
Flavio Cobolli ha firmato una delle imprese più memorabili della storia recente della Davis Cup. Nel catino del SuperTennis Arena di Bologna, l’azzurro ha annullato sette match point e battuto Zizou Bergs 6-3 6-7(5) 7-6(15), chiudendo un tie-break da 32 punti – il sesto più lungo nella storia del torneo – e regalando all’Italia la terza finale consecutiva.
L’Italia, già avanti grazie al successo di Matteo Berrettini su Raphael Collignon, si è qualificata con un 2-0 che non racconta la drammaticità di una sfida durata oltre tre ore e vissuta sul filo dei nervi.
Il belga, uscito dal campo in lacrime dopo aver mancato sette match point, ha parlato in conferenza stampa con estrema lucidità, nonostante la delusione. Le sue parole sono state raccolte da Punto de Break e riprese da TennisTemple.
«Non ricordo un momento più emozionante di questo, è insieme il piacere di essere qui e l’amore che si sente» ha detto, cercando di spiegare cosa avesse vissuto nelle tre ore di gioco. Poi ha aggiunto: «Tutti questi elementi combinati hanno reso tutto molto emotivo, ma almeno sono felice di aver preso piacere a giocare».
Il belga sa di aver partecipato in qualche modo a qualcosa di unico nella storia del tennis: «Sono quasi sicuro che non potrò combattere allo stesso modo in un altro torneo». Ha anche spiegato la sua scelta di rischiare sempre, persino nei momenti decisivi: «Preferisco essere coraggioso piuttosto che trattenermi». Infine ha riconosciuto il ruolo del suo capitano Steve Darcis: «Steve mi aiuta sempre ad andare a prendere quelle palle, cercando di lottare al 100%, senza andare al 120%, ma senza scendere al 70%».
Poco dopo è arrivata la voce di Cobolli, ancora frastornato da un finale in cui aveva perso completamente il senso del punteggio. «Ho chiesto alla squadra: “Qual è il punteggio nel tie-break?”, perché non lo sapevo, non lo ricordavo» ha raccontato, confermando quanto fosse immerso nello sforzo mentale del momento. L’azzurro ha spiegato le basi della sua vittoria: «Ho vinto questa partita perché ho creduto in me stesso per tre ore oggi. Penso di aver avuto un grande atteggiamento per tutto il match». Alla fine, tra fatica e soddisfazione, ha concluso: «Ora sono un po’ stanco, ma sono pronto a recuperare per la finale».
