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Con Giordani, Nones, Thoeni e Vigna Montagne da Leggenda inaugura la stagione 2026 del Museo del Ghisallo

Puoi immaginare che emozione incontrare, in questi tempi super olimpici, in presenza e in collegamento audio-video, Claudia Giordani, Franco Nones, Gustav Thoeni e Marino Vigna, tutti insieme. Un bouquet di medaglie olimpiche, fra sport invernali e ciclismo, che dialogano tra loro e con il pubblico al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio.

Parlano di Montagne da Leggenda. Storie di campioni, la mostra allestita per inaugurare la riapertura della ventesima stagione del museo, nel segno dello spirito olimpico e dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Parlano delle loro storie sportive e umane, intrecciate nel tempo e capaci ancora oggi di restituire senso e profondità alle radici dello sport azzurro, un patrimonio che continua a emozionare e che, più di altri mondi, sa custodire memoria.

Il luogo, il Museo del Ghisallo guidato dal presidente della Fondazione Antonio Molteni e diretto da Carola Gentilini, è parte integrante di questo racconto. Tutto è naturalmente scolpito nella roccia attorno alla quale il Museo 20 anni fa è stato forgiato: il più grande del mondo, pare, l’unico dedicato a tutte e tutti i ciclisti, non ad un solo campione. E ad appoggiarsi a quella roccia “principale” e fondamentale, appena scendi la rampa modernissima di questo Museo trovi una bicicletta e una maglia… di Marco Pantani. Ce ne sono anche altre, da trovare in religioso silenzio, in giro per questo museo. Saranno i racconti speciali, una per una, di questa stagione 2026 che culminerà il 14 ottobre prossimo in una grande festa per i 20 anni di Ghisallo Cycling Museum, un luogo fortemente internazionale.

da sinistra Max Cassani, Antonio Molteni, Marino Vigna, Stefano Pedrinazzi, Claudia Giordani e Carola Gentilini

L’inaugurazione della mostra e i protagonisti olimpici

La mostra “Montagne da Leggenda. Storie di campioni” è stata inaugurata sabato 28 febbraio 2026 al Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo e sarà visitabile fino al 5 aprile. All’apertura erano presenti i campioni olimpici Marino Vigna, oro a Roma 1960, e Claudia Giordani, argento a Grenoble 1968, insieme al presidente della Fondazione Antonio Molteni, alla direttrice Carola Gentilini, al presidente della Federazione Ciclistica Italiana Lombardia Stefano Pedrinazzi e a Max Cassani, giornalista e scrittore, contributor della mostra. Numerosi i rappresentanti della stampa e dell’editoria presenti, fra cui anche il vicedirettore di Rai Sport Andrea De Luca che ha portato l’entusiasmo per i Giochi Olimpici in sala, unito alla passione per la bicicletta (è il conduttore della rubrica tematica più vista di Rai Sport, Radiocorsa, che giovedì 5 febbraio racconterà anche di questo evento al Ghisallo). L’occasione inaugurale è stata arricchita dai collegamenti telefonici e video con Gustav Thoeni e Franco Nones; due miti dello sci e dei piccoli sci che hanno promesso una visita al Museo e hanno dedicato tempo speciale a questo incontro.

Il saluto della Federazione Ciclistica Italiana

In apertura è giunto il saluto del presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni, che ha sottolineato il valore culturale e sportivo dell’iniziativa e il ruolo del Museo del Ghisallo come luogo della memoria capace di guardare lontano. Dagnoni ha inoltre ricordato il progetto, appena avviato, per l’inserimento del ciclocross nel programma olimpico invernale, evidenziando come annunciarne l’iter proprio in occasione di una mostra inserita nel programma culturale di Milano Cortina 2026 rappresenti un segnale di forte auspicio.

Neve e strada, storie che si intrecciano

Nel corso dell’incontro, Gustav Thoeni ha richiamato le profonde affinità tra sport invernali e ciclismo, ricordando la lunga amicizia e la stima condivisa con Francesco Moser e Faustino Coppi con riguardo al Campionissimo, figure di epoche diverse ma unite dagli stessi valori di fatica, montagna e visione sportiva. Franco Nones ha invece offerto uno sguardo più intimo sullo sport di quegli anni, evocando la figura dei massaggiatori delle nazionali che seguivano contemporaneamente fondisti e ciclisti, occupandosi degli stessi muscoli e delle stesse fatiche. Tra questi ha ricordato Isaia Steffano, simbolo di una stagione in cui competenze, esperienza e passione univano discipline diverse sotto una comune familiarità.

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Diritti, parità e movimento olimpico

Nel suo intervento, Claudia Giordani, oggi vicepresidente del CONI, ha posto l’accento sul cambiamento profondo che il movimento olimpico e paralimpico sta attraversando, sottolineando come le ultime due edizioni dei Giochi abbiano raggiunto la parità di partecipazione tra donne e uomini. Al tempo stesso ha richiamato l’attenzione sulla necessità di proseguire con decisione nel percorso di tutela dei diritti, dell’inclusione e di un reale cambio di passo culturale nello sport. All’incontro era presente anche l’azzurra del canottaggio Donata Minorati, oggi tecnica CONI alla Canottieri Milano e ideatrice di Sport4All, manifestazione totalmente inclusiva: l’azzurra, insieme a Giordani, ha portato i saluti dell’Associazione Nazionale Atleti Olimpici e Azzurri d’Italia, tra i patrocinatori della mostra ed è statao ricordato il feeling e la passione per questa Associazione che ha visto protagonista per tanti anni Fiorenzo Magni, presidente di anni belli e partecipati, e fondatore del Museo.

Il progetto espositivo e l’Olimpiade Culturale

Montagne da Leggenda. Storie di campioni è un percorso espositivo che mette in dialogo gli scenari del ciclismo con quelli degli sport invernali, accesi dall’edizione 2026 dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. La mostra è entrata a far parte dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 ed è a tutti gli effetti un’iniziativa culturale inserita nel palinsesto olimpico. In cima al Passo del Ghisallo prende forma uno slalom parallelo di emozioni fra atlete e atleti delle due ruote e degli sport invernali, donne e uomini che hanno attraversato epoche diverse e cicli olimpici indimenticabili.

Le montagne simbolo dello sport italiano

Stelvio, Mortirolo, Dolomiti di Cortina, Livigno e Predazzo emergono come luoghi dove allenarsi e dove vincere, territori che da oltre un secolo rappresentano teatri naturali di epiche battaglie ciclistiche e di storiche vittorie sugli sci. La mostra apre la stagione museale 2026 nel pieno spirito olimpico, fra i giochi Olimpici e quelli Paralimpici Invernali, intercettando il flusso turistico tra Milano e le sedi alpine dell’Olimpiade.

Accostamenti e simboli della memoria sportiva

Il percorso espositivo propone accoppiate e poker simbolici che richiamano l’immaginario collettivo dello sport italiano: dalle pioniere Alfonsina Strada e Paula Wiesinger a Fausto Coppi e Zeno Colò, da Francesco Moser e Gustav Thoeni a Gianbattista Baronchelli e Paolo De Chiesa, fino a Marco Pantani e Alberto Tomba, Paola Pezzo e Deborah Compagnoni, Elisa Longo Borghini e Federica Brignone. Uno slalom parallelo fra discipline che riflette l’oro, l’argento e il bronzo con la memoria delle montagne italiane.

L’omaggio ad Antonella Bellutti

La mostra è dedicata in modo speciale ad Antonella Bellutti, individuata in rappresentanza di tutte e tutti, figura unica nello sport olimpico italiano: due ori consecutivi nel ciclismo su pista, una partecipazione ai Giochi Invernali nel bob a due a Salt Lake City e un percorso che da oltre venticinque anni prosegue fuori gara come impegno civile e culturale con Assist, a difesa dei diritti e della parità di genere nello sport.

Cimeli, prestiti e dialogo tra discipline

Il percorso si articola attraverso materiali provenienti dalla collezione del Museo del Ghisallo e da prestigiosi prestiti esterni. In mostra riviste storiche, maglie olimpiche e medaglie, biciclette d’epoca, sci in legno, la torcia olimpica originale di Torino 2006 e la replica di Milano Cortina 2026, oltre al confronto diretto tra attrezzature del ciclismo e degli sport invernali. Tra i pezzi esposti anche la bicicletta celebrativa della vittoria di Vincenzo Nibali al Giro d’Italia 2016 e la maglia rosa autografata dal campione siciliano.

Il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo è aperto ogni giorno dal 28 febbraio 2026 dalle ore 9.30 alle 17.30 con orario continuato. La mostra è ideata dal Museo del Ghisallo, curata da Carola Gentilini. I testi sono di chi scrive qui… con il contributo di Max Cassani. Il foto servizio qui proposto è di Angelo Giangregorio.

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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