Sab, 7 Febbraio 2026
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Coppa Davis 2025: Moutet fa il clown e affossa la Francia. Il Belgio ride.

Coppa Davis 2025

Nel primo quarto di finale della Coppa Davis 2025 il Belgio ha superato 2 a 0 la Francia al termine di un incontro che è vissuto sopratutto sull’errore di Mutet alla fine del secondo set, errore che ha cambiato completamente la narrazione del match. Il quarto di finale di Bologna è stato un crocevia emotivo più che tecnico.

La Francia è uscita da Bologna con il rammarico di chi sente di aver mancato un treno importante. Dopo un percorso convincente nelle qualificazioni – prima lo schiacciante 3-0 al Brasile, poi l’impresa a Osijek contro la Croazia – la squadra di Paul-Henri Mathieu era arrivata alla Final 8 con fiducia e ambizione reale di titolo.

Corentin Moutet, protagonista assoluto nella trasferta croata, è stato ancora una volta al centro della scena. Contro Collignon ha giocato una partita intensa, combattuta, oscillando tra colpi geniali e scelte rischiose. Il punto simbolo? Il tentativo di tweener-smash sul 5-6 del secondo set, finito nel peggiore dei modi. Un “colpo da clown”, come si è auto-definito nel dopopartita, nato dalla tensione e dall’emotività del momento. Ma è soprattutto da lì che la partita gli è scivolata via. Del resto Moutet spesso ha dato l’impressione di essere un clown piuttosto che un giocatore, ricorrendo frequentemente (anche nella partita di ieri), per esempio, al servizio da sotto e atteggiandosi per il punto conquistato. Un elemento che se i big osservano con distaccato disinteresse in alcuni casi fa arrabbiare gli avversari, come nel caso di Bublik, che ha sempre risposto per le rime alle guasconate del francese.

Nel secondo singolare, Arthur Rinderknech ha provato a fermare l’ondata belga, senza riuscire a invertire l’inerzia nonostante un tentativo di rimonta nel finale. “Erano più forti di noi”, ha ammesso Mathieu con lucidità. “In entrambe le partite tutto poteva succedere, ma nei momenti chiave non siamo riusciti a girarla”.

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Il dato più duro: da quando la Davis Cup è stata riformata nel 2019, questa era la prima volta che la Francia raggiungeva i quarti. E la corsa si è fermata subito. Un problema non nuovo: da giocatore, Mathieu aveva già vissuto sfide perse per un soffio, come la finale del 2002 contro la Russia.

Da parte sua il Belgio ha battuto la Francia per la prima volta dal 1997, strappando ai rivali non solo la qualificazione ma anche la loro tradizionale rivendicazione di superiorità.

La Davis Cup continua a raccontare storie che valgono più di un semplice risultato. E quella di Belgio-Francia 2025 è una delle più intense di questa Final 8. Se c’è un uomo che incarna il legame tra la storia e il presente del tennis belga, è Steve Darcis. Da giocatore fu protagonista delle cavalcate fino alla finale del 2015 e del 2017; oggi, da capitano, guida tre giovani che rappresentano un nuovo ciclo: Zizou Bergs, Raphael Collignon, Alexander Blockx.

Ed è proprio l’impronta di Darcis ad aver fatto la differenza. Bergs lo ha abbracciato dopo il punto decisivo contro Rinderknech: un gesto che ha detto più di mille parole. Collignon, dopo aver ribaltato Moutet, ha spiegato che nei momenti di difficoltà la voce del capitano è stata determinante: “Quando sto dubitando, quando è dura, lui ha le parole giuste”.

Il Belgio non raggiungeva la semifinale dal 2017, e questa è solo la quarta volta che ci arriva da quando esiste il World Group. Ma questa squadra ha qualcosa di diverso rispetto al passato: un doppio solido, un gruppo compatto, tre singolaristi giovani e motivati. “Quando li chiamo per sapere se vogliono giocare la Davis Cup, la risposta è sempre ‘sì’. È una grande differenza rispetto a prima”, sottolinea Darcis.

Contro la Francia, Collignon ha messo in campo un’altra prestazione di personalità nei momenti caldi, confermandosi uomo da deciding set: ne ha vinti cinque consecutivi contro avversari top 100. Bergs, invece, ha ribaltato un inizio complicato e ha trovato nelle accelerazioni nei momenti chiave la spinta per chiudere la sfida.

Il sogno semifinale è vivo, ma Darcis frena: “So che avete un sogno per questa settimana, ma siamo ancora lontani. Bisogna pensare a ogni match”. Un mantra semplice, ma essenziale per una squadra che ha già superato le aspettative.

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Redazione
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