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Con la rinuncia di Van Aert al Tour ne perde lo spettacolo e la Visma

Giro d'Italia - Wout van Aert vince a Siena - @LaPresse_news
Wout van Aert vince a Siena (foto X/RCX @LaPresse_news)

Wout Van Aert non correrà il Tour de France. La Visma-Lease a Bike perde uno degli uomini più importanti della propria struttura, proprio mentre la corsa verso luglio entra nella fase decisiva e Tadej Pogačar ha già mandato segnali forti al Tour de Suisse.

Il belga è costretto a rinunciare per i postumi di un problema al gomito, nato dopo una caduta in allenamento e complicato da un’infezione. Non è una perdita qualsiasi. Van Aert non sarebbe stato soltanto un possibile vincitore di tappa ma anche il corridore capace di dare equilibrio alla squadra nelle giornate più difficili: pianura, vento, pavé, finali nervosi, salite affrontate a ritmo alto, tappe in cui un uomo di classifica può perdere il Tour prima ancora della montagna.

Per Jonas Vingegaard il danno è evidente ma anche i tanti appassionati che da sempre seguono il belga soffriranno per l’assenza. Sicuramente ne farà le spese anche lo spettacolo. Se infatti il danese perde il compagno più adatto a proteggerlo nei momenti sporchi della corsa, la generosità e il senso dello spettacolo priveranno tutti di uno dei massimi protagonisti, capace di entusiasmare le folle anche quando non vince… anzi forse proprio perché non vince con la costanza di un Pogacar o di un Van der Poel.

La sua assenza peserà, per la Visma, anche sul piano tattico. Van Aert dava alla formazione una doppia possibilità: lavorare per Vingegaard e, allo stesso tempo, cercare successi parziali. In un Tour lungo tre settimane questa non è una sfumatura. Vincere tappe alleggerisce la pressione sul leader, cambia il clima interno e consente alla squadra di non vivere ogni giornata soltanto in funzione della classifica generale.

Il confronto con Pogačar a questo punto, con l’uscita di scena di un uomo di carattere, diventa così ancora più netto per Vingegaard. Lo sloveno arriva al Tour con la consueta capacità di trasformare ogni corsa in una prova di forza. Il danese resta un rivale credibile, ma dovrà affrontare la Grande Boucle senza uno degli uomini in grado di contrastare il campione del mondo anche come presenza nel gruppo, carattere e solidità mentale.

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Jules Elysard
Jules Elysard
Nato in una cittadina semisconosciuta tra Mosca e San Pietroburgo (non chiedetemi perché, è una storia lunga), di padre francese e madre italiana, mi occupo di sport fin da piccolo. Amo guardare le cose da un punto di vista diverso, a volte anche problematico, ma mai dogmatico. Ho collaborato con diversi quotidiani.

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