Quando Mathieu van der Poel, VDP per gli amici, passerà sul San Pancrazio, sul Piccolo Stelvio e sul Caramamma si sentirà un boato. Il boato degli appassionati dell’alto ciclismo nell’Alto Milanese, lungo quei passaggi che sono diventati i simboli della Coppa Bernocchi. Sognare è lecito? Sissignori. Ancora con gli occhi pieni del Mondiale di Montrèal. Le rivincite iridate stanno per iniziare. In Italia.
Sempre che il campione olandese decida di esserci. Perché, al momento, la presenza di Van der Poel non è ancora confermata: l’Alpecin-Premier Tech sarà al via e a Legnano il suo nome è il grande sogno della vigilia. Reduce dal terzo posto ai Mondiali in Canada, potrebbe scegliere la Bernocchi per una delle ultime sfide della stagione.
Ecco una classica che più classica non si può. L’ultracentenaria Coppa Bernocchi torna lunedì 5 ottobre con la sua 107ª edizione, che coincide con il 50° GP Banco BPM, e con un parterre importante: 25 formazioni, 16 WorldTour, 8 ProTeam e una Continental. Numeri da record per una prova UCI ProSeries 1.Pro.
La corsa partirà da Legnano per attraversare l’Alto Milanese. Il chilometro zero sarà a San Giorgio su Legnano, poi i traguardi volanti di Parabiago, Nerviano e Cerro Maggiore prima di entrare nel circuito della Valle Olona.
Qui la novità del 2026: sette giri anziché otto. Restano invece i tre passaggi che appartengono ormai all’identità della Bernocchi: San Pancrazio, Piccolo Stelvio e Caramamma. Sono i punti nei quali la corsa può cambiare volto e fare selezione, oppure lasciare il gruppo sufficientemente compatto per giocarsi tutto negli ultimi chilometri verso Legnano.
Matthews, il primo big confermato
Un grande nome, invece, è già certo: Michael Matthews. L’australiano del Team Jayco AlUla arriva alla Bernocchi con al collo l’argento conquistato domenica ai Mondiali di Montréal, alle spalle dello statunitense Brandon McNulty e davanti proprio a Mathieu van der Poel.
Classe 1990, professionista dal 2011, “Bling” conta 44 vittorie in carriera e successi in tutti e tre i Grandi Giri: quattro tappe al Tour de France, tre al Giro d’Italia e tre alla Vuelta, oltre alla maglia verde conquistata alla Grande Boucle nel 2017.
Con il secondo posto di Montréal ha portato a quattro le medaglie individuali conquistate nella prova in linea dei Mondiali élite, cui si aggiunge l’oro Under 23 di Melbourne 2010. Matthews ha inoltre conquistato con l’Australia i titoli mondiali nella cronometro a squadre e nel mixed relay nel 2024 e nel 2025.
Per lui sarà la quarta Coppa Bernocchi consecutiva: 11° nel 2023, 65° nel 2024 e 5° lo scorso anno, nel gruppo che si giocò la vittoria in volata.
Venticinque squadre sulle strade della Bernocchi
Il dato racconta la dimensione raggiunta dalla corsa: 25 squadre al via e ben 16 WorldTour.
Saranno Alpecin-Premier Tech, Bahrain-Victorious, Decathlon CMA CGM Team, EF Education-EasyPost, Groupama-FDJ United, Lidl-Trek, Lotto Intermarché, Movistar Team, Netcompany INEOS, NSN Cycling Team, Red Bull-BORA-hansgrohe, Soudal Quick-Step, Team Jayco AlUla, UAE Team Emirates-XRG, Uno-X Mobility e XDS Astana Team.
A completare il gruppo otto ProTeam e una Continental. Una partecipazione che conferma quanto sottolineato alla presentazione: la Bernocchi è una gara a invito, ma sono ormai le squadre a cercare un posto nella classica di Legnano. Sognare VDP su quel percorso è lecito. Un bel sogno per noi, per l’Alto Ciclismo dell’Alto Milanese. Forse un brutto sogno per Matthews, l’australiano che è grande Big ma non così amato come Van der Poel. Ma sognare bene o male non costa nulla. E viva la Bernocchi!

