Coppa del Mondo di Rugby – Irlanda in Giappone da prima della classe

Pubblicato il ranking internazionale prima dell'evento più importante della stagione. Italia al 14° posto è già in Giappone per abituarsi a clima e fuso orario in vista dell'esordio contro la Namibia.

Coppa del Mondo di Rugby – Irlanda in Giappone da prima della classe

La Coppa del Mondo di rugby probabilmente non rappresenta l’evento sportivo più seguito del pianeta; sicuramente sarà il più lungo. Si parte infatti il 20 settembre con Giappone Russia e si finirà il 2 novembre con la finale. Non c’è paragone con le Olimpiadi, che si risolvono in una ventina di giorni e neanche con i Mondiali di calcio (1 mese).

Questo perché il programma prevede gare più diluite. Lo sforzo realizzato in partita è tale che le formazioni partecipanti hanno bisogno di maggior tempo per il recupero. Questo dato aiuta a capire, per chi non mastica di rugby tutti i giorni, la differenza di questo sport rispetto a tutti gli altri. Sudore, fatica e (fino a qualche anno fa) fango sono le parole d’ordine. E poi c’è il terzo tempo, che contribuisce a rendere questo sport unico, come bene racconta il blog Insider.

L’ultimo ranking mondiale prima del kick off vede l’Irlanda in testa. Gli All Blacks per la seconda volta in pochi giorni si vedono scalzare dal vertice. Neanche due settimane fa ci erano riusciti i Gallesi, allora freschi vincitori contro l’Inghilterra.

Adesso il ranking vede avanti i giocatori del Trifoglio, che arrivano in Giappone con i favori del pronostico. Oltre ad essere al vertice del ranking, infatti, l’Irlanda è una delle poche nazioni che storicamente ha sempre giocato alla pari con la Nuova Zelanda. Più defilati, dietro, Inghilterra, Sud Africa, Galles. Siamo convinti, se mai ci dovesse essere una sorpresa, che questa arriverà dall’Argentina.

L’Italia scivola di una posizione, al 14° posto, scalzata dagli USA, vincitori nell’ultimo test match contro il Canada, formazione che incontreremo nel girone B a Fukuoka il 26 settembre. Girone per noi sicuramente proibitivo. Oltre agli americani, infatti, ci troveremo a fare i conti con Nuova Zelanda, Sud Africa e Namibia (partita di esordio il 22 settembre a Usaka). Passano ai quarti le prime due di ogni girone. Impensabile (se non addirittura impossibile) pensare di battere due delle candidate al successo finale.

Intanto la Nazionale di O’Shea è atterrata in Giappone e ha cominciato ad acclimatarsi.

Un sole caldo ha accompagnato il secondo giorno di raduno a Sugadaira, ultima tappa giapponese prima dell’arrivo ad Osaka – in calendario nella serata di sabato 14 settembre – dove inizierà ufficialmente il cammino dell’Italrugby nella Rugby World Cup 2019.

Seduta in palestra in mattinata mentre nel pomeriggio un lavoro a ritmo contenuto sul campo – per facilitare il graduale ambientamento al fuso orario – in vista dei carichi più elevati nei prossimi giorni.

Abbiamo ricevuto una grande accoglienza alla stazione di Ueda prima e a Sugadaira poi. C’è tanto entusiasmo – ha dichiarato Guglielmo Palazzani, mediano di mischia dell’Italia – che fa piacere e ci da una ulteriore motivazione ulteriore”

“Sugadaira è davvero un buon posto dove possiamo proseguire il cammino verso la Rugby World Cup. Stiamo proseguendo il nostro percorso – ha dichiarato Conor O’Shea, Commissario Tecnico dell’Italrugby – e  l’ambientamento al fuso orario in modo graduale. Oggi abbiamo svolto un allenamento più intenso rispetto ai due giorni precedenti dove i carichi sono aumentati gradualmente per poi arrivare ad essere al 100% al Mondiale”.

“Il calore dei tifosi è importante per noi e subito l’affetto nei confronti della nostra squadra è stato enorme. Saremo qui fino a sabato con un altro allenamento sul campo venerdì prima di partire per Osaka dove proseguiremo la preparazione in vista della prima partita contro la Namibia” ha concluso O’Shea.

Gli fa eco Sergio Parisse – che sta preparando la sua quinta Coppa del Mondo – richiesto dai media presenti al termine dell’allenamento mattutino: “In passato ho avuto modo di visitare il Giappone ed è un paese dove torno sempre con piacere. Qui a Sugadaira, al di là del Rugby, si respira aria di sport a 360 gradi. C’è una cultura sportiva che tende a coinvolgere chi vive in questa area. L’accoglienza è stata delle migliori sin dall’arrivo in stazione a Ueda. Nella giornata di domani avremo modo di visitare meglio la zona e scoprire nuovi posti da visitare”.

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