
Holger Rune torna a giocare oggi, undici mesi esatti dopo l’ultima partita. Il danese, ex numero 4 del mondo e ora 144° della classifica ATP, affronta il bulgaro Iliyan Radulov, 596°, nel secondo singolare della sfida di Coppa Davis tra Danimarca e Bulgaria. Si gioca alla Royal Stage di Hillerød, a nord di Copenaghen, in un palazzetto esaurito. Il primo incontro, Elmer Møller contro Grigor Dimitrov, comincia alle 16.
Alla vigilia Rune ha incontrato la stampa danese per la prima volta dall’infortunio. A Nicholas Albek del portale SpilXperten ha raccontato l’attesa. “Certo che sono nervoso. Ho le farfalle nello stomaco, adesso che finalmente torno a competere. Per tutta la vita mi sono abituato a giocare sotto pressione, ma farlo in Danimarca davanti al pubblico danese è il massimo.” Due notti fa ha dormito male, l’ultima un po’ meglio. “Voglio un’atmosfera rumorosa. È quello che mi è mancato: la pressione del pubblico, delle persone intorno a me, e la mia.”
Lo US Open saltato
L’ultima partita risale al 18 ottobre 2025, semifinale di Stoccolma contro Ugo Humbert. Rune era sotto 6-4 2-2 quando si è rotto il tendine d’Achille sinistro. Dopo l’intervento ha spostato più volte la data del rientro: prima puntava all’erba, poi alla trasferta americana. Ad agosto si è allenato a Murcia con Carlos Alcaraz. “Forse avrei potuto giocare lo US Open, ma non so se avrei retto partite al meglio dei cinque set giorno dopo giorno. Abbiamo deciso di prenderci un paio di settimane in più.”
Il programma dopo la Davis è già scritto: Giappone, Shanghai, poi la stagione al coperto. “Ci saranno di sicuro cose da migliorare. Nessuno di noi sa come giocherò, nemmeno io. La cosa più importante sarà divertirmi un casino. Spero che sia l’unica volta nella mia carriera in cui resto fuori così a lungo.”
Dritto e servizio ritoccati
Rune ha usato i mesi di stop per cambiare qualcosa nei colpi. “Quando mi sono fatto male riuscivo a malapena a muovermi, ma abbiamo subito pensato a cosa potevo lavorare. Sono dettagli: la preparazione del dritto e la posizione del braccio al servizio. Ho avuto undici mesi per colpire così, adesso mi viene più naturale di prima. Sento di avere un’arma in più.”
Il lavoro ha toccato anche la testa. Nella prima parte dell’intervista il danese dice di essere diventato più paziente, “e questo può essere un bene o un male”. Ha imparato cosa serve al suo corpo in allenamento, nel recupero e nell’alimentazione. Gli ultimi tre mesi, quelli in cui è tornato a giocare punti, sono stati i più divertenti.
Il consiglio di Dimitrov
Dall’altra parte della rete c’è un amico. Dimitrov, 128° del mondo, torna a giocare la Davis per la Bulgaria per la prima volta dal 2015. Anche lui conosce i lunghi stop: a Wimbledon 2025 si è fermato negli ottavi contro Jannik Sinner per un problema al pettorale, mentre conduceva due set a zero. I due vivono a Monaco e il fisioterapista di Rune è stato il suo. “Ci siamo sentiti più di una volta in questi undici mesi, ho visto la riabilitazione da vicino”, ha detto il bulgaro a SpilXperten.
Lo conosce da quando Rune aveva 13 anni. Il consiglio è stato uno solo, la pazienza, perché passati i momenti più duri il resto diventa più facile. “Non dovete preoccuparvi per Holger. Finché sta bene, andrà tutto bene. Tornerà ai vertici, è solo questione di tempo.”
La sfida si chiude domani con il doppio alle 12 e gli ultimi due singolari. Chi vince va alle qualificazioni 2027, chi perde gioca lo spareggio di febbraio. Nel quarto incontro, programma permettendo, Rune trova Dimitrov.

