
La giornata di ieri alla SuperTennis Arena di Bologna ha consegnato le due semifinaliste della parte alta del tabellone. Spagna e Germania hanno centrato il pass al termine di due sfide chiuse entrambe al doppio decisivo e consumate punto dopo punto, in un’atmosfera elettrica da “vecchia Davis”.
La Spagna ritrova la semifinale dopo sei anni
La prima grande notizia è il ritorno della Spagna tra le prime quattro del mondo. La squadra di David Ferrer, senza Alcaraz per forfait alla vigilia, ha ribaltato un confronto che sembrava compromesso.
Il pomeriggio si era aperto con il successo di Jakub Mensik, che ha steso Carreno Busta dominando al servizio con 20 ace e una qualità complessiva da top-20. Sotto 0-1, la Spagna si è aggrappata a Jaume Munar, mai vincitore prima d’ora in singolare di Davis Cup: lo spagnolo ha sfoderato una partita perfetta, sicuro nei momenti chiave, aggressivo nei colpi e glaciale al servizio. Il 6-3 6-4 su Lehecka ha rimesso il confronto in equilibrio e acceso la tribuna spagnola.
Il doppio è stato un concentrato di nervi tesi e grande tennis: Granollers e Martinez hanno gestito l’esperienza contro Mensik e Machac, due singolaristi di qualità, imponendosi 7-6(8) 7-6(8). Decisivi i servizi dello specialista Granollers nei punti più pesanti e, soprattutto, la risposta vincente di Martinez sul set point del primo parziale. Al secondo tiebreak ha invece pesato il doppio fallo di Mensik che ha consegnato alla Spagna la semifinale.
Una qualificazione che racconta molto della resilienza del gruppo: già nella fase a gironi gli spagnoli avevano rimontato da 0-2 contro la Danimarca a Marbella. A Bologna hanno ripetuto il copione.
La Germania esce viva da una battaglia notturna
In serata la Germania ha completato il quadro, piegando l’Argentina dopo una maratona chiusa nelle prime ore del mattino. Lo ha fatto grazie al doppio di ferro Krawietz-Puetz, ancora una volta decisivo, capace di ribaltare Molteni/Zeballos 4-6 6-4 7-6(10) in un tiebreak finale da brividi.
Per arrivarci erano serviti due singolari ad alta intensità. Tomas Etcheverry aveva firmato il primo punto argentino battendo Struff in due tiebreak, sostenuto da una curva albiceleste caldissima. Zverev aveva poi risposto da fuoriclasse, superando Cerundolo 6-4 7-6(3) al termine di uno scambio-simbolo da 37 colpi che ha fatto tremare le tribune.
Il doppio è stato una corsa sul filo: le due coppie hanno salvato match point in serie — tre la Germania, quattro l’Argentina — fino alla chiusura firmata da un colpo di Puetz sulla riga che ha costretto a un attimo di sospensione prima dell’esplosione di gioia tedesca.
La semifinale: Spagna-Germania
Il copione è chiaro: a Bologna si sfideranno due squadre che hanno costruito il loro cammino sulla solidità mentale più che sulla presenza dei loro campioni più attesi (l’assenza di Alcaraz e le condizioni non perfette di Zverev sono state un tema costante).
La Spagna arriva con una coppia di doppio rodata e un Munar sorprendente. La Germania porta un doppio tra i migliori al mondo e uno Zverev che, quando sale di livello, sposta gli equilibri. Una sfida apertissima, con un posto in finale che vale più di quanto dica il ranking.
