle pagine di Fausto, il mio Coppi (Lab DFG): «Ancora non ero nato quando ci ha lasciato Fausto Coppi, però, io amo il passato del calcio e della storia dello sport, anche prima della mia carriera. E quindi anche nel ciclismo ho guardato indietro e ho visto le imprese del Campionissimo, di quello che ha fatto, successi leggendari, soffermandomi sulla rivalità con Bartali, come sulle altre rivalità: Moser-Saronni, Bugno-Chiappucci e come tutti noi, bambini e non, si prende le parti dell’uno o dell’altro, riconoscendo sempre anche il valore dell’avversario. Quindi, io sono per Fausto Coppi, per un mito, per quello che ha saputo fare, per il movimento sportivo italiano, perché è conosciuto in tutto il mondo. Vorrei aggiungere qualcosa in più, sull’aspetto caratteriale e umano, ma purtroppo non l’ho conosciuto. Quindi sto sulle imprese – leggendarie – imprese che ha fatto questo straordinario campione. Per me, che sono stato un calciatore, ma sono un appassionato di ciclismo, è bello ricordare quello che ha fatto e che ha rappresentato, per tutti noi, ma soprattutto per lo sport italiano, perché ci ha regalato delle soddisfazioni incredibili».
Il tour proseguirà sabato 29 novembre al Castello di Tagliolo, alle ore 16, in collaborazione con la Biblioteca di Ovada, in un incontro che rientra nel ciclo «Quattro chiacchiere d’autore» e che valorizza il dialogo con il territorio, includendo le realtà culturali locali e la comunità che da anni segue con attenzione la storia del ciclismo e la sua memoria più autentica. A questo nuovo incontro parteciperanno i ragazzi della scuola di musica e i giovani campioncini di ciclismo locali. L’ultima tappa dell’anno sarà poi sabato 13 dicembre, con un ritorno in Liguria, regione che ha dimostrato grande attaccamento a questa storia d’amore italiana, alla Biblioteca Civica di Varazze, alle ore 16.30, in un appuntamento che vedrà un dialogo con Carlo Delfino dedicato non solo alla storia sportiva di Coppi ma anche alla dimensione più intima del racconto, ai luoghi che hanno costruito il mito e al sentimento che attraversa le pagine del libro.
