CalcioConte guida giusta per la Nazionale? Per Fabrizio Romano sì

Conte guida giusta per la Nazionale? Per Fabrizio Romano sì

Antonio Conte
Antonio Conte ai tempi della Nazionale (wikipedia)

Antonio Conte è il nome più forte per la panchina della Nazionale italiana. A dirlo è Fabrizio Romano, intervenuto in un’intervista esclusiva rilasciata a Time2play, nella quale il giornalista ha affrontato il futuro dell’Italia, il mercato degli allenatori e alcune delle principali traiettorie del calcio internazionale.

Romano parte dalla situazione azzurra con un giudizio netto. Dopo una fase difficile per la Nazionale, il tema centrale diventa la scelta del commissario tecnico. I nomi indicati sono quelli di Antonio Conte e Massimiliano Allegri, con la possibilità di una terza soluzione a sorpresa, ma il quadro appare chiaro: Conte è il profilo più immediato, quello più adatto a una ricostruzione rapida.

“Posso garantirvi che Antonio Conte vorrebbe davvero tornare un giorno alla Nazionale italiana”, ha dichiarato Romano, spiegando che l’ex commissario tecnico sente di non aver chiuso nel modo migliore la propria esperienza con l’Italia. Una frase che pesa, perché arriva in un momento in cui la Federazione deve scegliere non soltanto un allenatore, ma una direzione tecnica e culturale. Ricordiamo che Conte lasciò la guida della Nazionale nel 2016 dopo la sconfitta ai rigori contro la Germania agli Europei. Allora si disse che sentiva il ‘richiamo’ del club, avendo annunciato prima degli stessi Europei che avrebbe lasciato la Nazionale. Fece scalpore il fatto che, quando ancora stava preparando l’appuntamento continentale, fece un sopralluogo a Londra al Chelsea di cui prese la guida al termine dell’esperienza azzurra. Ricordiamo anche che Conte, nel momento di passare la mano, disse: “Non è un addio, ma un arrivederci”, lasciando intendere che sarebbe tornato. L’unico vero problema di Antonio Conte è la capacità del tecnico di realizzare progetti a lungo termine, avendo una permanenza media alla guida di un team di 2 anni (solo alla ‘sua’ juventus resistette tre anni). Questo non permetterebbe di realizzare progetti a lunga scadenza e di crescita.

Di questo Romano è consapevole, ed infatti nell’intervista dichiara che se fosse chiamato a decidere, punterebbe proprio su Conte. La ragione è nella sua capacità di incidere sulla mentalità del gruppo e di costruire in tempi brevi una squadra competitiva. In una Nazionale che deve ritrovare identità, intensità e senso di appartenenza, il profilo dell’ex allenatore di Juventus, Inter e Napoli viene letto come quello più funzionale all’urgenza ma non al lungo periodo. In un mondo ideale, infatti, Romano sceglierebbe Enzo Maresca, indicato come allenatore giovane, internazionale, con idee fresche e adatto a un progetto di lungo periodo. Un nome che però, secondo il giornalista, resta fuori dalla corsa per ragioni di prospettiva professionale.

L’intervista si allarga poi al calcio italiano nel suo complesso. Romano individua due problemi principali della Serie A: la difficoltà a vivere il calcio con maggiore libertà e la scarsa fiducia nei giovani. Il confronto con Premier League e Liga è diretto. In Inghilterra e Spagna, osserva, giocatori di 15, 16 o 18 anni vengono lanciati senza troppe cautele nelle grandi squadre. In Italia, invece, continua a pesare l’idea che il giovane debba aspettare mesi o anni prima di essere considerato pronto.

C’è spazio anche per il Real Madrid, descritto come un club in una fase di ricostruzione più che in una crisi definitiva. Romano ammette l’esistenza di preoccupazioni interne, ma ridimensiona il clima mediatico: quando il Real non vince, ogni problema viene amplificato. Il nodo, secondo lui, sarà soprattutto la scelta dell’allenatore, perché a Madrid non basta guidare la squadra in campo: bisogna reggere la pressione, parlare ai media e controllare l’ambiente.

In questo quadro emerge anche il nome di José Mourinho, indicato da Romano come un profilo con buone possibilità e forse il più adatto, per esperienza e gestione della pressione, a una panchina come quella del Real Madrid.

Tra mercato e scenari internazionali, Romano cita anche alcuni “colpi ideali”: Vitinha per il Real Madrid, Julián Álvarez per il Barcellona, Ibrahima Konaté per l’Inter, Bernardo Silva per la Juventus e Lewandowski per il Milan. Per il Napoli, invece, il bisogno principale sarebbe un esterno capace di accendere il gioco, sul modello dei giocatori che negli anni hanno dato fantasia alla squadra.

Infine, lo sguardo si sposta verso gli Stati Uniti e il Mondiale. Romano ritiene che la Coppa del Mondo possa rappresentare una svolta per la crescita definitiva del calcio nel mercato americano. L’arrivo di Messi ha già cambiato la percezione della MLS, ma il Mondiale potrebbe completare il percorso, trasformando l’interesse in partecipazione popolare.

Con l’Italia fuori dai giochi, il suo sguardo andrebbe soprattutto agli italiani all’estero. In particolare a Carlo Ancelotti, alla guida del Brasile, figura che Romano considera un motivo d’orgoglio per il calcio italiano. Una chiusura che riporta il discorso al punto di partenza: il calcio italiano cerca una nuova guida, ma continua a esportare allenatori e competenze. La scelta della Nazionale dirà se sarà capace anche di ricostruire se stesso.

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